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Perché Gazprom blocca le forniture all’Ucraina colpita dal gelo

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La disputa in corso tra Mosca e Kiev costringe a gli ucraini a ridurre in consumi

Si accende una nuova disputa tra Ucraina e Russia sulle forniture di gas dopo la decisione di Gazprom di non riavviare gli approvvigionamenti verso Kiev, costringendo quest’ultima a tagliare il suo utilizzo malgrado il gelo. A riferire delle vicenda è stata la stessa compagnia di Stato ucraina Naftogaz che ha annunciato un taglio del 5-10% alle imprese di riscaldamento per quattro giorni, aggiungendo che avrebbe chiesto un risarcimento alla stessa Gazprom. L’episodio è solo l’ultimo di una serie di lunghe dispute tra le due compagnie, nate dalle tensioni politiche scaturite dall’annessione della Crimea alla Russia nel 2014. Solo qualche giorno fa il tribunale internazionale di Stoccolma aveva intimato a Gazprom – che ha contestato la decisione – di pagare 2,56 miliardi di dollari a Naftogaz per diritti di transito pregressi: la risposta dei russi era stata che avrebbero anticipato una parte del pagamento ma non avrebbero ripreso le forniture fino a che non sarebbero stati formalizzati degli accordi aggiuntivi a quelli esistenti.

Naftogaz gas“Chiaramente, le forniture di gas a Naftogaz non saranno effettuate dal 1 ° marzo”, aveva affermato il vice capo di Gazprom Alexander Medvedev. La decisione è sempre collegata alla controversia del tribunale arbitrale di Stoccolma perché, in una delle sue sentenze, il tribunale aveva anche deciso che Naftogaz avrebbe dovuto acquistare ogni anno da Gazprom, a partire dal 2018, 5 miliardi di metri cubi di gas da Gazprom. Le consegne di marzo sarebbero state le prime dal novembre 2015, da quando cioè Kiev ha cominciato ad acquistare gas dall’Europa. Naftogaz ha comunque dichiarato che chiederà i danni a Gazprom per il mancato riavvio delle consegne giornaliere di 18-20 milioni di metri cubi di gas, che l’ha obbligata ad adottare misure di emergenza per compensare la carenza in un momento in cui il freddo ha colpito pesantemente il paese, concretizzatesi nella riduzione dei consumi a breve termine e nell’acquisto di forniture extra dall’Europa, come ha affermato il capo esecutivo di Naftogaz Andriy Kobolev: “Questi passi dovrebbero essere sufficienti per non creare un deficit di gas nel sistema”, ha ammesso il manager.