Energie del futuro

2050, Italia 100% alimentata da rinnovabili? Problemi aperti e soluzioni da adottare

energie rinnovabili

Secondo la Strategia energetica nazionale 2017, il gas  rappresenterà “la risorsa di back up del sistema elettrico” e assume un ruolo chiave nella transizione energetica, stante la crescita delle rinnovabili
Lo scenario di un’Italia completamente “verde”, cioè alimentata solo da fonti rinnovabili, non è un’utopia. Almeno stando allo studio presentato da 27 ricercatori delle Università di Stanford, Berkeley, Berlino e Aarhus e pubblicato sulla rivista scientifica Joule. Ma la vera domanda è rappresentata dalla transizione energetica nei 33 anni che ci separano dal traguardo. Il nostro paese ha già tracciato la rotta con la Sen, la Strategia energetica nazionale, aggiornata quest’anno dal ministero dello Sviluppo economico.

Gas: ruolo chiave per transazione energetica

gasL’orizzonte è al 2030 in linea con gli obiettivi fissati dall’Unione europea che comunque già guarda al 2050 con una Roadmap per ridurre  le  emissioni di  gas  serra  di  almeno  l’80%.  A fronte della necessità di un miglioramento della competitività del paese, cioè dell’esigenza di “ridurre i differenziali di costo e prezzo dell’energia” – il gas italiano per esempio sconta rispetto a quello del Nord Europa un gap di circa 2 €/MWh nel 2016 – di diffondere “tecnologie rinnovabili basso-emissive”, di garantire una “politica di interventi nell’efficienza energetica”, entra in gioco il gas che, spiega la Sen, “assume un ruolo chiave nella transizione energetica, stante la crescita delle rinnovabili, poiché rappresenterà la risorsa di back up del sistema elettrico, in particolare negli scenari di phase out del carbone”.

Serve sicurezza approvvigionamenti

La sicurezza degli approvvigionamenti, però, presenta dei rischi, osserva ancora la Sen: “Il sistema infatti ha un margine di sicurezza ridotto nel caso venisse a mancare la principale fonte di approvvigionamento in corrispondenza di una situazione di freddo eccezionale (anche nonostante l’arrivo del gas azero tramite il gasdotto TAP). In questo contesto si propongono misure in grado di aumentare la sicurezza degli approvvigionamenti e la diversificazione delle fonti” necessarie anche a consentire “una riduzione del prezzo del gas”. Tra le soluzione individuate viene indicata “l’attribuzione dei servizi di rigassificazione di GNL mediante asta, invece che con tariffa, la realizzazione “di eventuale capacità addizionale di rigassificazione e la “metanizzazione della Sardegna tramite Small Scale GNL”.

Il ruolo chiave dell’efficienza energetica

A credere in un rilancio del gas non c’è solo la Strategia energetica italiana. Secondo il World Energy Outlook pubblicato quest’anno dall’Agenzia internazionale per l’energia, la domanda energetica globale è stimata in crescita – anche se in rallentamento rispetto ai 15 anni precedenti –: le previsioni parlano di un +18% entro il 2030. E se l’efficienza energetica avrà sempre di più un ruolo chiave, l’evoluzione del mix energetico immaginato dal World Energy Outlook vede rinnovabili e nucleare protagonisti (con un tasso composto annuo di crescita 2014-2030 a +2,5%) a scapito di carbone e petrolio ma non del gas che avrà un tasso di crescita dell’1,5%. Ciò anche per l’ampia domanda in Cina e Medio Oriente. Grazie alla flessibilità di utilizzo e alle basse emissioni degli impianti di generazione elettrica (CCGT), “il gas mantiene una forte posizione nei consumi mondiali.

Efficienza energeticaLo sviluppo di un mercato globale del gas si prevede sarà rafforzato da nuovi trading hub e dalla graduale rimozione di barriere ai confini, i prezzi saranno quindi sempre più determinati da dinamiche reali di domanda e offerta”. In sostanza, se in termini assoluti il  World Energy Outlook prevede una crescita della domanda primaria sostenuta anche da un lieve aumento delle fonti fossili a più alte emissioni (carbone e petrolio), gas e rinnovabili contribuiranno “a coprire la maggior parte dell’incremento della domanda”.

Elettricità: meno del 20% del sistema energetico mondiale

A confermare l’importante ruolo del gas intervengono anche altri studi come il recente rapporto della DNV GL “Energy Transition Outlook”: a partire dal 2034 il gas dovrebbe diventare la principale fonte di energia utilizzata e anche l’ultimo dei combustibili fossili a registrare un picco di domanda, che dovrebbe verificarsi nel 2035. Anche Martin Van Beurden, Chief Executive Officer di Shell ha aperto pochi giorni fa la conferenza Offshore Europe 2017 ad Aberdeen con osservazioni sull’industria petrolifera e del gas. Van Beurden ha usato il tempo a sua disposizione per illustrare la visione di Shell su un futuro energetico misto, in cui idrocarburi e rinnovabili coesisteranno per molti anni. “Il mondo ha bisogno di energie rinnovabili. Ma le energie rinnovabili producono l’elettricità e l’elettricità è meno del 20% del sistema energetico mondiale”, ha detto Van Beurden aggiungendo che anche le vetture elettriche non saranno la risposta a tutte le esigenze di trasporto del pianeta. Ricordando la crescita della popolazione mondiale, Van Beurden ha dichiarato infine che in futuro saranno necessari petrolio e gas, insieme alla petrolchimiche e che una transizione completa a un’economia a basse emissioni di carbonio “avrà luogo nell’arco di generazioni”.

Italia 100% rinnovabile: risparmi fino a 6.500 euro a cittadino

Insomma, un’Italia a tutte rinnovabili, come dice lo studio, con i cittadini in grado di risparmiare fino a 6.500 euro a testa, e con quasi 500mila posti nuovi posti di lavoro potrebbe non essere un sogno: a patto di fare i conti con i problemi di sviluppo di questa fonte. E senza dimenticare la necessità di investire risorse sulla rete elettrica. “Gli investimenti sulla rete sono interventi fondamentali per garantire un’integrazione ‘strutturale’ delle rinnovabili – sottolinea infatti in tal senso la Sen –. Lo sviluppo futuro delle rinnovabili avrà a disposizione strumenti tecnologici e assetti che dovrebbero rendere meno stringente il fabbisogno di servizi da parte della rete e permettere processo inverso di crescente integrazione delle rinnovabili nel mercato dei servizi”. Lo scenario di penetrazione al 50% al 2030 “è stato oggetto di analisi da parte di Terna; il risultato è che l’obiettivo è pienamente raggiungibile in condizioni di sicurezza.

rinnovabiliSaranno però necessari nuovi investimenti in sicurezza e adeguatezza” prevedendo in particolare “o ulteriori investimenti sulla rete o nuove risorse di flessibilità, inclusi stoccaggi e pompaggi in asta o ulteriore capacità generativa flessibile”. Lo sviluppo delle fonti rinnovabili sta comportando infatti un cambio d’uso del parco termoelettrico, che “da fonte di generazione ad alto tasso d’utilizzo svolge sempre più funzioni di flessibilità, complementarietà e back-up al sistema. Tale fenomeno è destinato ad intensificarsi con l’ulteriore crescita delle fonti rinnovabili al 2030”, si legge ancora nella Sen.

Per questo, lo sviluppo di fonti rinnovabili “richiede anche lo sviluppo di ulteriore capacità di stoccaggio per 5 GW, in grado di accumulare produzione intermittente per circa 3-4 TWh, con capacità di accumulo fino a 7-8 ore”. La realizzazione di 5 GW di capacità da stoccaggio dovrà localizzarsi in Centro e Sud Italia, dove più intenso sarà lo sviluppo delle rinnovabili, per assorbire fino al 55% dell’overgeneration”. Al momento lo storage idroelettrico costituisce “l’opzione più matura. In prospettiva, oltre alla realizzazione di nuovi impianti andranno valutate modalità per un miglior utilizzo degli impianti esistenti, attualmente non sfruttati a pieno” mentre per i prossimi anni, chiarisce ancora la Strategia energetica nazionale, “è atteso anche un forte sviluppo dello storage elettrochimico sia a livello distribuito che centralizzato”.

One comment

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    Non immaginare o non sperare che il futuro a medio-lungo termine possa portarci a poter ricorrere sempre più alle Fonti Rinnovabili, sarebbe poco logico ma questo non deve farci perdere di vista la realtà e le attuali condizioni delle relative tecnologie che NON sono ancora in grado di soddisfare questo auspicio.

    Pertanto, sarebbe davvero logico ed opportuno che i MEDIA in particolare facessero un ragionevole ed opportuno sforzo di approfondimento per poter poi correttamente informare l’opinione pubblica, per evitare di illudere il comune cittadino e confondere le idee sul tema energetico.

    Ora nell’articolo si enfatizza il ruolo complementare che il Gas Metano dovrebbe avere per sostenere le Rinnovabili ed indubbiamente il Gas è un combustibile importante e da utilizzare con raziocinio.
    Ma questo non vuole affatto dire che si debba cancellare e far a meno del combustibile tuttora più importante e di maggiore disponibilità sul pianeta che è rappresentato dal Carbone. Questo soprattutto se le considerazioni di favore verso il Gas Metano su basano sulle emissioni di “gas serra”, ammesso e non concesso che sia davvero utile dare tutta questa fuorviante enfasi a tali gas ed in particolare all’indispensabile CO2, elemento fondamentale per la vita sul pianeta.

    Infatti e purtroppo, è solo la retorica e l’inadeguata informazione che porta a tale pregiudizio e ritenere che il Gas Metano (cosiddetto “Naturale” sia preferibile in base alle emissioni di gas serra (CO2 – CH4 – N20). Questa fuorviante considerazione nasce da una evidente speculazione che le stesse normative Ue inducono (casualmente?)a fare perchè finora si sono sempre e SOLO considerate le sole emissioni “post-combustione” (vale a dire quando si bruciano i diversi combustibili per produrre elettricità)!
    La realtà è invece diversa se nella valutazione (come logicamente si dovrebbe!), si conteggiassero le emissioni di gas serra sull’intero “Ciclo di Vita” dei combustibili, quindi conteggiando ANCHE le emissioni della FASE “pre-combustione, vale a dire da quando si estraggono i diversi combustibili dal sottosuolo.
    Questo è importante in particolare appunto per il Gas Naturale, perchè la CO2 è naturalmente presente (INSIEME a diversi altri gas: Butano, Propano, Metano, Idrogeno Solforato, CO2, N20, …) nel sottosuolo che escono insieme al Metano (CH4) in fase di estrazione.
    L’industria estrattive provvede poi a separare i gas indesiderati:: CO2, H2S, N20 da tale flusso, perchè indesiderati a destino e questi gas sono semplicemente “Vented” (cioè liberati all’atmosfera nei luoghi di estrazione!), senza però essere conteggiati ne attribuiti ad alcuno anche se poi vanno ad aggiungersi in atmosfera alle emissioni “post-combustione” !
    Se quindi si facesse questa opera di corretta prassi ed informazione, la realtà porterebbe a realizzare che l’utilizzo del Gas “Naturale” per la produzione elettrica rispetto all’uso del Carbone non darebbe affatto quel vantaggio che erroneamente molti descrivono, confondendo così l’opinione pubblica.

    E poi, non c’è solo la tecnica del 2Venting”, ma ci sono anche “Flaring” (per trasformare in CO2 e H20 il CH4 che deve essere separato e liberato in atmosfera, proprio perchè l’incidenza del CH4 rispetto alla CO2 – ai fini del GWP Global Warming Potential è molto ma molto maggiore!), ed infine le “Methane Fugitive Emissions, cioè le emissioni fuggitive che non si riescono ad evitare, con il loro molto maggiore GWP !

    Insomma, occorrerebbe un’informazione più corretta ed equilibrata per consentire infine di realizzare un’opportuna SEN (Strategia Energetica Nazionale) più equilibrata e davvero sostenibile in relazione alle vere condizioni Paese.
    L’Italia, che è notoriamente un Paese povero di materie prime dovrebbe avere un “MIX delle Fonti” molto meglio diversificato ed equilibrato, dove il Carbone dovrebbe avere la sua importante quota, non inferiore ad almeno il 25% del Mix, anzichè il solo 13% attuale e lo “zero” invocato da certe lobby (!) ed il 42% della Germania !

    C’è qualche speranza che qualche volonteroso giornalista si informi e faccia un’informazione più corretta ed opportuna?
    Speriamo, nell’interesse davvero del Paese e di tutti.

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