Sostenibilità

Gruppo di lavoro Green Economy: difficile raggiungere obiettivi Cop21 con Sen 2017

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La Sen, la strategia energetica nazionale, secondo 50 esperti degli Stati Generali della Green Economy, non riuscirà a far raggiungere all’Italia i target di Cop21

 

 

Una visione troppo ottimistica, un disallineamento tra quello che viene chiesto da Parigi e il modo, la strategia, messa a punto dal Ministero dello Sviluppo Economico nella Sen.
Queste osservazioni del Gruppo di lavoro, Politiche climatiche ed energetiche, composto da oltre 50 tra esperti e rappresentanti di associazioni di diversi settori, sono state presentate al Ministero d

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ello Sviluppo Economico nella parte dedicata alla consultazione pubblica, dove sono arrivati 1000 contributi tra pareri e appunti, in merito alla strategia energetica nazionale adottata.

Nel documento si sottolinea come l’adozione dei target del Pacchetto europeo clima ed energia, che è già oggi insufficiente a conseguire gli obiettivi di Parigi, porta a sovrastimare il carbon budget realmente disponibile per l’Italia. Anche l’orizzonte temporale scelto, poco più di 10 anni, non sarà in grado di valutare in maniera reale la compatibilità di investimenti ritenuti strategici nella transizione energetica, a cominciare da quelli sulle infrastrutture.
Inoltre sempre secondo il gruppo di esperti, per limitare l’aumento della temperatura media globale tra 1,5 e 2°, entro il 2030 le emissioni di gas serra dovrebbero dimezzarsi ( rispetto al 1990), mentre SEN prevede un taglio che sia aggira intorno al 30%. Solo un 10% in più se si considera che ad oggi il taglio conseguito è già del 20% .

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Per quanto riguarda invece l’ottimismo in materia di fonti rinnovabili gli studiosi ci tengono a sottolineare che “Sul lato dell’efficienza si fanno continui riferimenti al fatto che l’Italia, che ha valori di intensità energetica (ossia quantitativi di energia consumata per unità di PIL) inferiori agli altri partner europei, sia già a buon punto. Ma, considerando anche le differenze in termini di clima o di struttura produttiva, e guardando non solo al valore assoluto ma agli avanzamenti compiuti negli ultimi anni, l’Italia in realtà farebbe peggio della media e delle altre principali economie europee”.