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La Cina non è pronta: stop alla conversione dal carbone al gas

Le autorità della provincia di Habei hanno rinviato la sostituzione degli impianti fino al 2020 quando Pechino cioè sarà pronta a importare ulteriori quantitativi di gas dalla Russia. Riscontrate carenze nella distribuzione

L’ambizioso programma cinese di transizione dal carbone al gas sta mostrando i primi scricchiolii. Lo dimostra lo stop avvenuto questa settimana nella provincia di Habei alla conversione delle caldaie a carbone in quelle a gas, sospesa fino al 2020 quando Pechino cioè sarà pronta a importare ulteriori quantitativi di gas dalla Russia. Si tratta del segnale che la Cina potrebbe essersi precipitata nel programma di trasformazione troppo velocemente, trascurando il fatto che una transizione su vasta scala richiede un’adeguaCinata capacità di distribuzione del gas. Il mese scorso, milioni di persone e molte imprese nel nord del paese hanno sofferto la mancanza di elettricità e riscaldamento dovuta proprio alle carenze di gas.

All’inizio del mese, quattro utility regionali hanno scritto una lettera al governo per avvertire dei problemi provocati dalle carenze nelle forniture di carbone e dai prezzi in rapida ascesa. Hebei è in prima linea del programma di transizione perché ubicata intorno a Pechino e perché il suo utilizzo di carbone è molto più elevato rispetto alla media nazionale: l’86,6 per cento nel 2015 contro una media nazionale del 63 per cento. L’anno scorso, le autorità hanno “convertito” più di 2,5 milioni di famiglie al riscaldamento a gas ed elettricità come parte degli sforzi per ridurre il problema dell’inquinamento in Cina.