Efficienza energetica e innovazione

Rinnovabili: nel 2018 prosegue la crescita degli investimenti nel mondo

Tower men climb a tower near a wind turbine in Elgin, Minnesota, U.S. Photographer: Ariana Lindquist/Bloomberg

Secondo il rapporto annuale di Bloomberg New Energy Finance saranno in crescita anche gas e Gnl con prezzi vicini a quelli del 2017. Carbone in caduta libera

Il continuo calo dei costi dell’energia solare ed eolica e delle batterie agli ioni di litio apriranno nuove opportunità per l’energia pulita, lo stoccaggio e i veicoli elettrici. È quanto sostiene il rapporto annuale di Bloomberg New Energy Finance (Bnef) secondo cui nel 2017 si sono fissati nuovi record per le tariffe delle aste di energia rinnovabile in tutto il mondo – ad esempio 18,60 dollari per MWh per l’energia eolica onshore in Messico -, livelli impensabili solo due o tre anni fa. Per quanto riguarda le batterie, con i prezzi crollati del 24%, Bnef stima che si aprano le prospettive per ulteriori tagli dei costi, anche dei veicoli elettrici, a partire dal 2020. Anche se, avverte Bloomberg, esiste una certa di preoccupazione che alcuni fenomeni possano incidere sui delicati equilibri della transizione energetica nel 2018: tra questi, indica il rapporto, la difficile coesistenza dei mercati finanziari più dinamici da oltre un decennio, con il rischio di uno shock politico o geopolitico che potrebbe essere rappresentato da Trump, dalla Corea del Nord o da uno scontro militare tra Iran e Arabia Saudita. Ma per Bnef esiste anche un rischio più convenzionale: l’inasprimento della politica monetaria in Stati Uniti, Europa e Giappone con un aumento dei tassi di interesse che potrebbe influenzare il costo del capitale incidendo quindi su tecnologie come eolico e solare.

I numeri a livello globale nel 2017: investimenti +3% a quota 333,5 mld

Nel 2017 sono aumentati gli investimenti in energia pulita con un boom degli impianti fotovoltaici in Cina. Gli investimenti complessivi a livello mondiale sono aumentati del 3% raggiungendo i 333,5 miliardi di dollari lo scorso anno, rispetto ai 324,6 miliardi di dollari del 2016, e solo il 7% in meno del record di 360,3 miliardi di dollari raggiunto nel 2015. Sempre nel 2017 i costi dei pannelli fotovoltaici ad uso domestico sono stati circa il 25% più economici rispetto a due anni prima mentre gli investimenti nel settore solare sono stati complessivamente pari a 160,8 miliardi di dollari, in crescita del 18% rispetto all’anno precedente, nonostante la riduzioni dei costi. Le stime preliminari mostrano che nel 2017 sono stati messi in esercizio a livello mondiale 160 GW di capacità di generazione di energia pulita (esclusa la grande energia idroelettrica), con 98 GW di energia solare e 56GW di energia eolica.

La Cina stabilisce nuovi record per gli investimenti in energia pulita

Complessivamente, nel 2017 gli investimenti cinesi in tutte le tecnologie per l’energia pulita sono stati pari a 132,6 miliardi di dollari, con un aumento del 24%: si tratta di un nuovo record assoluto, secondo Bnef. Il secondo paese più importante a livello di investimenti sono stati gli Stati Uniti con 56,9 miliardi di dollari, in crescita dell’1% rispetto al 2016. Terzo il Giappone che invece ha registrato un calo del 16% nel 2017, scendendo a 23,4 miliardi di dollari.

Si raffreddano gli investimenti in venture capital e private equity

Gli investimenti in Venture capital e private equity nel settore dell’energia pulita sono ammontati a 4,1 miliardi di dollari nel 2017, con un calo del 38% rispetto all’anno precedente. Secondo Benf si tratta del dato più basso registrato dal 2005.

Attività di acquisizione di energia pulita al più alto livello mai raggiunto

Nel 2017 tale cifra ammonta a 127,9 miliardi di dollari, con un aumento del 4% rispetto all’anno precedente, il più alto mai registrato. Dietro questa impennata c’è un aumento delle acquisizioni e del rifinanziamento di progetti di energia rinnovabile a quota 87,2 miliardi di dollari e un salto di sei volte nell’acquisto di private equity a 15,8 miliardi di dollari.

Per il 2018 solare a quota 107 GW, per l’eolico ripresa più lentarinnovabili

Nel 2018 gli impianti solari a livello mondiale raggiungeranno almeno 107GW, rispetto ai 98GW dell’anno scorso mentre nuovi paesi si trasformeranno in importanti mercati. Nelle previsioni globali sul fotovoltaico per quest’anno, la Cina domina ancora, con un range compreso tra i 47 e i 65GW. Tuttavia, sarà anche l’anno in cui America latina, sud-est asiatico, Medio Oriente e Africa costituiranno una fetta misurabile del totale. Per esempio, il Messico sarà probabilmente un mercato che andrà oltre la soglia dei 3GW nel 2018 mentre Egitto, Stati Uniti e Giordania saranno tra 1,7 e 2,1GW. Per l’eolico Bnef si aspetta che la lenta ripresa del 2017 prosegua anche quest’anno raggiungendo i 59GW prima di stabilire un nuovo record rispetto al 2015 (63GW) tra due anni, quando si stima il raggiungimento del traguardo di 67 GW. Cina e America Latina saranno probabilmente le due regioni che vedranno la crescita maggiore nel passaggio tra i il vecchio e il nuovo anno. Per quanto riguarda l’eolico offshore, i principali mercati continueranno ad essere Regno Unito, Germania, Paesi Bassi e Cina, ma senza trascurare Stati Uniti e Taiwan che stanno preparando il terreno per una serie di progetti pronti nel 2020. Infine, se i prezzi delle batterie continueranno a diminuire, anche se a un ritmo più lento rispetto agli anni precedenti, le vendite globali di veicoli elettrici si attesteranno a 1,5 milioni con la Cina a fare la parte del leone (più della metà del mercato globale).

Per il gas si attendono prezzi vicini a quelli del 2017 quest’anno.

Il Bnef prevede che il benchmark di riferimento del prezzo del gas naturale all’Henry Hub si avvicini in media a 3 dollari per milione di unità termiche britanniche (MMBtu) nel 2018, con variazioni del 10%, trainate dalla domanda stagionale e da eventi di mercato a breve termine. I mercati del gas naturale continueranno ad evolvere nel 2018, trainati sia dall’aumento della produzione interna che dalla crescita della domanda, mentre l’aspettativa è che i prezzi rimangano prossimi al 2017. Lo scorso anno è stato un anno monumentale anche e soprattutto per la produzione domestica statunitense, con un nuovo picco di produzione di 77,3 miliardi di piedi cubici al giorno (Bcfd) secondo le stime di Bloomberg. “Ci aspettiamo che questa tendenza continui anche nel 2018”. In totale, il Bnef prevede che la produzione di gas naturale negli Stati Uniti raggiunga il nuovo record con 80 Bcfd entro la fine dell’anno. Anche il mercato globale del Gnl vedrà invece un altro anno di crescita significativa. La domanda è balzata del 10% nel 2017 per raggiungere i 285 MMtpa – la crescita più rapida dal 2011 – e Bnef prevede un ulteriore aumento del 7-10% nel 2018. Volumi in crescita insieme a prezzi più elevati porteranno il commercio di Gnl a quasi 120 miliardi di dollari, un aumento del 15% in valore rispetto all’anno scorso. I principali fattori da tenere sotto controllo saranno la crescita della domanda cinese e la competitività del Gnl (i cui prezzi sono influenzati dal petrolio e dall’Henry Hub) rispetto al petrolio e al carbone. Proprio quest’ultimo, nonostante l’amministrazione Trump continui a tirare ogni leva politica per rivitalizzare la generazione di energia elettrica a carbone negli Stati Uniti, non rallenterà il suo declino inesorabile e inevitabile. “Il 2018 sarà il secondo anno più importante nella storia degli Stati Uniti per le chiusure di impianti a carbone, con 13GW pronti a terminare la loro attività”.