Scenari

Cosa sta facendo il mercato con l’aumento dei prezzi del gas

Le conclusioni di Wood Mackenzie, come sono cambiati gli investimenti e i progetti più promettenti che si stanno avviando nel mondo nel settore

Con i prezzi globali del gas naturale in aumento, le società internazionali che si occupano di esplorazione di petrolio e gas si stanno rimboccate le maniche con l’obiettivo di perforare più “a fondo” i giacimenti per ottenere più gas e capitalizzare sulla domanda in forte espansione in Asia.

PER WOOD MACKENZIE NEL 2018-2019 PIÙ DECISIONI DI INVESTIMENTO FINALI PER L’UPSTREAM

Per il 2018-2019 sono previste più decisioni di investimento finali per l’upstream. Secondo Wood Mackenzie, azienda leader nella consulenza energetica, il numero di progetti che hanno avuto semaforo verde in tutto il mondo è più che raddoppiato rispetto al 2015-2016. Ciò riguarda soprattutto la situazione nel sud-est asiatico con in prima fila Tailandia e Malesia.

TAILANDIA E MALESIA GUIDANO LA RIPRESA DELL’UPSTREAM

La Tailandia ha dato il via libera a un’asta, a lungo ritardata, per i blocchi di gas di Erawan e Bongkot situati nel Golfo di Tailandia, con lo scopo di garantire la continuità dell’approvvigionamento di gas per il settore energetico del paese. Si tratta di progetti “brownfield” le cui concessioni scadono rispettivamente nel 2022 e nel 2023.  Fonti del ministero dell’Energia al quotidiano Nikkei hanno riferito che almeno tre compagnie internazionali hanno aderito alla gara: PTTEP, Chevron e Mubadala Investment, il Fondo sovrano di Abu Dhabi. Il gas proveniente dai due giacimenti fornisce complessivamente 2,1 miliardi di piedi cubi standard al giorno, pari a circa il 40% della domanda totale di gas tailandese. Chevron è l’operatore di produzione del blocco Erawan, mentre PTT Exploration and Production gestisce il blocco di Bongkot. Anche in Malesia, l’azienda statale per l’energia Petronas, secondo il CEO Mohd Anuar Taib, nel 2018 ha leggermente aumentato gli investimenti per le attività upstream rispetto allo scorso anno. Petronas, come altre major del settore, è stata duramente colpita dal crollo dei prezzi del petrolio dalla metà del 2014, ma da allora i tagli dei costi sono stati drastici e la modesta ripresa dei prezzi iniziata lo scorso anno ha aiutato l’azienda a incrementare i profitti in modo da poter spendere di più. Petronas ha stanziato 6,6 miliardi di dollari per le spese upstream nel 2018, in leggero aumento rispetto al 2017, poco più della metà di quanto speso nel 2015.

L’AIE RICORDA CHE IL GAS RAPPRESENTA SEMPRE DI PIÙ LA FORZA TRAINANTE DEL SETTORE ENERGETICO

Il mercato del gas naturale sta subendo una trasformazione radicale, sottolinea Nikkei. L’industria sta rappresentando sempre più la forza trainante del settore energetico soprattutto grazie alla crescente domanda in Cina, nei paesi in via di sviluppo asiatici, in Medio Oriente e Stati Uniti, secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia (Aie). Le previsioni dell’Aie sono in linea con le ricerche delle principali compagnie petrolifere e del gas internazionali, che hanno previsto che molti paesi, in particolare in Asia, si orienteranno verso economie basate sul gas, con un conseguente aumento della domanda. In Cina, la Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma, che guida la politica energetica nazionale, ha annunciato il 25 aprile l’obiettivo di aumentare le riserve per l’equivalente del 16% del consumo interno nel 2020, da meno del 6% di oggi.

PER LA BANCA MONDIALE I PREZZI DEL GAS IN AUMENTO DEL 20% NEL 2018

La Banca Mondiale, nel suo Commodity Markets Outlook di aprile, ha previsto che i prezzi globali del gas naturale aumenteranno del 20% nel 2018 e che potrebbero continuare a salire durante il periodo 2020-2025, dopo il periodo di stasi patito durante il biennio 2015-2016, quando la domanda scese in linea con la debole economia globale. Anche i prezzi del petrolio degli Stati Uniti sono saliti sopra i 70 dollari al barile lunedì per la prima volta dal novembre 2014 sulla scia delle nuove sanzioni statunitensi sull’Iran. L’aumento dei prezzi del greggio sta incoraggiando da qualche tempo – e lo farà anche in futuro se i valori dovessero mantenersi a livello alto – le compagnie petrolifere internazionali, come BP, Chevron, ExxonMobil, Shell e Total ad aumentare la quota di gas nelle loro riserve. Ciò si tradurrà, quindi, in maggiori investimenti a breve e lungo termine lungo l’intera catena di approvvigionamento del gas naturale.

BonattiI NUOVI PROGETTI HANNO DIMENSIONI RIDOTTE, SONO BROWNFIELD E SEMPRE PIÙ TIE-BACK

Tra i progetti più importanti recentemente andati a compimento nel settore upstream ci sono, ad esempio, il progetto avviato nel bacino di Krishna Godavari, al largo della costa orientale dell’India, da parte dell’azienda statale indiana o i piani di sviluppo annunciati da Eni a Merakes in Indonesia. Come dimostrano gli sviluppi di questi campi, osservano gli analisti di settore, i nuovi progetti di esplorazione del gas tendono ad avere dimensioni molto più ridotte del passato a causa degli sforzi compiuti per ridurre i costi. “Stiamo assistendo a progetti significativamente più piccoli, insieme a una maggiore propensione per i progetti di espansione brownfield e sottomarini, e a un maggior numero di tie-back”, ha dichiarato Jessica Brewer, analista principale di Wood Mackenzie -. Gli sviluppi Brownfield sono popolari nell’attuale contesto di restrizioni di capitale, con meno rischi di spesa e di esecuzione rispetto a un progetto greenfield e un percorso più veloce verso la prima produzione”, ha dichiarato Brewer, aggiungendo che sia gli investitori sia gli operatori vogliono vedere tempi di ciclo più veloci e rendimenti più rapidi per i progetti upstream.