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Tutte le scintille fra Russia ed Europa sul gas

Nord Stream Russia

La Russia usa il gas come arma geolopolitica e minaccia l’Europa di importanti conseguenze sull’approvvigionamento se gli alleati dovessero comportarsi come l’Inghilterra che ha promesso importanti sanzioni dopo avvelenamento di Sergei Skripal. Articolo di Giusy Caretto 

Da guerra delle spie a guerra economica ed energetica. La faccenda, tra Russia ed Inghilterra si fa sempre più seria e complicata. Il 4 marzo scorso, Sergei Skripal, cittadino russo naturalizzato britannico, ex spia inglese nell’intelligence di Mosca, incaricata, in base a quanto riportato dal Times, di fornire a Londra contatti, abitudini e numeri di telefono riservati dei suoi colleghi, è stato avvelenato insieme alla figlia. Le indagini hanno portato Theresa May ad accusare esplicitamente i servizi segreti russi di aver condotto un duplice tentato omicidio su territorio britannico.

Dopo aver buttato fuori dai confini britannici 23 diplomatici russi, ora Londra chiede aiuto agli alleati per isolare Mosca. Il governo di Putin, però, risponde ricordando all’Inghilterra e all’Europa intera la sua importanza per l’approvvigionamento energetico del Continente.

La Russia è il Paese, che da più di cinquant’anni, permette ai diversi Paesi europei, Italia compresa, di riscaldarsi nei mesi invernali. Isolarla e/o cercare nuovi partner energetici sarebbe, a detta del ministro dell’energia russo, un danno di non poco conto per l’Europa.

ANCHE ALLEATI PUNTANO DITO CONTRO LONDRA

Prove vere e reali non ce ne sono, solo indizi, eppure nei giorni scorsi, Downing Street ha diffuso una dichiarazione sottoscritta, oltre che da Londra, anche da Stati Uniti, Francia e Germania che punta il dito contro Mosca. Per il governo inglese, gli alleati condividono il punto di vista secondo cui “la mancata risposta della Russia alle legittime richieste del Regno Unito ne sottolinea la responsabilità”.

GRAN BRETAGNA PRONTA A RINUNCIARE A GAS RUSSO?

LondraIl primo ministro britannico Theresa May, secondo quanto riportato da Bloomberg, ha detto che Londra è pronta a rinunciare al combustibile russo dopo che l’ex spia Sergei Skripal e sua figlia sono stati avvelenati.

L’AVVERTIMENTO DELLA RUSSIA

La Russia non sta certo zitta e buona. E, come di consueto, anche questa volta usa il gas come arma geopolitica. Proprio nelle scorse ore, il ministro dell’Energia Alexander Novak ha esortato i responsabili politici a non permettere che la disputa diplomatica penetri nelle relazioni commerciali con l’Europa, che riceve circa un terzo del suo gas dalla Russia.

L’Europa in questi anni ha più volte annunciato dei piani per diminuire la sua dipendenza energetica dalla Russia. Piani, ovviamente, che non piacciono a Mosca.

“Se le dichiarazioni sulle fonti alternative alla Russia diventassero una realtà i primi ad essere danneggiati sarebbero i consumatori”, ha detto Novak in un’intervista televisiva a Bloomberg “Se un’azienda o un paese optano per un altro fornitore, non penso che questa condizione sarà vantaggiosa”. La Russia, ad oggi, è stato l’unico fornitore in grado di incrementare le consegne in Europa durante il freddo intenso. Ha anche inviato carichi di gas naturale liquefatto in Gran Bretagna durante i momenti critici quest’anno.

ANCHE USA E GERMANIA CONTRO IL GAS RUSSO

Se la vicenda dell’avvelenamento della spia russa ha riportato i riflettori sul fronte energetico, è vero anche che la volontà di diminuire la dipendenza da Mosca non è certo cosa nuova. Lo scorso anno il presidente degli Stati Uniti ha firmato una legge che gli conferisce il diritto di imporre sanzioni agli investitori o agli appaltatori che partecipano alla costruzione dei gasdotti che serviranno a trasportare il combustibile russo. Sempre negli Stati Uniti, un gruppo di 39 senatori ha chiesto al presidente Donald Trump di bloccare il gasdotto Nord Stream 2, che la Russia prevede di avviare l’anno prossimo per portare il gas siberiano nell’Europa settentrionale, mentre la cancelliera tedesca Angela Merkel non ha mai fatto mistero dei piani per diminuire la dipendenza da Mosca.

EUROPA PUO’ RINUNCIARE AL GAS RUSSO?

Ancora no, bisogna ammetterlo. A partire dal 2016, infatti la Russia ha incrementato a livelli senza precedenti le vendite di gas verso i paesi europei, dove la domanda cresce mentre la produzione interna da parte di grandi produttori come il Regno Unito e i Paesi Bassi è in calo. “Possiamo garantire il rispetto dei nostri impegni”, ha detto Novak. “Lo facciamo già da 50 anni e abbiamo le risorse, le capacità e le opportunità necessarie per garantire l’approvvigionamento a lungo termine e affidabile del nostro gas verso l’Europa.”