Efficienza energetica e innovazione

Anche Shell si lancia nel business delle rinnovabili

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Dopo aver acquistato MP2 Energy lo scorso anno ha da poco rilevato il 44% di Silicon Ranch, azienda attiva nel settore del solare

Da oltre dieci anni le major del petrolio hanno un rapporto di amore e odio con le rinnovabili. Se per alcuni, come Bp, le energie verdi sono da sempre considerate un fattore chiave per il futuro, altri come la Total si sono impegnati in modo molto cauto nelle rinnovabili, senza correre grossi rischi. È ormai però chiaro che le fonti pulite sono destinate a rappresentare una minaccia per le aziende petrolifere nel lungo termine. Non solo per la riduzione del consumo di combustibili tradizionali per le utility che producono energia ma anche per i trasporti visto che già adesso milioni di veicoli elettrici percorrono le strade di tutto il mondo. Royal Dutch Shell è stata forse l’ultima tra le grandi a rendersi conto che c’è la necessità di mettere un piede nel settore delle energie rinnovabili, acquistando una partecipazione del 44% in Silicon Ranch, sviluppatore di energia rinnovabile, per un importo di 217 milioni di dollari.

fotovoltaicoSilicon Ranch è uno sviluppatore del settore solare che ha circa 880 MW di progetti in appalto negli Stati Uniti e circa 1 GW di impianti in totale. Non è il più grande del paese, ma ha margine di crescita importante, soprattutto se sfrutterà il capitale messo a disposizione da Shell che secondo gli accordi, nel 2021 potrà anche aumentare la quota di partecipazione azionaria. Shell ha anche acquisito MP2 Energy lo scorso anno, azienda titolare di asset nel gas e nel solare. Anche se questi due accordi non fanno ancora di Shell un leader nel settore delle energie rinnovabili, mostrano un atteggiamento sempre più orientato verso le energie rinnovabili, una transizione che altre aziende hanno già attraversato.