Scenari

Gas e petrolio sugli scudi nel 2040: forniranno 55% fabbisogno mondiale

Sono le previsioni di ExxonMobil contenute nel suo “Energy & Carbon Summary: Positioning for a Lower-Carbon Future e Outlook for Energy: A View to 2040”

Tutte le fonti di energia rimarranno importanti da qui fino al 2040. Ma a causa della domanda attuale e del declino dei giacimenti di idrocarburi naturali, saranno necessari miliardi di dollari di investimenti ulteriori nella produzione di petrolio e gas anche in uno scenario di contenimento dell’innalzamento globale delle temperature entro i 2 gradi centigradi. Al tempo stesso, sulla base dei tassi di crescita medi di questo tipo di scenario, si stima che la domanda di gas naturale salirà a 445 miliardi piedi cubici al giorno entro il 2040 (circa 12 miliardi di metri cubi) mentre la domanda petrolifera dovrebbe scendere a 78 milioni di barili al giorno entro il 2040. Sono le previsioni di ExxonMobil contenute nel suo Energy & Carbon Summary: Positioning for a Lower-Carbon Future e Outlook for Energy: A View to 2040nel quale la compagnia petrolifera analizza il panorama energetico mondiale da qui ai prossimi 20 anni prendendo in considerazione uno scenario di innalzamento della temperatura di massimo 2 gradi centigradi.

Gas e petrolio ancora sulla cresta dell’onda nel 2040. Carbone in declino

Secondo l’analisi di ExxonMobil, petrolio e gas naturale continueranno a fornire circa il 55% del fabbisogno energetico mondiale da qui al 2040, con il greggio trainato da un aumento del 20% dovuto soprattutto a una maggiore richiesta proveniente da trasporti commerciali e prodotti chimici. Le fonti nucleari e rinnovabili rappresenteranno, invece, quasi il 40% dell’aumento della domanda mondiale di energia fino al 2040. Mentre la quota di elettricità mondiale generata dal carbone dovrebbe scendere a meno del 30 per cento nel 2040, rispetto a circa il 40 per cento nel 2016.

Secondo il rapporto, tra il 2010 e il 2040 il tasso medio della domanda di totale di energia dovrebbe aumentare dello 0,5% l’anno, rispetto a un calo della domanda di petrolio di circa lo 0,4% l’anno. Ancora in salita, invece, la domanda di gas (+0,9% l’anno) in antitesi alla discesa del carbone (-2,4%) controbilanciata da un’impennata delle rinnovabili (+4,5%). Molti esperti, tuttavia, concordano sul fatto che saranno necessari altri progressi per raggiungere e mantenere un percorso di riscaldamento entro i 2 gradi centigradi al 2100. Su questo fronte, ExxonMobil ha investito infatti miliardi di dollari in ricerca e sviluppo: “Il nostro compito è quello di fornire l’energia di cui il mondo ha bisogno in modo responsabile dal punto di vista ambientale – ha dichiarato Darren W. Woods, presidente e amministratore delegato di Exxon Mobil Corporation -. E’ una duplice sfida: dobbiamo rispondere al crescente fabbisogno energetico della società e affrontare i rischi dei cambiamenti climatici. Siamo impegnati a far parte della soluzione investendo in nuove tecnologie in grado di fornire soluzioni economiche su scala globale. Dal 2000, i nostri investimenti per sviluppare soluzioni energetiche a basse emissioni sono ammontati a circa 8 miliardi di dollari – ha aggiunto Woods -. Stiamo impiegando tecnologie come la cogenerazione e la cattura e stoccaggio del carbonio, mentre analizziamo soluzioni di prossima generazione come i biocarburanti delle alghe e la cattura avanzata del carbonio utilizzando le celle a combustibile. La ricerca in questo campo sarà fondamentale”.

Crescita demografica e innalzamento del tenore di vita un pericolo per il clima

Con la crescita demografica ed economica globale, le leve chiave per affrontare i rischi dei cambiamenti climatici dovranno includere ulteriori miglioramenti dell’efficienza energetica e la riduzione dell’intensità di gas serra nel sistema energetico mondiale. Da parte nostra, continuiamo ad agire per mitigare le nostre emissioni e aiutare i consumatori a ridurre l’impatto dei gas serra”, ha dichiarato ancora Woods. La prospettiva al 2040 immaginata da ExxonMobil descrive, infatti, una popolazione globale in rapida crescita e l’innalzamento del tenore di vita nei paesi in via di sviluppo che determinerà una crescita della domanda energetica mondiale di circa il 25% dal 2016 al 2040. Allo stesso tempo, i guadagni di efficienza energetica e le riduzioni graduali dell’intensità di gas serra del sistema energetico, contribuiranno a moderare l’uso di energia e a ridurre di quasi il 45 per cento l’intensità di carbonio dell’economia globale, sottolinea il rapporto precisando che le economie emergenti dei paesi che non fanno parte dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) rappresenteranno quasi la totalità della crescita della domanda energetica, guidata da una regione Asia-Pacifico in espansione.

Metà della crescita dei consumi di gas legata alla produzione di elettricità

Con l’aumentare della prosperità, l’elettrificazione continuerà come tendenza globale significativa. La domanda di energia per la produzione di elettricità rappresenterà circa il 50% della crescita della domanda mondiale, in gran parte proveniente da paesi non Ocse. “L’uso del gas naturale è probabile che aumenti più di qualsiasi altra fonte di energia, intorno al 40%, con circa la metà della sua crescita per la generazione di elettricità – ha dichiarato T. J. Wojnar, vice presidente per la pianificazione strategica aziendale di ExxonMobil -. L’abbondanza e la versatilità del gas naturale, oltre ai notevoli benefici in termini di qualità dell’aria, ne fanno una fonte energetica preziosa per soddisfare un’ ampia varietà di esigenze, aiutando al tempo stesso il mondo a passare a una fonte di energia a minore intensità di Co2”. Tra le forniture di energia più in rapida espansione sono da considerare naturalmente anche il fotovoltaico e l’eolico che insieme cresceranno di circa il 400 per cento. Secondo l’Outlook di ExxonMobil è probabile, inoltre, che le emissioni globali di Co2 raggiungeranno “un picco nel 2040, a circa il 10% al di sopra dei livelli del 2016, man mano che le fonti energetiche si spostano verso combustibili a basse emissioni come il gas naturale, le energie rinnovabili e il nucleare”.

auto elettrica mobilitàVeicoli elettrici in aumento, picco combustibili tradizionali nel 2030 ma petrolio sempre leader

L‘Outlook di ExxoMobil prevede un aumento dei veicoli elettrici e un miglioramenti dell’efficienza dei motori convenzionali. Questo porterà, probabilmente, ad un picco di utilizzo di combustibili liquidi da parte del parco veicoli leggeri del mondo entro il 2030 anche se, il petrolio continuerà a svolgere un ruolo di primo piano nel mix energetico mondiale. In totale, veicoli ibridi completi, ibridi plug-in e solo elettrici si avvicineranno al 40 per cento delle vendite globali di veicoli leggeri nel 2040, rispetto al 3 per cento circa nel 2016. “L’analisi del rapporto mostra che, anche se ogni veicolo leggero nel mondo fosse completamente elettrico entro il 2040, la domanda di liquidi potrebbe essere simile a quella del 2013 – ha dichiarato Wojnar –. Ciò è dovuto alla crescente domanda del trasporto commerciale e del settore chimico”.

2 Comments

  1. 1

    Che si debba andare sempre più avanti con la ricerca e l’ottimizzazione nell’uso delle Fonti energetiche è implicito ed auspicabile.

    Sorprende però che anche la più grande multinazionale del settore energetico: Exxon-Mobil presenti una visione alquanto distorta sull’argomento, evidentemente per pure ragioni opportunistiche di “bottega” essendo i loro maggiori interessi concentrati su Petrolio e Gas.

    Sarebbe però opportuno che il mondo scientifico e le Istituzioni internazionali (a partire da quell’irganismo che fa capo all’ONU: IPCC), magari stimolati dall’informazione e dal doveroso lavoro del giornalismo scientifico (non quello prezzolato e speculativo!), facessoro quel minimo di approfondimento per risultare credibili e dare un possibile utile contributo all’argomento.
    E’ una questione prima di tutto etica e morale, se consideriamo che oltre un terzo della popolazione mondiale NON ha ancora accesso a ragionevoli e razionali fonti di energia (dove l’elettricità svolge un ruolo fondamentale!), per poter uscire dal loro sotto sviluppo ed accedere al progresso ed allo sviluppo che vuol dire soprattutto benessere.

    Ebbene, si continua a cavalcare la “fake news” che utilizzando il Gas Naturale per produrre sempre più elettricità in sostituzione dell’altro combustibile naturale: il Carbone (maggiormente disponibile sul Pianeta e indubitabilmente proveniente dal mondo vegetale che ricopriva ampie aree del pianeta nel lontano passato!), contribuisca a ridurre le emissioni di GHG (GAS SERRA: CO2 – CH4 – N20) ed in particolare appunto dell’anidride carbonica (elemento peraltro fondamentale per la vita suyl pianeta), che in modo del tutto ideologico e fuorviante sarebbe secondo i profeti catastrofisti, alla base dei “Cambiamenti climatici” !

    Orbene, quel fuorviante assioma ha una logica se si considerano e conteggiano SOLO le emissioni della fase “post-combustione” (vale a dire di quado si bruciano i diversi combustibili per produrre elettricità o calore), in quanto il Carbone ha una maggiore concentrazione di Carbonio nella sua molecola, rispetto al Gas Naturale (CH4). ma quale sarebbe il contronto in termini proprio di GHG se si conteggiassero anche (come buonsenso e logica vorrebbero!), le emissioni della fase “pre-combustione, vale a dire di quando si estraggono i diversi combustibili dai giacimenti (in particolare il Gas Naturale ???

    Ebbene, stranamente, si fa finta di NON sapere che nei giacimenti è sempre presente (insieme al Metano, Butano, Propano, anche la CO2, H2S, N20 che, l’industria provvede a “catturare” (separare dal flusso dei vari gas in estrazione,) per poi semplicemente liberarli (venting !) in atmosfera nei luoghi di estrazione, senza però che nessuno li dichiari, monitori e conteggi aggiungendoli a quelli della fase “post-combustione. Infatti questo sarebbe “logico” perchè tutti finiscono poi in stratosfera!

    Se si facesse questo monitoraggio e conteggio (peraltro relativamente semplice, visto che indubitabilmente le compagnie conoscono la qualiutà dei vari gas in giacimento prima dell’estrazione, ne conoscono il flusso estratto e quanto poi pompano nelle “pipeline”, come pure quanta CO2, H2S, N20 liberano in atmosfera!
    Peraltro, è altresì utile considerare che il “Venting” NON è l’unica tecnica di emissione di CO2 in atmosfera, in quanto vi si deve anche aggiungere il “Flaring:(si brucia il CH4 per trasformarlo in CO2 e H2O scaricati poi in atmosfera) ed il “Methane Fugitive Emissions”.(puro CH4) che, peraltro, ha un’incidenza ai fini del GWP 8Global Warming Potential) molto maggiore della CO2, soprattutto se lo si conteggia in un ragionevole lasso temporale ben più ristretto: 20 anni anzichè l’altra vergognosa forzatura ingannevole di 100 anni !!!

    Insomma, gli alti dirigenti Exxon-Mobil farebbero un servizio molto più appropriato se fossero un attimino più “trasparenti” nella loro pubblicità, altrimenti ingannevole!

    Infine, dato che quello che davvero conta è l’efficienza di conversione di queste fonti, bisognerebbe anche dire che la soluzione è certamente quella di sostituire i vecchi ed obsoleti impianti (quelli a Carbone costruiti 40-50 anni fa) con nuove e moderne Centrali a Carbone che, grazie alle moderne tecnologie oggi disponibili consentono un incremento dell’efficienza dal 30% medio ad oltre il 45% (cioè 50% in più!), che consente di produrre la stessa quantità di elettricità con una significativa riduzione del combustibile bruciato, e quindi anche parallelamente delle stesse emissioni di CO2, molto di più degli assurdi obiettivi proclamati dalla Ue28 con politiche fuorvianti ed estremamente costose, oltrechè inutili!

    Speriamo che qualche serio professionista del giornalismo cominci ad approfondire e divulgare sul tema.

  2. 2

    Che si debba andare sempre più avanti con la ricerca e l’ottimizzazione nell’uso delle Fonti energetiche è implicito ed auspicabile.

    Sorprende però che anche la più grande multinazionale del settore energetico: Exxon-Mobil presenti una visione alquanto distorta sull’argomento, evidentemente per pure ragioni opportunistiche di “bottega” essendo i loro maggiori interessi concentrati su Petrolio e Gas.

    Sarebbe però opportuno che il mondo scientifico e le Istituzioni internazionali (a partire da quell’irganismo che fa capo all’ONU: IPCC), magari stimolati dall’informazione e dal doveroso lavoro del giornalismo scientifico (non quello prezzolato e speculativo!), facessero quel minimo di approfondimento per risultare credibili e dare un possibile utile contributo all’argomento.
    E’ una questione prima di tutto etica e morale, se consideriamo che oltre un terzo della popolazione mondiale NON ha ancora accesso a ragionevoli e razionali fonti di energia (dove l’elettricità svolge un ruolo fondamentale!), per poter uscire dal loro sotto sviluppo ed accedere al progresso ed allo sviluppo che vuol dire soprattutto benessere.

    Ebbene, si continua a cavalcare la “fake-news” che utilizzando il Gas Naturale per produrre sempre più elettricità in sostituzione dell’altro combustibile naturale: il Carbone (maggiormente disponibile sul Pianeta e indubitabilmente proveniente dal mondo vegetale che ricopriva ampie aree del pianeta nel lontano passato!), contribuisca a ridurre le emissioni di GHG (GAS SERRA: CO2 – CH4 – N20) ed in particolare appunto dell’anidride carbonica (elemento peraltro fondamentale per la vita sul pianeta), che in modo del tutto ideologico e fuorviante sarebbe secondo i profeti catastrofisti, alla base dei “Cambiamenti climatici” !

    Orbene, quel fuorviante assioma ha una logica se si considerano e conteggiano SOLO le emissioni della fase “post-combustione” (vale a dire di quado si bruciano i diversi combustibili per produrre elettricità o calore), in quanto il Carbone ha una maggiore concentrazione di Carbonio nella sua molecola, rispetto al Gas Naturale (CH4). ma quale sarebbe il contronto in termini proprio di GHG se si conteggiassero anche (come buonsenso e logica vorrebbero!), le emissioni della fase “pre-combustione”, vale a dire di quando si estraggono i diversi combustibili dai giacimenti (in particolare il Gas Naturale ???

    Ebbene, stranamente, si fa finta di NON sapere che nei giacimenti è sempre presente (insieme al Metano, Butano, Propano, anche la CO2, H2S, N20 che, l’industria provvede a “catturare” (separare dal flusso dei vari gas in estrazione,) per poi semplicemente liberarli (“Venting” !) in atmosfera nei luoghi di estrazione, senza però che nessuno li dichiari, monitori e conteggi aggiungendoli a quelli della fase “post-combustione”. Infatti questo sarebbe “logico” perchè tutti finiscono poi in stratosfera!

    Se si facesse questo monitoraggio e conteggio (peraltro relativamente semplice, visto che indubitabilmente le compagnie conoscono la qualiutà dei vari gas in giacimento prima dell’estrazione, ne conoscono il flusso estratto e quanto poi pompano nelle “pipeline”, come pure quanta CO2, H2S, N20 liberano in atmosfera!
    Peraltro, è altresì utile considerare che il “Venting” NON è l’unica tecnica di emissione di CO2 in atmosfera, in quanto vi si deve anche aggiungere il “Flaring”:(si brucia il CH4 per trasformarlo in CO2 e H2O scaricati poi in atmosfera) ed il “Methane Fugitive Emissions”.(puro CH4) che, peraltro, ha un’incidenza ai fini del GWP (Global Warming Potential) molto maggiore della CO2, soprattutto se lo si conteggia in un ragionevole lasso temporale ben più ristretto: 20 anni anzichè l’altra vergognosa forzatura ingannevole di 100 anni !!!

    Insomma, gli alti dirigenti Exxon-Mobil farebbero un servizio molto più appropriato se fossero un attimino più “trasparenti” nella loro pubblicità, altrimenti ingannevole!

    Infine, dato che quello che davvero conta è l’efficienza di conversione di queste fonti, bisognerebbe anche dire che la soluzione è certamente quella di sostituire i vecchi ed obsoleti impianti (quelli a Carbone costruiti 40-50 anni fa) con nuove e moderne Centrali a Carbone che, grazie alle moderne tecnologie oggi disponibili consentono un incremento dell’efficienza dal 30% medio ad oltre il 45% (cioè 50% in più!), che consente di produrre la stessa quantità di elettricità con una significativa riduzione del combustibile bruciato, e quindi anche parallelamente delle stesse emissioni di CO2, molto di più degli assurdi obiettivi proclamati dalla Ue28 con politiche fuorvianti ed estremamente costose, oltrechè inutili!

    Speriamo che qualche serio professionista del giornalismo cominci ad approfondire e divulgare sul tema.

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