Fact checking e fake news

Quanto paghiamo in tasse e oneri nelle bollette elettriche?

Il Codacons ha fatto i conti e il risultato non piace ai consumatori. Anche Confartigianato chiede ad Arera di fare marcia indietro sullo “spalma-oneri” di sistema

Non si placano le polemiche per lo “spalma-oneri” di sistema, non versati dalle società che vendono energia, su tutti i consumatori. Il Codacons, che nei prossimi giorni ha annunciato che depositerà un ricorso al Tar della Lombardia contro la delibera dell’Arera che vorrebbe imporre “un nuovo balzello”, denuncia che su ogni singola bolletta elettrica “gli italiani pagano il 32% di tasse e oneri e il 14,5% di servizi di rete”. Secondo l’associazione di consumatori, le bollette della luce sono “sempre più utilizzate come sportelli bancomat per prelevare soldi dai consumatori. E’ la situazione paradossale che si verifica in Italia, dove la bolletta dell’energia si arricchisce sempre più di voci che nulla hanno a che vedere con i consumi elettrici”. Per quanto riguarda le imposte, prosegue il Codacons, “sulle fatture recapitate alle famiglie pesano voci che poco o nulla hanno a che vedere con i consumi elettrici: i famosi oneri di sistema contengono balzelli quali ‘oneri nucleari’, ‘agevolazioni per il settore ferroviario’, ‘enti locali che ospitano impianti nucleari’, ‘agevolazioni alle industrie energivore’. Parte del gettito derivante da tali voci finisce direttamente nelle casse dello Stato, e la somma dei vari oneri di sistema pesa per il 19% su ogni singola bolletta pagata dai consumatori”. In sostanza, conclude l’associazione consumatori, “tra tariffe in aumento, balzelli e oneri vari, il costo medio annuo per la fornitura elettrica a carico di una famiglia tipo è passato dai 467 euro del 2012 ai 535 euro del 2018, con un incremento pari a +68 euro in 6 anni (+14,5%). Anche in considerazione dei forti rincari delle bollette subiti dai cittadini negli ultimi anni”, il Codacons “si opporrà al Tar a qualsiasi addebito degli oneri di sistema non versati dagli operatori dell’energia”.

QUANTO COSTA LA SOCIALIZZAZIONE DEGLI ONERI IN BOLLETTA

La socializzazione degli oneri di sistema in bolletta dovrebbe valer circa il 2% del loro gettito complessivo, con un impatto sui clienti domestici di circa 2-2,2 euro, secondo quanto riferito dal Direttore della divisione energia di Arera, Clara Poletti, alla trasmissione “Uno Mattina”. Nel complesso la raccolta degli oneri ammonta a circa 14 miliardi l’anno, e una stima prudenziale può far pensare ad un aumento determinato dalla delibera 50/2018 di circa 280 milioni di euro nelle bollette degli italiani, non lontano dalla cifra annunciata dal Sole 24 Ore la scorsa settimana che parlava di un insoluto complessivo vicino al miliardo di euro e di una “prima fetta” da distribuire tra i consumatori pari a 200 milioni.

Oltre alle associazioni di consumatori anche Confartigianato si è espressa sui rincari chiedendo all’Autorità per l’Energia di ripensarci: “È inaccettabile la decisione di far pagare ai consumatori in regola gli oneri di sistema non riscossi dai clienti morosi. Si tratta di una scelta iniqua, che deresponsabilizza l’intera filiera energetica e danneggia le dinamiche concorrenziali del mercato. Perché – chiede Eugenio Massetti, Delegato di Confartigianato all’Energia – i clienti che rispettano i propri obblighi contrattuali dovrebbero accollarsi gli oneri di sistema di chi non paga? Se le società di vendita di energia falliscono non vi è forse anche una responsabilità di chi doveva vigilare? E se le imprese non sono in grado di valutare efficacemente la serietà dei propri clienti perché i costi di queste manchevolezze devono essere pagati da chi non ne è responsabile?”. Per questo Confartigianato giudica “incomprensibili le ragioni dell’Autorità” alla quale chiede di “ritirare la consultazione sul meccanismo di riconoscimento degli oneri non riscossi ai venditori e di convocare al più presto tutti gli operatori del mercato dell’energia. Dopo le agevolazioni agli energivori, non sono accettabili ulteriori balzelli che trasformano le bollette delle piccole imprese in strumenti per ‘fare cassa’ e compensare inefficienze in attività di legislazione, regolazione e controllo”.

INTERROGAZIONE ALLA COMMISSIONE EUROPEA SULLA VICENDA

L’eurodeputata Isabella De Monte (Pd/S&D) ha presentato invece un’interrogazione alla Commissione europea sugli oneri aggiuntivi nelle bollette. “Scaricare sui consumatori gli oneri dei fornitori di energia elettrica è inaccettabile – ha dichiara De Monte in una nota – chiediamo alla Commissione europea di intervenire a tutela dei consumatori italiani”. L’interrogazione, resa possibile “grazie a un lavoro di studio e approfondimento svolto dall’associazione di tutela dei cittadini Consumatori Attivi”, è stata sottoscritta anche dagli eurodeputati Pd Nicola Caputo, Alessia Mosca, Luigi Morgano, Renata Briano e Damiano Zoffoli.