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Il Nord Stream 2 “divide” i ministri degli Esteri del Baltico

Estonia, Lettonia e Lituania si schierano contro la Germania ma i lavori vanno avanti. Tutte le ultime novità sul gasdotto che sta spaccando l’Europa in due

I ministri degli Esteri di Estonia, Lettonia e Lituania, che venerdì hanno incontrato il loro collega tedesco a Palanga, non sono d’accordo sulla realizzazione del gasdotto sottomarino Nord Stream 2, la cui costruzione è prevista nel Mar Baltico a opera di Gazprom.

MINISTRO ESTERI ESTONE: PROGETTO POLITICO INCOMPATIBILE CON OBIETTIVI UE

A differenza del via libera già dato da Berlino “l’Estonia ritiene che si tratti innanzitutto di un progetto politico, non commerciale, incompatibile con gli obiettivi di politica energetica dell’Unione europea e che non contribuisca all’indipendenza energetica dell’Ue e alla diversificazione dei fornitori”, ha dichiarato il ministro degli Affari esteri Sven Mikser (SDE). Pareri simili sono stati espressi dai colleghi lettoni e lituani Edgars Rinkēvičs e Linas Linkevičius nel corso della conferenza stampa tenutasi dopo la riunione. Ma anche da altri paesi in precedenza, con la Polonia in prima fila.

PER IL MINISTRO TEDESCO MAAS “È UN PROGETTO COMMERCIALE E BASTA”

Durante l’incontro con il collega russo Sergei Lavrov a Mosca giovedì scorso, il ministro tedesco degli Affari Esteri Heiko Maas aveva detto che Berlino considera Nord Stream 2 un progetto esclusivamente orientato al business, ribadendo la stessa posizione anche durante il vertice di Palanga. “È chiaro che si tratta di un tema specifico su cui il punto di vista dei Paesi Baltici differisce dall’approccio del governo tedesco, che considera Nord Stream 2 prima di tutto un progetto commerciale di aziende private, pur ammettendo che dal punto di vista di altri Paesi lungo il Mar Baltico, il progetto ha una discreta quantità di aspetti politici e geopolitici – ha detto Mikser alla BNS -. Per quanto riguarda un tema particolare, che è l’Ucraina e il futuro del gasdotto che lo attraversa, sembra che questo aspetto sia stato affrontato e considerato con una certa serietà”.

PER MIKSER ALTRO TEMA FONDAMENTALE L’AUMENTO DI DIPENDENZA EUROPEA DALLA RUSSIA

Il ministro estone ha tuttavia osservato che è necessario affrontare anche altre minacce riguardanti Nord Stream 2, in particolare l’aumento della dipendenza generale dell’Europa dalla Russia, e il fatto che quest’ultima utilizzi la carta del gas per ottenere un impatto politico anche su altre questioni. “Questi sono i temi che sono stati in parte affrontati dall’emendamento alla direttiva europea sul gas proposto dalla Commissione europea – ha osservato Mikser -. E’ sicuramente importante procedere rapidamente in questa direzione”. Secondo Mikser, tuttavia, i quattro ministri degli Esteri non hanno riscontrato altri punti di disaccordo significativi sulle altre questioni discusse nella riunione, tra cui il futuro dell’Europa, la proposta del nuovo quadro finanziario pluriennale (QFP) dell’UE, il partenariato orientale dell’UE, i preparativi per il prossimo vertice NATO e le relazioni con la Russia.

ENTRO METÀ MAGGIO IL VIA I LAVORI IN GERMANIA MALGRADO LA “NABU”

In ogni caso la società che si occupa della realizzazione del gasdotto, la Nord Stream AG, ha già annunciato che comincerà entro metà maggio i lavori di completamento dell’infrastruttura nelle acque tedesche, più esattamente nella baia di Greifswald. La data esatta verrà comunicata a breve anche se potrebbe essere rinviata a causa delle condizioni meteo sfavorevoli, ha precisato un portavoce della società alla Tass. Da risolvere c’è anche un’altra questione, la causa intentata dall’Unione tedesca per la conservazione della natura e della biodiversità (Nabu o Naturschutzbund Deutschland) contro l’opera che però non preoccupa i russi. Secondo l’organizzazione ambientalista, infatti, il gasdotto provocherà perdite irreversibili per l’ambiente marino. E per questo ha presentato ricorso presso un tribunale di Greifswald, nel nord-est della Germania, per bloccare, almeno temporaneamente, la costruzione della condotta.

L’UCRAINA: BERLINO VUOLE DIVENTARE UN HUB EUROPEO DEL GAS

L’attuazione del progetto Nord Stream 2, volto ad aumentare le forniture di gas russo all’Europa occidentale, trasformerà la Germania in un hub europeo del gas, secondo il vice ministro degli Esteri ucraino Yelena Zerkal al canale tv Channel 5. “Purtroppo, possiamo solo dire che la posizione della Merkel sul progetto Nord Stream 2 non è così categorica. Lei vede solo gli aspetti positivi del gasdotto in quanto la Germania avrà il più grande mercato del gas e la Germania avrà il controllo completo dell’Europa, compresa l’Ungheria e altri piccoli paesi”, ha aggiunto Zerkal sottolineando che in questo modo Berlino otterrà una serie di “privilegi” nel settore energetico europeo.

ENTRATA IN FUNZIONE DI NORD STREAM 2 CONFERMATA PER FINE 2019

L’entrata in esercizio del gasdotto Nord Stream 2 rimane confermata per la fine del 2019. Il gasdotto dovrebbe passare dalla costa russa lungo il fondale del Mar Baltico alla costa tedesca per una lunghezza complessiva di 1.230 chilometri. Ciascuno dei due tratti del gasdotto avrà una capacità di 27,5 miliardi di metri cubi con un costo stimato in 9,5 miliardi di euro.

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