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Cosa hanno deciso Cipro, Israele e Grecia su EastMed

Tutti i dettagli dell’incontro e le parole dei tre leader. Le controversie e il ruolo del Gnl nell’operazione

Il gasdotto EastMed che unirà i ricchi giacimenti del Mediterraneo Orientale con l’Europa – e segnatamente con l’Italia – si farà. La stretta di mano tra i leader di Cipro, Israele e Grecia ha confermato l’intenzione dei tre paesi ha portare avanti i piani per la realizzazione dell’infrastruttura che consentirebbe, tra le altre cose al Vecchio Continente, di diversificare le forniture.

NETANYAHU: EASTMED È UN “IMPEGNO MOLTO SERIO”

Il progetto è stato il fulcro dell’incontro tra i leader dei tre paesi, il loro quarto dal gennaio 2016, da quando cioè hanno deciso di organizzare gli incontri per rafforzare i legami e la cooperazione. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha definito il gasdotto EastMed un “impegno molto serio” importante per l’Europa, che sta cercando nuove fonti di energia, secondo quanto riportano vari media israeliani e ciprioti. “Stiamo costruendo una grande alleanza, un’alleanza benevola tra le nostre tre democrazie – ha detto Netanyahu -. Se guardiamo indietro di pochi anni è quasi inconcepibile pensare che i nostri paesi non abbiano avuto questo contatto ravvicinato, intimo e diretto” in precedenza.

LA FIRMA DELL’ACCORDO ENTRO L’ANNO. “DAL GASDOTTO UN VANTAGGIO STRATEGICO”

A lui si sono uniti il presidente cipriota Nicos Anastasiades e il primo ministro greco Alexis Tsipras: il primo ha dichiarato che i tre paesi intendono firmare un accordo quest’anno per far avanzare il progetto del gasdotto, il secondo ha definito il progetto “emblematico” della cooperazione tra i tre paesi. “Questo progetto crea una rete ineguagliabile di interessi comuni e un evidente vantaggio strategico per i nostri paesi e non solo, poiché la sua attuazione contribuirà concretamente alla sicurezza dell’approvvigionamento energetico dell’Unione europea”, ha affermato Anastasiades. L’Ue considera, infatti, con favore il progetto tanto da aver finanziato con 34,5 milioni di euro lo studio tecnico dell’opera, ha ricordato il presidente cipriota. Si stima che il gasdotto costerà oltre 6 miliardi di euro e ci vorranno 6-7 anni per costruirlo. Tra i vantaggi della pipeline, dicono i tecnici, è che non dovrà attraversare molti confini nazionali, rendendolo meno vulnerabile alle bizze della geopolitica. Il gasdotto trasporterà il gas proveniente da giacimenti scoperti di recente nel Mediterraneo orientale, comprese le acque di Cipro e Israele (Afrodite).

CONTROVERSIE SU AFRODITE

Proprio quest’ultimo è uno dei punti deboli dell’intera vicenda per i contrasti sorti tra i due paesi. Il giacimento Afrodite è molto più piccolo di quello israeliano di Tamar e Leviathan, ma una piccola parte di esso si estende fino ai confini marittimi di Tel Aviv. Nonostante le buone relazioni tra i due paesi, Israele si è però rifiutata di rinunciare alla questione come atto di amicizia con Cipro e ha minacciato di intraprendere un’azione legale, vale a dire un arbitrato internazionale con il compito di risolvere una volta per tutte la questione. Israele è anche coinvolto in un’importante disputa con il Libano per le rivendicazioni di Beirut su un giacimento di gas nel Mediterraneo orientale. I rapporti tra Tel Aviv e il Cairo sono invece migliori, con Israele che vende miliardi di dollari di gas all’Egitto.

IL GASDOTTO TRA CIPRO ED EGITTO COSTERÀ TRA 800 E 1 MILIARDO DI DOLLARI

Proprio il gasdotto che dovrebbe collegare il giacimento Afrodite con gli impianti Gnl in Egitto dovrebbe costare tra gli 800 e il miliardo di dollari secondo quanto riferito dal ministro del Petrolio egiziano Tarek El Molla durante una conferenza stampa congiunta con il ministro dell’Energia di Cipro Yiorgos Lakkotrypis. L’Egitto ha rapidamente aumentato la sua produzione di gas naturale e spera di diventare un hub per l’esportazione in Europa dopo aver fatto una serie di grandi scoperte negli ultimi anni mentre i ciprioti hanno intenzione di utilizzare le risorse del giacimento in parte per il consumo interno e in parte per l’esportazione.

DAL MEDITERRANEO ORIENTALE UNA SPINTA ANCHE AL GNL

Le nuove scoperte dovrebbero fornire una spinta anche al consumo di Gnl. La maggior parte dei progetti nell’area sono progetti di import. Le unità galleggianti di stoccaggio e rigassificazione (FSRU) si sono rivelate la soluzione più utilizzata per garantire l’accesso alle nuove forniture di gas in modo rapido e a costi relativamente bassi. Turchia, Egitto, Israele e Giordania utilizzano le FSRU per l’importazione di GNL, mentre Grecia, Cipro e Libano stanno valutando progetti simili. Ci sono anche due impianti di liquefazione nella regione, entrambi sono in Egitto ed entrambi sono stati quasi inattivi negli ultimi anni, a causa della mancanza di gas. Tuttavia, la scoperta di nuovi giacimenti in Egitto e nelle acque limitrofe lascia intravedere un’imminente inversione di tendenza. L’unico terminale GNL della Grecia, situato sul piccolo isolotto di Revithoussa ad ovest di Atene, è invece in servizio dal febbraio 2000. Desfa, l’autorità greca di trasporto del gas, sta aggiungendo un terzo serbatoio a terra al sito con un aumento di capacità stimato nel 40%, a 4,7 milioni di tonnellate all’anno (mta). Il progetto di ampliamento dovrebbe essere completato entro la fine del 2018. Anche il governo greco sta cercando di promuovere il paese come centro di transito, sia per quanto riguarda i terminali Gnl che i gasdotti. Oltre all’espansione di Revithoussa nel sud del paese, sono stati presentati piani per due terminal FSRU nella parte settentrionale del paese. Il più avanzato è l’impianto di Alexandroupolis di 4,5 mta, un progetto guidato dalla società di servizi Gastrade, di cui GasLog detiene una partecipazione del 20% e che dovrebbe fornire i 170.000 m3 necessari. L’obiettivo è integrare l’operazione FSRU di Alexandroupolis con i collegamenti previsti del gasdotto trans-adriatico (TAP) e dell’interconnettore Grecia-Bulgaria (IGB). Tuttavia, la decisione finale di investimento prevista per il regime è stata rinviata alla fine del 2018.