Territori

Chi brinda (e perché) per il gas del Tapi in Turkmenistan

In this Sunday, Dec. 13, 2015 photo, Turkmen President Gurbanguly Berdymukhamedov, left, shakes hands with Afghan President Ashraf Ghani, second left, Pakistani Prime Minister Mohammad Nawaz Sharif, second right, and Indian Vice President Hamid Ansari during a ceremony in Ashgabat, Turkmenistan. The three leaders have joined the president of Turkmenistan in breaking ground on a new pipeline intended to deliver natural gas from the energy-rich former Soviet republic to their three countries. The 1,800-kilometer (1,080-mile) TAPI pipeline is intended to carry gas through the Afghan cities of Herat and Kandahar and end up in the India-Pakistan border town of Fazilka. (AP Photo/Alexander Vershinin)

Terminata la tratta in Turkmenistan sono partiti i lavori in Afghanistan. Il punto della situazione dell’opera che collegherà quattro paesi

Sono terminati i lavori della sezione del gasdotto TAPI in Turkmenistan, opera che collega e coinvolge quattro Paesi (Turkmenistan, Afghanistan, Pakistan e India). Le autorità hanno partecipato a una cerimonia per celebrare il traguardo raggiunto per l’infrastruttura che a partire dal 2019 garantirà un flusso di 33 miliardi di metri cubi di gas all’anno dai pozzi Galkynysh del Mar Caspio verso l’Asia meridionale. Una cerimonia analoga si è tenuta a Herat capoluogo della omonima provincia occidentale afghana, per ufficializzare l’avvio dei lavori in territorio afghano del tratto maggiore del gasdotto, che sarà lungo 1.814 chilometri, e che attraverserà il Pakistan fino alla città indiana di Fazilka.

Secondo quanto si legge sull’agenzia afghana Tolo News le autorità religiose e gli industriali del paese si sono mobilitate per dare sostegno al gasdotto considerato fondamentale per creare posti di lavoro e alleviare la situazione di povertà nel paese. “Al di là del progetto in sé, quest’opera porterà pace e stabilità nella regione, in particolare in Afghanistan”, ha dichiarato Sakhi Ahmad Paiman, capo dell’Afghanistan Industrialists Union. Secondo i proprietari degli stabilimenti, le città industriali della provincia di Herat saranno le prime a beneficiare del progetto che correrà lungo l’autostrada Kandahar-Herat nell’Afghanistan occidentale, per arrivare poi via Quetta e Multan, in Pakistan.

gasdottoNel frattempo, il ministero delle Miniere e del Petrolio (MoMP) ha confermato che l’Afghanistan è fermamente impegnato ad attuare la sua parte del progetto. “Appartiene al popolo afghano. Creerà molti vantaggi per loro e il governo. Pertanto la gente lo sostiene”, ha detto il portavoce del MoMP Abdul Qadeer Mutfi. Concepito 22 anni fa, il TAPI ha il sostegno della Asian Developent Bank, ma è in ritardo a causa dei problemi di sicurezza in territorio afghano. Il costo, stimato all’inizio a 7,5 miliardi di dollari, è lievitato ad almeno dieci miliardi. Ora però le preoccupazioni per la sicurezza dei lavori sembrano essere superate perché il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha dichiarato che “il TAPI è un importante progetto economico per l’Afghanistan ed il primo contratto per la sua costruzione fu firmato quando eravamo al governo dell’Emirato islamico dell’Afghanistan (1996-2001). Nelle aree sotto il nostro controllo annunciamo l’appoggio al progetto”.  Si prevede che l’Afghanistan guadagnerà ogni anno 500 milioni di dollari in diritti di transito dal nuovo gasdotto.