Scenari

Gas: Mosca vuole mantenere il dominio in Europa, ma Washington preme

La guerra tra le due superpotenze si gioca sul binomio gas-Gnl. Putin ha ordinato a Gazprom una vera e propria guerra dei prezzi mentre gli Usa si candidano a entrare nella top 3 dei maggiori produttori mondiali

La Russia sta lavorando per mantenere il più possibile, anche nel 2018, le esportazioni di gas naturale verso l’Europa ai livelli record di quest’anno. Il colosso energetico russo Gazprom PJSC, che si occupa delle forniture verso il Vecchio Continente, ha chiuso il 2017 con un volume stimato di 190 miliardi di metri cubi. Si tratta di un primato che difficilmente potrà essere replicato quest’anno: per questo il numero due di Gazprom Alexander Medvedev, durante un’intervista, ha ammesso di puntare a un minimo di 180 miliardi di metri cubi all’Europa nel 2018.

gazpromoilLegame Gazprom-Cremlino contrasta con tensioni politiche internazionali

Gazprom, è noto, soddisfa più di un terzo della domanda europea di gas naturale, il mercato più grande e redditizio della Russia, che vale circa 37 miliardi di dollari secondo il dato del fatturato 2017. I legami commerciali stretti con l’azienda sostenuta dal Cremlino contrastano però con le crescenti tensioni sul fronte militare e politico. Mosca viene accusata di tutto, dall’ingerenza nelle elezioni allo sconfinamento degli spazi aerei e marittimi. Ad inizio dicembre le forze armate del Regno Unito hanno messo in guardia anche contro una crescente minaccia per i cavi sottomarini dell’Atlantico, Internet e il commercio internazionale più in generale, proveniente dai sottomarini russi. L’Europa, dal canto suo, ha sempre più a cuore la diversificazione degli approvvigionamenti, e prova da tempo a sganciarsi dalla Russia, sollecitando l’espansione delle forniture di Gnl dagli Stati Uniti la cui produzione ha subito un’impennata, che renderà gli Usa uno dei maggiori esportatori al mondo a metà degli anni Venti, secondo le stime dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (Aie). Gazprom accusa, invece, gli Stati Uniti di aver politicizzato i propri interessi economici nell’Ue attraverso le sanzioni che hanno colpito anche i progetti dei gasdotti, primo fra tutti il Nord Stream 2.

Per Medevedev forniture da gasdotti più competitive del Gnl

Medevedev ha ammesso che l’Europa potrebbe comunque assorbire maggiori importazioni di Gnl, soprattutto nel caso in cui la domanda superi la capacità di import dei gasdotti. In Gran Bretagna, ad esempio, le importazioni tramite pipeline sono prossime ai livelli massimi e lo stoccaggio disponibile per garantire la flessibilità del sistema è limitato. In ogni caso, secondo il numero due di Gazprom, le forniture provenienti da gasdotti rimarranno più competitive del Gnl. Quest’ultimo rimarrà invece concorrenziale nei mercati di America Latina e Asia e ciò vale sia per i mercati tradizionali che per quelli nuovi (Cina, India, Pakistan, Bangladesh, Vietnam). Tuttavia “un mercato globale del Gnl non esiste ancora – ha dichiarato Medvedev -. Ci sono tre grandi mercati regionali – America, Europa e Asia – con una grande differenza di prezzo. Con una premialità di prezzo nella zona asiatica che rimarrà in vigore poiché la domanda è in pieno boom”.

Guerra del gas tra Usa e Russia. Putin dà mandato a Gazprom di vendere il Gnl a “qualsiasi prezzo”usa1

Da una prospettiva puramente commerciale, dunque, la vera “guerra” tra Washington e Mosca non è in Ucraina, dove sono in corso diverse controversie non ultima quella sulla Crimea, ma è in Europa. Russia e Stati Uniti, dopo essere state due superpotenze militari, sono ora i nuovi colossi mondiali di petrolio e gas. Da un lato Mosca vuole quindi assicurarsi che i suoi investimenti in Estremo Oriente non vengano loro sottratti dagli americani che vendono Gnl in Medio Oriente e Asia. Mentre i produttori statunitensi di gas stanno già invadendo i mercati russi di lungo corso presenti in Europa, in primis nei paesi più marcatamente antirussi. Solo per citare un esempio la Polonia ha firmato recentemente un accordo di cinque anni per la fornitura di Gnl. Per rappresaglia il presidente russo Vladimir Putin ha siglato qualche giorno fa un provvedimento per consentire a Gazprom di vendere gas naturale liquefatto “a qualsiasi prezzo” a partire dal 1 gennaio. L’intento, come ha chiarito il quotidiano Kommersant che ha dato la notizia, è quello di fare concorrenza agli Usa e avrà effetto principalmente sui progetti russi di Baltic Lng e Sakhalin-2. La mossa può essere vista anche come un mezzo per competere con i nuovi impianti Gnl in Lituania e Polonia, che hanno entrambi ricevuto le spedizioni statunitensi dal Golfo del Messico. Per il momento il gas di Gazprom viene fornito principalmente attraverso gasdotti, ad un prezzo molto inferiore di quello del Gnl che rimane un processo più costoso e richiede la realizzazione di infrastrutture.

Negli Usa solo un impianto Gnl per ora. Ma entro un paio di anni la produzione triplicherà

Negli Stati Uniti esiste un solo terminale Gnl, di proprietà di Cheniere Energy, che esporta gas dallo scorso anno proveniente dal suo impianto di Sabine Pass . Sabine Pass ha una capacità di circa 2 miliardi di metri cubi al giorno ma dovrebbe arrivare a 3,5 miliardi una volta completata la costruzione dell’infrastruttura ferroviaria. Ci sono altri cinque progetti in costruzione per una capacità totale di circa 7,5 miliardi di metri cubi al giorno che saranno attivati nel 2018 e 2019, aumentando la capacità totale di esportazione di Gnl statunitense a circa 10 o 11 miliardi di metri cubi al giorno entro il 2020, secondo l’Institute for Energy Research di Washington. Altri quattro progetti, per quasi 7 miliardi di metri cubi al giorno, invece, sono stati approvati ma non ancora in costruzione. Se verranno completati, gli Stati Uniti saranno tra i primi tre esportatori di Gnl insieme all’Australia e al Qatar.

Power of Siberia operativo a fine 2019

A conferma di come la Russia voglia rafforzare il suo status di superpotenza del gas, pochi giorni fa è arrivata la notizia che il gasdotto “Power of Siberia”, che trasporterà combustibile in Cina, inizierà a pompare carburante entro la fine di dicembre 2019. Secondo Alexei Miller, CEO di Gazprom i due terzi del gasdotto di 2.500 miglia complessive è già stato posato. Il colosso russo ha un contratto di 30 anni con la cinese CNPC per la fornitura di 1,3 trilioni di miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno attraverso la pipeline. Il suo completamento è tra le principali priorità di Gazprom per il prossimo anno, secondo i piani approvati dalla società la scorsa settimana. L’altra priorità assoluta rimane, invece, il Nord Stream 2, che è diventato un grave problema per l’Unione europea, sempre preoccupata di aggravare la sua dipendenza dalle forniture russe. La domanda di gas naturale in Cina sta comunque crescendo rapidamente e, secondo un recente rapporto di Eurasia Daily, Power of Siberia sarà essenziale per risolvere le future carenze di gas nel nord del paese. Quest’inverno, la Cina settentrionale ha registrato una penuria di gas dovuta a condizioni climatiche più fredde del solito e le autorità locali hanno dovuto imporre restrizioni sui consumi di gas. Il consumo cinese di gas naturale, infatti, è aumentato nei primi 11 mesi del 2017 del 19% rispetto all’anno precedente, e il ritmo di crescita della domanda non farà che intensificarsi. Il paese è già il terzo più grande consumatore di gas naturale del mondo, dietro Stati Uniti e Russia, e si prevede una forte crescita della domanda nel corso dei prossimi decenni, che lo spingerà al secondo posto entro il 2040.

Putin ordina la svolta sulle auto: basta carburanti tradizionali, meglio il gas

Sarà anche per questo che il presidente Putin ha esortato a seguire la strada tracciata da Gazprom e di procedere anche per le auto a una svolta verso il gas, eliminando i carburanti tradizionali. “È più economico ed ecologico”, ha ammesso il presidente aggiungendo tra i vantaggi anche il fatto di poter vendere all’estero più prodotti petroliferi. “Il gas naturale avrà un enorme effetto economico positivo e creerà dei vantaggi competitivi per l’intera economia. Pertanto, è necessario continuare a sostenere il suo sviluppo, sia a livello governativo che regionale”, ha aggiunto Putin.  La più grande casa automobilistica del mondo, Volkswagen, ha annunciato già a maggio dello scorso anno di essere in trattative con Gazprom per sostenere i suoi sforzi nella promozione di auto a gas.

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