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Il gas russo per scaldare il freddo inverno americano

Intanto la Georgia ha deciso di non acquistare più gas dalla Russia e di soddisfare il 100 per cento della domanda approvvigionandosi dall’Azerbaigian

Il gas russo importato in Gran Bretagna alla fine dello scorso anno potrebbe correre in soccorso degli americani impantanati nel ghiaccio. A causa del gelo che impazza sulla costa nord-est degli Stati Uniti è aumentata, infatti, la domanda di energia dei consumatori soprattutto quella legata ai riscaldamenti. Ciò ha provocato un forte rialzo dei prezzi del gas sulla costa orientale degli Stati Uniti rendendo più conveniente acquistare combustibile russo piuttosto che utilizzare quello disponibile in casa. A rivelarlo è il quotidiano Kommersant secondo cui la Gaselys, una nave cisterna di Gnl appartenente alla compagnia energetica francese Engie è partita dal porto della Isle of Grain verso il terminal americano di Everett, situato vicino Boston.

Il combustibile è prodotto dall’impianto russo di Yamal è arriverà a destinazione il 22 gennaio

Secondo il quotidiano si tratta di gas naturale prodotto nell’impianto russo di Yamal e dovrebbe arrivare a destinazione il prossimo 22 gennaio. È prima volta che si verifica una spedizione di gas dalla Gran Bretagna agli Stati Uniti, secondo Ed Cox, esperto di Gnl all’Icis, un’agenzia di segnalazione dei prezzi. Il primo carico in assoluto importato negli Usa è stato, invece, quello arrivato dal terminal di Huelva in Spagna nel giugno del 2014, secondo i dati del Dipartimento dell’energia statunitense. Le importazioni statunitensi di combustibile super-raffreddato, spedite per lo più a Boston da Trinidad e Tobago, sono diminuite, infatti, da quando sono cominciate le esportazioni americane di shale gas dalla costa del Golfo del Messico nel 2016. Kommersant sottolinea come l’accordo sia stato firmato proprio a causa di un aumento senza precedenti dei prezzi del gas sulla costa orientale degli Stati Uniti, che ha raggiunto i 6.300 dollari per mille metri cubi. La fornitura è stata possibile perché le sanzioni statunitensi varate contro il settore energetico russo non vietano direttamente le forniture di Gnl in America da Mosca. Nonostante Washington abbia ripetutamente sottolineato l’intenzione di voler spodestare la Russia come fornitore chiave di gas in Europa e imposto sanzioni che finiscono per ostacolare il finanziamento dei progetti di Gazprom nel Vecchio Continente.

La Russia progetta altre 15 navi cisterna per la spedizione di Gnl

La nave-cisterna Gaselys è stata caricata nel porto britannico di Grain subito dopo l’arrivo della petroliera rompighiaccio russa Christophe de Margerie (che prende il nome dall’ex amministratore delegato di Total, Christophe de Margerie, morto in un incidente aereo in Russia) nel Regno Unito a dicembre con il primo lotto di Gnl russo. La Russia ha messo in funzione l’impianto di Gnl nella regione settentrionale di Yamal proprio il mese scorso. La nave cisterna può trasportare fino a 173 mila metri cubi di gas naturale liquefatto. La Russia progetta di costruire 15 imbarcazioni di queste dimensioni. Con un costo di 27 miliardi di dollari l’impianto di Yamal avrà presto in funzione tre linee di produzione per una capacità totale di 16,5 milioni di tonnellate di Gnl all’anno. Quasi il 96 per cento del combustibile generato nell’impianto Yamal Lng – una joint venture tra Novatek (50,1 per cento), Total (20 per cento), Cnpc (20 per cento) e Silk Road Fund (9,9 per cento) – è già stato venduto. “Il gas proveniente da qualsiasi luogo è redditizio nel mercato nord-orientale degli Stati Uniti, poiché i prezzi sono i più alti del mondo”, ha affermato a Bloomberg Trevor Sikorski, responsabile del settore gas e carbone la Energy Aspects Ltd di Londra. “Il mercato non dovrebbe vedere alcuna ironia in questo carico che va negli Stati Uniti – ha detto James Henderson, direttore del programma di ricerca sul gas naturale all’Oxford Institute for Energy Studies a Bloomberg -. È normale commercio. Il Gnl dovrebbe viaggiare globalmente dove c’è bisogno”.

La Georgia dice stop alle forniture di gas dalla Russiagazprom

Per un paese che non ti aspetti come gli Usa, un altro come la Georgia ha deciso di non acquistare più gas dalla Russia e di soddisfare il 100 per cento della domanda approvvigionandosi dall’Azerbaigian. Il decreto approvato dal ministro dell’Economia georgiano stima una domanda di gas naturale di 2.689 miliardi di metri cubi nel 2018. Secondo il decreto nel computo sono inclusi 1,866 miliardi di metri cubi che verranno forniti dalla società statale nazionale di gas e petrolio Socar e 813 milioni di metri cubi che proverranno dal più grande giacimento di gas naturale dell’Azerbaigian, lo Shah Deniz. I restanti 9,41 milioni di metri cubi saranno garantiti dalla produzione locale. In totale, l’Azerbaigian dovrebbe soddisfare il 99,65 per cento della domanda di gas naturale georgiana nel 2018 contro il 77,9 per cento dello scorso anno. Nel frattempo l’opposizione parlamentare ha invitato il governo a divulgare i dettagli dell’accordo concluso con Gazprom lo scorso 10 gennaio 2017, in base al quale la Georgia, in qualità di paese di transito per il trasporto di gas russo in Armenia avrebbe ricevuto a partire dal 2018 un pagamento da parte dell’azienda di Mosca. In base al precedente accordo, scaduto il 31 dicembre 2016, la Russia era obbligata a pagare la Georgia per il trasporto del gas fornendo anche gas naturale per un ammontare pari al 10 per cento del volume di gas trasportato.