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Reportage sul Tap: a Masseria del Capitano dove si curano gli ulivi

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Siamo entrati nel vivaio dove vengono stoccati temporaneamente gli alberi in attesa del reimpianto per toccare con mano strutture e metodi adottati per salvaguardare le piante

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Proseguono i lavori per la realizzazione del Trans adriatic pipeline (Tap) anche se non si placano le proteste di attivisti e cittadini. L’ultimo caso ha riguardato l’abbattimento, da parte della multinazionale che sta realizzazione l’approdo del gasdotto a Melendugno, di due ulivi colpiti da xylella dopo l’autorizzazione ottenuta dall’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia. Sulla vicenda è intervenuto il Movimento No Tap che ha sollevato dubbi sulla gestione dei 211 ulivi spostati dal cantiere di San Basilio alla nursery presente a Masseria del Capitano. Per capire veramente come stanno le cose noi di ENERGIAOLTRE.IT siamo andati a vedere di persona come vengono trattate le piante.

A Masseria del Capitano il centro per la cura degli ulivi

Il vivaio di Masseria del Capitano a Melendugno rappresenta il sito di stoccaggio temporaneo delle piante dove si provvede alla cura degli ulivi in vista del reimpianto nel punto esatto in cui sono stati prelevati. La struttura costruita per contenere gli alberi è realizzata solo con pali infissi nel terreno, senza alcun utilizzo di cemento.

L’entrata all’area è dotata, inoltre, di un doppio accesso, una sorta di anticamera in grado di garantire l’isolamento durante il passaggio di persone e mezzi. Tutt’intorno è presente, invece, il cosiddetto canopy, una copertura in microrete delle piante per proteggerle dalla xylella ed evitare che le chiome entrino in contatto con l’ambiente circostante.

Il canopy serve, infatti, ad evitare l’accesso degli insetti portatori del batterio. Al suo interno sono stati installate anche trappole antinsetto che fungono da test di verifica per eventuali problemi alla struttura che possono portare a una contaminazione.

Ogni pianta ha un’etichetta: racconta la storia della pianta e la sua geolocalizzazione

Quando si accede alla zona dove sono conservate le piante, la prima impressione è che siano in salute. Prima di essere trasportate nella nursery, infatti, è stato realizzato un lavoro preventivo ancora visibile, cioè la predisposizione di una serie di cassoni riempiti con base vegetale per ospitare gli ulivi che dal giorno in cui sono stati collocati a Melendugno, sono costantemente monitorati da esperti locali: a disposizione di Tap ci sono infatti una serie di botanici e agronomi dell’Università del Salento più una ditta locale specializzata proprio nella cura degli ulivi.

Ogni pianta, inoltre, è dotata di un’etichetta che consente la cosiddetta georeferenziazione cioè la possibilità di conoscere la storia dell’ulivo, gli interventi effettuati su di esso, e quando verrà ricollocato l’orientamento e la posizione che aveva al momento dell’espianto. In sostanza, l’azienda sembra stia operando per rispettare le migliori pratiche agronomiche come previsto dal piano di gestione approvato dalla regione Puglia.

 

2 Comments

  1. 1

    I no Tap alla fine ostacolando tutto faranno morire anche le piante,piu’velce vanno i lavori e prima si ripristino gli stati dei luoghi tutto torna come prima ansia meglio di prima.

  2. 2

    Prima si cominciano i lavori meno soffriranno le piante ,se muore qualche pianta la colpa sarà dei no Tap

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