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Nucleare, perchè l’Europa deferisce l’Italia

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L’Italia avrebbe dovuto trasmettere il programma definitivo i gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi entro il 23 agosto 2015

Bruxelles ha deciso di deferire il nostro Paese (insieme all’Austria e alla Croazia) alla Corte di giustizia dell’Ue, con l’accusa di mancata trasmissione dei programmi nazionali definitivi di gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi. Questo tipo di rifiuti, spiega il comunicato della Commissione Ue,  comprende anche i sottoprodotti degli utilizzi delle tecnologie nucleari e radiologiche per scopi diversi dalla produzione di energia, quali la ricerca scientifica e diverse applicazioni mediche.

Per la Commissione, infatti, fornire un programma definitivo è importante per garantire l’adozione delle più rigorose norme di sicurezza in materia di gestione del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi.

Italia, Austria e Croazia erano chiamate a trasmettere, per la prima volta,  il contenuto del loro programma nazionale non oltre il 23 agosto 2015. L’esecutivo comunitario ha inviato all’Italia una lettera di messa in mora anche per non aver recepito in modo corretto determinate prescrizioni della direttiva sul combustibile esaurito e sui rifiuti radioattivi e la mancata trasposizione della nuova direttiva sulle norme fondamentali di sicurezza nucleare che contiene disposizioni sulla preparazione e sulla risposta in caso di emergenza che sono state rafforzate a seguito dell’incidente nucleare di Fukushima.

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