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EDF prova a risollevare il nucleare francese

EDF

Il completamento della ripresa delle attività dei reattori francesi da parte di EDF e Areva segna una pietra miliare decisiva nella ristrutturazione del settore in seguito alle battute d’arresto di Areva. Ma basterà a rendere l‘energia nucleare francese è competitiva sulla scena internazionale?

 

 

EDF e Areva hanno annunciato in una dichiarazione congiunta di aver finalizzato la ripresa delle attività dei reattori nucleari firmando degli “accordi definitivi vincolanti”, facendo seguito alla decisione presa a metà ottobre dai consigli di amministrazione delle due società. Questi accordi specificano la fine della cessione di una partecipazione che conferisce ad EDF il controllo esclusivo della controllata “New NP” di Areva detenuta al 100% da NP, che raggrupperà le attività industriali, di progettazione e fornitura di reattori nucleari e attrezzature, assemblaggio di carburanti e servizi presso la base installata del Gruppo Areva.

EDF detiene una partecipazione del 75,5% in New NP. Sulla base di una valutazione corretta di 2,47 miliardi di euro senza recupero del debito finanziario, l’azienda produttrice di servizi elettrici pagherà 1,86 miliardi di euro per il 100% del capitale. Questo importo può anche essere soggetto ad un supplemento di prezzo limitato a 245 milioni di euro, data la base degli obiettivi di performance misurati dopo la data di completamento.

EDFInizialmente, la valutazione, calcolato il prezzo dell’ex Framatome nei conti di Areva, era pari a 2,7 miliardi ma è stata rivista al ribasso a causa delle difficoltà incontrate da Areva, in particolare nello stabilimento di Le Creusot.

L’esito della transazione segue esattamente il parere positivo emesso dall’Autorità per la sicurezza nucleare (ASN), riguardante la messa in servizio per reattori EPR Flamanville 3, e le conclusioni soddisfacenti delle revisioni di qualità effettuati negli stabilimenti di Creusot, Saint-Marcel e Jeumont, per quanto riguarda i contratti presi in consegna da New NP, per i quali EDF è coperta da Areva SA per qualsiasi rischio residuo derivante dai controlli.

Ma a parte i suoi progetti EPR in Flamanville e Hinkley Point, EDF dovrà recuperare competitività indebolito dalla propria situazione e danneggiato dalle difficoltà incontrate da Areva negli ultimi anni, spero di sfruttare al massimo le offerte pianificate in India, Sudafrica o Arabia Saudita, in particolare alla concorrenza russa, coreana o cinese.

 

Giovanni Malaspina

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