Energie del futuro

Interconnessioni e gasdotti per collegare domanda e offerta del Mediterraneo

È la conclusione a cui sono giunti regolatori dell’energia dei paesi dell’area (MedReg) nell’Outlook 2017. Regole chiare e riduzione dei rischi fondamentali per assicurare investimenti

Sono necessarie interconnessioni elettriche e gasdotti per collegare domanda e offerta e promuovere lo scambio di energia. Ma, trattandosi di infrastrutture energetiche a forte intensità di capitale, sono necessarie regole chiare e di lungo termine per ridurre i rischi e garantire la remunerazione del capitale. È la conclusione a cui sono giunti i regolatori dell’energia dei paesi del Mediterraneo (MedReg) nel rapporto dal titolo “Mediterranean Energy Regulatory Outlook 2017”.

gasdottoInterconnessioni necessarie per affrontare sviluppo economici e sociali della regione

La premessa del rapporto è che la domanda di energia della regione mediterranea sta cambiando rapidamente a causa dell’aumento di popolazione e della crescita economica dell’area. La maggior parte di questo incremento “dovrebbe concentrarsi nei paesi del Mediterraneo meridionale e orientale” ma a questi fattori si aggiunge un cambiamento “progressivo e rapido” anche dei mercati energetici del Mediterraneo, determinato dalla pressione “di molte forze trainanti – sottolinea il report 2017 di MedReg –. Il più importante è probabilmente la mitigazione dei cambiamenti climatici, che sta spingendo verso produzioni energetiche più sostenibili in termini di riduzione delle emissioni nell’atmosfera”. Per quanto riguarda, in particolare, il bacino mediterraneo, “le fonti energetiche rinnovabili e le misure di efficienza energetica sono fondamentali per affrontare gli sviluppi economici e sociali, sostenere la creazione di posti di lavoro e garantire un accesso più facile e sicuro all’energia, sfruttando al tempo stesso le potenzialità delle risorse naturali dei territori, come l’irradiazione eolica e solare. Ma ci sono notevoli risorse fossili come il petrolio e il gas naturale, sia nell’Africa settentrionale sia nell’offshore del Medio Oriente, che sono cruciali per le economie locali così come per la sicurezza dell’approvvigionamento dei paesi vicini”. Da qui la necessità di sfruttare tali risorse “spingendo” su gasdotti e interconnessioni elettriche verso l’Europa nel solco di un quadro regolamentare chiaro e di lungo termine.

Riconosciuta importanza Regolatori ma non tutti riescono ad operare al meglio

La maggior parte dei Paesi del Mediterraneo, infatti, osservano i regolatori, “ha riconosciuto il valore di un quadro normativo stabile, trasparente e solido in materia di energia, istituendo autorità di regolamentazione indipendenti dotate di poteri e risorse adeguati, e coinvolgendo le parti interessate a creare regolamenti basati su dati concreti con consultazioni e audizioni pubbliche. I processi che hanno portato a questi cambiamenti istituzionali sono stati talvolta lunghi e non facili. Sono stati registrati alcuni fallimenti e in alcuni paesi la regolamentazione non è pienamente autorizzata a proteggere i consumatori, a promuovere gli investimenti e gli sviluppi del mercato”. In sostanza, quasi tutte le autorità di regolamentazione mediterranee hanno recepito la loro funzione di sostegno alla “piena apertura dei mercati dell’elettricità e, ove possibile, del gas”, cooperando con le autorità garanti della concorrenza e l’Antitrust. Ad eccezione di Israele, Malta e Turchia, “esistono calendari nazionali per la piena apertura di questi mercati in tutti i paesi mediterranei”. Ma, sottolinea l’Outlook 2017, ci sono casi in cui “mentre si fissano le tariffe e si controlla il rispetto delle normative in materia di energia”, non tutti i regolatori “hanno poteri sufficienti per imporre sanzioni”. Inoltre, “il livello di indipendenza dai governi e dai Parlamenti non è sufficiente per proteggere i regolatori dell’energia da influenze indebite che possono modificare la regolamentazione, ad esempio in funzione delle politiche che possono derivare da cicli elettorali”.

Le autorità del MedReg hanno deciso di scambiarsi sempre più informazioni per affrontare le sfide

Per questo, a seguito delle loro esperienze, le associate a MedReg, hanno elaborato e dettagliato congiuntamente una serie di principi o requisiti per una buona regolamentazione al fine di adempiere alle loro missioni in una prospettiva di lungo termine. Inoltre, hanno anche recepito il fatto che è fondamentale far comprendere all’opinione pubblica e alle istituzioni nazionali “l’importanza di una regolamentazione efficace ed efficiente, che agisca in settori cruciali per le economie moderne”. Per aumentare anche le loro capacità, i regolatori hanno quindi deciso “di scambiarsi le loro esperienze e di condividere gli insegnamenti, per affrontare insieme le sfide che sono chiamate a combattere. È stato definito un intenso e ambizioso programma di sviluppo delle capacità per sostenere e rafforzare i regolatori dell’energia, sfruttando le competenze e le esperienze disponibili in MedReg. Le nostre aspettative sono di contribuire allo sviluppo sociale ed economico delle nazioni intorno ad un mare che da sempre è luogo di incontro di culture e persone, favorendo un quadro normativo armonizzato come base per una futura comunità energetica del Mediterraneo”, conclude l’Outlook.