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Arera, ecco perché per i vertici ci sarà una proroga di fatto

Il provvedimento sulle funzioni del collegio dopo la scadenza dell’11 febbraio si conforma al parere del Consiglio di Stato del 2010 e prevede un regime di prorogatio per una durata massima di 60 giorni

Scade domenica 11 febbraio il mandato dell’Autorità per l’energia (ora Arera, Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente). Il collegio dell’organo, in vista dell’imminente limite temporale, ha approvato una delibera, la 64/2018/A “Esercizio delle funzioni del Collegio dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente successivamente al termine dell’11 febbraio 2018 di scadenza naturale della terza Consiliatura”, per far scattare la proroga e procedere alla possibilità di emanare, nel caso, atti di ordinaria amministrazione e atti indifferibili e urgenti.

AEEGSITale procedura, come si legge nella delibera stessa, si conforma “al parere del Consiglio di Stato, Sezione Terza del 7 dicembre 2010 n.5388” che prevede un regime di prorogatio con una durata massima di sessanta giorni dalla scadenza naturale del Collegio. I componenti dell’Authority, infatti, durano in carica sette anni e non possono essere confermati e il Consiglio di Stato ha affermato che l’organo “in quanto istituzione indipendente di nomina anche parlamentare” “non è soggetto, in caso di vacanza dell’organo, al potere sostitutivo del governo”. Per questo, ha precisato la magistratura nella pronuncia del 2010, “si deve ammettere a titolo eccezionale la possibilità di una specifica prorogatio al fine di assicurare la continuità delle funzioni nelle more della nomina del nuovo Collegio”.