Sostenibilità

Una nuova piattaforma Ue per “accompagnare” lo stop al carbone

Il nuovo strumento per le regioni in transizione è stata varata alla vigilia del vertice “One Planet” durante il quale la Commissione europea intende ribadire il suo impegno a favore di un politica climatica proattiva e dimostrare che l’Unione europea è un riferimento esemplare nell’azione di lotta contro i cambiamenti climatici.

 

L’impegno dell’Unione europea verso una transizione energetica “pulita” è “irreversibile e non negoziabile”. Sulla scorta di questo percorso di sostenibilità, la Commissione europea ha lanciato una nuova piattaforma per facilitare progetti e strategie di lungo termine per le regioni carbonifere con l’obiettivo di facilitare l’abbandono dei combustibili fossili e favorire il riequilibrio ambientale.

emissioniI contenuti della piattaforma

La nuova piattaforma varata da Bruxelles e presentata ufficialmente dall’esecutivo comunitario, si basa su alcune esperienze pilota maturate in Slovacchia, Polonia e Grecia e agevolerà di fatto lo sviluppo di progetti e strategie di lungo termine nelle regioni carbonifere, “al fine di innescare il processo di transizione e far fronte alle sfide ambientali e sociali”, osserva la commissione Ue. Fungerà, inoltre, “da punto d’incontro delle parti interessate nazionali, regionali, locali e dell’Ue che partecipano alla transizione, al fine di aiutarle a creare partenariati e imparare dalle rispettive esperienze. Le sue attività saranno dapprima incentrate sulle regioni carbonifere, nell’ottica di estenderle in futuro alle regioni ad alta intensità di carbonio. La piattaforma è concepita in modo da promuovere la transizione energetica conferendo un‘attenzione maggiore all’equità sociale, alla trasformazione strutturale, alle nuove competenze e al finanziamento dell’economia reale”, spiega Bruxelles.

Il varo alla vigilia del vertice francese “One Planet”

La piattaforma per le regioni carbonifere in transizione è stata varata alla vigilia del vertice “One Planet” – organizzato dal presidente francese Emmanuel Macron per celebrare il secondo anniversario dell’accordo di Parigi sul clima – da Maroš Šefčovič, vicepresidente della Commissione europea responsabile per l’Unione dell’energia, Miguel Arias Cañete, Commissario per l’Azione per il clima e l’energia e Corina Creţu, Commissaria responsabile per la Politica regionale e da rappresentanti delle regioni europee e imprese. Al vertice francese la Commissione intende ribadire il suo impegno a favore di un politica climatica proattiva e dimostrare che l’Ue è un riferimento esemplare nell’azione di lotta contro i cambiamenti climatici. La nuova piattaforma costituisce proprio una delle azioni di accompagnamento del pacchetto “Energia pulita per tutti gli europei” varato nel novembre 2016.

Per Maroš Šefčovič l’obiettivo rimane quello dell’Unione dell’energia

“Le sfide cui si trovano confrontate le regioni carbonifere dell’Ue possono essere vinte solo in partenariato con tutti gli attori presenti – ha ammesso Šefčovič in una nota –. L’Unione dell’energia è il quadro di riferimento giusto. Vogliamo lavorare in stretta collaborazione con le parti interessate nazionali, regionali e locali per sostenere la trasformazione strutturale, impiegando soluzioni su misura e tutti i mezzi a disposizione. Il nostro obiettivo è far sì che ogni regione tragga beneficio dalla transizione all’energia pulita, creando allo stesso tempo occupazione e promuovendo gli investimenti nelle nuove tecnologie”.

Cañete: La generazione di energia elettrica dal carbone è in declinocarbone

Miguel Arias Cañete, Commissario per l’Azione per il clima e l’energia, ha invece ricordate che “le amministrazioni, le imprese e le regioni del mondo intero stanno abbandonando il carbone. La generazione di energia elettrica dal carbone è in declino – ha ammesso -. È una tendenza irreversibile verso l’energia pulita, anche qui in Europa. Ma in questo cambiamento verso un futuro più sostenibile, per alcune regioni sarà più difficile di altre effettuare questa transizione. Tutti i cittadini europei dovrebbero trarne vantaggio e nessuna regione dovrebbe essere tagliata fuori nel momento in cui decide di abbandonare i combustibili fossili. Questa iniziativa aiuterà i paesi, le regioni, le comunità e i lavoratori europei a rilevare la sfida costituita dalla diversificazione economica che richiede la transizione verso l’energia pulita”.

Crețu: Il nostro messaggio alle regioni carbonifere è aiutarle a realizzare una transizione agevole

La Commissaria responsabile per la Politica regionale, Corina Crețu, ha aggiunto, infine che “lavorare insieme a un futuro migliore per tutti è il nucleo della politica di coesione dell’Unione europea. Il nostro messaggio odierno alle regioni carbonifere è che la Commissione europea adotta azioni concrete per aiutarle a realizzare una transizione agevole verso un’economia moderna, sostenibile e positiva che non lascia indietro nessuno”.

La Ue già sostiene la transizione con la politica di coesione

La Commissione europea, in realtà, sostiene già la transizione nelle regioni ad alta intensità di carbone e carbonio mediante la politica di coesione che aiuta le regioni a realizzare le trasformazioni economiche sfruttando i punti di forza della “specializzazione intelligente”, ossia i settori di nicchia delle regioni, in cui risiedono le forze competitive, per sposare innovazione e decarbonizzazione. Grazie alla politica di coesione, l’Ue è a contatto diretto e costante con i partner regionali in campo e può fornire un sostegno ad hoc per guidare il cambiamento strutturale. Parallelamente la Commissione europea lavora anche su una base sperimentale con un numero ristretto di regioni degli Stati membri per pianificare e accelerare il processo di diversificazione economica e di transizione tecnologica attraverso l’assistenza tecnica, lo scambio di informazioni e il dialogo bilaterale su misura relativo a fondi, programmi e strumenti di finanziamento dell’Ue. Nella seconda metà del 2017 sono state istituite squadre pilota in Slovacchia, Polonia e Grecia, per assistere le regioni di Trencin, della Slesia e della Macedonia occidentale. Mano a mano che l’operato di queste squadre registra progressi, le loro esperienze saranno condivise con la piattaforma per le regioni carbonifere in transizione.

Ue_e_ambienteIl settore carbonifero in Europa

L’attività di estrazione carbonifera è attiva in 41 regioni di 12 Stati membri e occupa direttamente circa 185mila persone. Tuttavia, negli ultimi decenni, la produzione e il consumo di carbone nell’Ue hanno registrato un calo costante. Le chiusure pianificate e in corso delle miniere di carbone e l’impegno di diversi Stati membri ad abbandonare l’uso del carbone per la generazione di energia elettrica dovrebbero accelerare questa tendenza al calo. Il tutto si inquadra, come detto, nel pacchetto “Energia pulita per tutti gli europei” che non solo mira a lottare contro i cambiamenti climatici, ma anche a generare occupazione e crescita nel settore energetico e degli investimenti in tecnologie moderne. Fra il 2008 e il 2014 il numero di posti di lavoro nel settore delle tecnologie per l’energia rinnovabile è aumentato del 70% e oggi l’energia pulita dà lavoro a circa 2 milioni di persone nell’Ue, essenzialmente nei settori delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica. Esiste un potenziale di creazione di ulteriori 900 mila posti di lavoro entro il 2030, a condizione che si mobilitino sufficienti investimenti pubblici e privati. Il settore dell’efficienza energetica potrebbe creare addirittura fino a 400 mila posti di lavoro supplementari, secondo le stime della Commissione europea.