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Tornano le sanzioni all’Iran. Petrolio salvo fino a novembre

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E’ partita la prima trance di sanzioni contro l’Iran, escluso fino a novembre il settore energetico

Tornano le sanzioni all’Iran: gli Usa hanno reintegrato unilateralmente le sanzioni economiche contro Teheran, che erano state revocate dopo lo storico accordo nucleare raggiunto nel 2015, dai paesi del cosiddetto 5+1, dai membri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU con potere di veto (Regno Unito, Francia, Stati Uniti, Russia e Cina, più la Germania).

COSA RIGUARDANO LE SANZIONI

A dirla tutta, la reintroduzione è graduale. La prima ondata di sanzioni statunitensi è entrata in vigore questa mattina alle 00.01 e introduce il divieto per Teheran di usare il dollaro americano, vieta le importazioni di materie prime come l’oro e alimenti tipici. Colpito dalla prima trnache anche il settore automobilistico e quello dell’aviazione.

La prossima ondata coinvolgerà il settore bancario, energetico e petrolchimico.

IL COMMENTO DELL’IRAN

“Gli Stati Uniti vogliono lanciare una guerra psicologica contro l’Iran e creare divisioni tra la popolazione”, ha affermato il presidente iraniano, Hassan Rohani, ricordando che “non si può negoziare nel momento stesso in cui ci sono sanzioni”.

UNA LUCE DI SPERANZA?

Non tutto, forse, è perduto. E Trump si dice “aperto” a raggiungere un nuovo accordo “più ampio” con l’Iran che non si limiti al suo programma nucleare, ma prenda in considerazione tutte “le attività malevole” di Teheran.

“Le sanzioni contro l’Iran sono ufficialmente partite, sono le più forti mai imposte, e a novembre raggiungeranno un altro livello. Chiunque faccia affari con l’Iran non farà affari con gli Stati Uniti. Chiedo la pace nel mondo, niente di meno!”, ha scritto su Twitter Donal Trump.