Fact checking e fake news

Cosa accade dopo i lavori di un gasdotto? Ecco gli esempi di Grecia e Albania

Nei due paesi è stato interrato il 95%  della condotta Tap e il 59% è stato ripristinato allo stato originario

“Si può dire che una pipeline sia stata sepolta sotto questi campi? Tra Grecia e Albania oltre 450 chilometri sono stati ripristinati” cioè riportati allo stato originario, “circa il 59% del nostro percorso in Grecia e Albania (sui 765 km totali). È quanto si legge in uno dei tweet della società Tap che sta realizzando la condotta che dall’Azerbaigian trasporterà gas fino in Italia.

Nelle foto vengono mostrati alcuni esempi di come il lavoro di ripristino successivo al passaggio del cantiere per la realizzazione del gasdotto abbia riportato il territorio alle caratteristiche originarie.

IL 95% DEL  TRACCIATO TAP È STATO COMPLETATO

“Il 95% del percorso” del Trans Adriatic Pipeline (Tap) “tra Grecia e Albania è stato completato”, si legge in un secondo tweet a cui è abbinato un video (qui il video) dei cantieri dell’opera, nel quale si aggiunge che la “realizzazione del Tap e l’apertura del Corridoio meridionale del gas rappresenterà un passo in avanti storico per la sicurezza energetica e la diversificazione”.

I PASSAGGI DELLA REALIZZAZIONE

La costruzione di un’opera di questo tipo naturalmente è complessa e Tap informa sul suo sito, tramite un link inserito nel tweet (qui il link), le varie fasi che vengono affrontate in casi di questo tipo, a partire dal Sondaggio (“Per determinare le tecniche costruttive più adatte sono condotte indagini ambientali dettagliate per possibili reperti archeologici”), passando per lo “stringing and bending” (“i tubi di acciaio da 48 pollici vengono trasportati con camion fino al luogo di interramento e modellati in concomitanza con le asperità del terreno”), la saldatura, il rivestimento protettivo, la realizzazione di una trincea in cui posare il tubo.

Infine, l’interramento con il terriccio originale, i test di pressione e infine il ripristino allo stato originale (“ove richiesto vengono costruiti i meccanismi di controllo dell’erosione e viene distribuito il terriccio aggiuntivo per incoraggiare la ritenzione del suolo e la crescita della vegetazione”).