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Alverà (Snam): Italia avvantaggiata per essere un hub europeo del gas

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Secondo il Ceo dell’azienda italiana, intervistato da Bloomberg, già oggi il nostro “è uno dei mercati più diversificati al mondo”. Ma l’Europa ha “bisogno di più interconnessioni, convergenza e liquidità nel mercato”

Il baricentro del mercato europeo del gas è destinato a spostarsi verso il sud dell’Europa per effetto del declino della produzione britannica, trasformando potenzialmente l’Italia in un esportatore di gas grazie a Snam, uno dei principali operatori infrastrutturali europei. Sono le previsioni del Ceo di Snam Marco Alverà in un’intervista a Bloomberg.

“Forti di nuove forniture dovute a un gasdotto da 5,6 miliardi di dollari collegato con il Mar Caspio e di petroliere piene di gas liquido, Snam SpA e il suo Amministratore Delegato Marco Alvera stanno cercando di collocare l’Italia al crocevia del commercio del gas in Europa – scrive Bloomberg -. In caso di successo, gli sforzi di Alverà accelererebbero lo spostamento del mercato del gas dal Regno Unito verso i Paesi Bassi e l’Europa meridionale”. Queste zone, infatti, stanno assorbendo sempre più gas proveniente dalla Russia e dal sud, compensando il calo della produzione nel Mare del Nord. In tale contesto la rete di Snam diventerebbe ancora più importante se Alverà riuscisse a portare nuovi flussi sufficienti per trasformare l’Italia da consumatore a esportatore.

snam“L’Italia è geograficamente e geologicamente avvantaggiata per essere un hub europeo del gas. Già oggi è uno dei mercati più diversificati al mondo”, commenta Alverà, il quale auspica che la Brexit non sia dolorosa per il settore europeo ed esorta l’Europa a realizzare “più interconnessioni, convergenza e liquidità nel mercato”. Secondo Bloomberg, tuttavia, il trading hub del gas italiano, il PSV, è in ritardo rispetto a quello olandese (TTF) e a quello britannico (NBP): “Ciò che va a favore del PSV è che ha un’infrastruttura ragionevolmente buona, una rete nazionale ben consolidata e molteplici fonti di approvvigionamento”, ha dichiarato Patrick Heather, ricercatore senior presso l’Oxford Institute for Energy Studies sostenendo però che non diventerà mai un market price di riferimento come il TTF. Alverà ha comunque molte ambizioni per aumentare l’influenza di Snam e “sta lavorando a una nuova strategia industriale. Il programma è probabile che si baserà su investimenti per 5 miliardi di euro fino al 2021 e un obiettivo del 4% l’anno di crescita”, sottolinea Bloomberg evidenziando come i piani dell’azienda italiana stiano cominciando a mostrare i loro frutti: “Entro la fine del 2018 Snam avrà la possibilità di invertire la rotta di un gasdotto che collega Italia e Svizzera. Sta lavorando a un progetto simile su una linea che arriva dall’Austria. Ciò darà a Snam la possibilità di esportare gas verso la più ampia rete europea per la prima volta”.

Non solo. Entro il 2020 dovrebbe essere pronto il Tap per garantire l’approvvigionamento di gas lungo la rotta meridionale direttamente dal Mar Caspio contribuendo a ridurre la dipendenza dalla Russia. Inoltre, ha ricordato Alverà, gli importanti depositi di stoccaggio di cui dispone l’Italia danno al nostro paese una certa flessibilità nell’acquisto di gas e Gnl. “La pretesa dell’Italia di essere il cuore del futuro sistema del gas deriva dalle sue diverse fonti di approvvigionamento – scrive Bloomberg -. E’ direttamente collegato a gasdotti provenienti da Algeria, Libia e dalle linee dorsali che forniscono gas russo. Può anche prendere consegne dal Mare del Nord e ha tre terminali di importazione Gnl. È più vicino ai principali fornitori di gas naturale liquefatto in Medio Oriente di qualsiasi altro importante anello della rete europea. E’ vicino alle nuove scoperte in Egitto e Israele che potrebbero trovare la loro strada nel mercato europeo nei prossimi decenni”.