Efficienza energetica e innovazione

Il futuro del fotovoltaico è racchiuso in una batteria per l’accumulo di energia

I sistemi di accumulo dell’energia rinnovabile possono stabilizzare la rete elettrica, garantendo un importante risparmio al consumatore

 

Cresce il fotovoltaico in Italia: nel 2016 sono stati installati 368,7 Mw, con crescita del 22%. Il Bel Paese sfrutta sempre più l’energia del sole, peccato però che parte di questa va spesso sprecata. Una soluzione potrebbe arrivare dallo storage e dalle batterie di ultima generazione. Ma andiamo per gradi.

La crescita del fotovoltaico

solareTimida, ma costante la ripresa del fotovoltaico, che ha registrato, nel 2016, un +22% sul 2015 del nuovo installato. Lo scorso anno sono stati installati 368,7 Mw, con un aumento importante degli impianti di taglia media, anche se il grosso delle installazioni riguarda ancora il settore residenziale, sostenuto dalle detrazioni fiscali confermate anche per l’anno in corso.

Tanta energia sprecata

Se la notizia della crescita è buona, dobbiamo tener presente, però, che tanto ancora in questo campo deve esser fatto. In alcune aree di alta tensione non si è in grado di accogliere tutta l’energia rinnovabile prodotta dagli impianti. L’energia non utilizzata viene comunque pagata.

Una soluzione c’è: lo sviluppo delle reti, ma gli interventi richiederebbero anni e anni di lavoro. E allora non resta che optare per i sistemi di accumulo a batterie.

I sistemi di accumulo

Il futuro dell’energia potrebbe essere rinnovabile e il segreto di un sistema che funziona potrebbe essere lo storage. In questo modo, dunque, il di più prodotto dalla fonte rinnovabile viene conservato e sfruttato quando questa fonte non è in produzione, senza dover far ricorso alla fonte tradizionale termo-elettrica.

Grazie all’accumulo è possibile migliorare l’efficienza del sistema, a beneficio di tutti. E se è vero che adottare questa tecnologia potrebbe significare investimenti iniziali, è vero anche che i ritorni saranno a lungo termine.

L’AEEGSI ha pubblicato due importanti delibere (la prima il 20 novembre, n. 574/2014/R/eel, e la seconda il 18 dicembre, n. 642/2014/R/eel) che provano a delineare le linee guida di collegamento dei sistemi di accumulo alla rete elettrica in media e bassa tensione.

I vantaggi dei sistemi di accumulo

Numerosi i vantaggi dell’installazione di un sistema di accumulo elettrico domestico (Residential Electrical Storage System REES) in un impianto fotovoltaico. L’utente, grazie alla nuova tecnologia, infatti, potrà ottenere un risparmio annuo che oscilla tra i 150 euro (nel caso di impianto incentivato, in conto energia) e i 170 euro (nel caso di impianto non incentivato).

I numeri arrivano da ANIE Energia, che ha stimato benefici importanti anche per il sistema elettrico. Si stima, infatti, che in uno scenario dove la penetrazione dei Residential Electrical Storage Systems raggiungesse il 5% degli impianti fotovoltaici, sul sistema elettrico si potrebbero quantificare risparmi per 117 milioni di euro l’anno. Una penetrazione del 20% porterebbe a risparmi di 538 milioni di euro l’anno.

E ancora. Parlando di vantaggi, non possiamo non accennare ai benefici indiretti dei sistemi di accumulo domestico. Lo storage, infatti, potrebbe garantire una maggiore diffusione delle fonti energetiche rinnovabili; un incremento della potenza disponibile; lo sviluppo del mercato della mobilità elettrica; la crescita del tasso di occupazione e di sviluppo.

Alcuni esempi di incentivi allo storage energetico

fotovoltaicoDovremmo prender esempio dalle esperienze internazionali. Già nel 2013, l’America, con lo Storage Act americano era decisa a promuovere l’adozione di tecnologie per l’accumulo di energia, dal momento che lo storage trasforma le fonti aleatorie come l’eolico e il solare in fonti di energia stabili, tagliando le spese dei consumatori e riducendo la domanda di elettricità costosa nelle ore di picco.

Guarda allo storage anche il Giappone. Dopo l’incidente di Fukushima, e gli stress test alle diverse centrali, con la chiusura e poi la riapertura di alcune di esse, ha portato il Paese a guardare alle rinnovabili con molto interesse. Il Giappone ha posto attenzione sui sistemi di accumulo dell’energia prodotta da fonti pulite, stanziando un finanziamento complessivo di 98,3 milioni di dollari. I piani, prevedono che entro il 2018, il Paese arrivi a quota 381 MW di capacità fotovoltaica combinata con lo stoccaggio.

Anche la nostra vicina di casa, la Germania, ha pensato ad una sorta di programma di sgravi fiscali per chi acquista sistemi di storage energetico, lanciando, fin da maggio 2013, un piano di incentivi. Per accedervi, però, ci sono dei requisiti: il sistema dovrà essere connesso a un impianto fotovoltaico con una capacità massima di 30 kW e l’impianto dovrà immettere almeno il 60% dell’energia pulita prodotta alla rete. Dunque, solo il 40% dell’energia potrà essere immagazzinato nella batteria.

Tornando dall’altra parte del mondo, in Texas è situato uno dei parchi eolici con sistema di stoccaggio più importanti al mondo.

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