Sostenibilità

Burkina Faso verso l’indipendenza energetica

Burkina Faso

Si stima che il Paese africano potrebbe rendere lo stato autosufficiente entro il 2030

 

BurkinaIl Burkina Faso inizia la sua strada lungo il difficile sentiero dell‘indipendenza energetica dai Paesi vicini, lanciando la centrale fotovoltaica più grande sita su territorio africano.

Ha sede a Zagtouli, non lontana dalla capitale Ouagadougou, il parco solare con 129.600 pannelli solari da 260 watt ciascuno, che raggiungono i 33 megawatt di potenza totale. Il sito sarà inaugurato da Roch Marc Christian Kaboré, presidente di stato, e il presidente francese Emmanuel Macron il loco per una visita ufficiale.

Lo Stato vuole dare una risposta concreta al fabbisogno di energia interno crescente: la popolazione aumenta ogni anno del 13% e attualmente è l’80% della popolazione a non avere a disposizione energia a causa di dispersioni, costi elevati e problemi di disponibilità da parte della Costa d’Avorio o del Gana, di cui il Burkina Faso è dipendente.

Il piano di Ouagadougou è di ridurre le importazioni di energia del 30% entro il 2030, ma secondo i tecnici il passaggio alle rinnovabili potrebbe rendere lo stato autosufficiente. In ragione di questo si sta valutando l’idea di costruire due impianti ulteriori a energia solare a Kougougou e Kaya, da 20 e 10 megawatt.

L’Unione Europea, che ha partecipato investendo al progetto con altri 25 milioni di euro, così come l’agenzia francese per la cooperazione allo sviluppo (Afd) che ha investito 22,5 milioni.

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