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La rivoluzione dello Shale gas Usa è solo all’inizio

È quanto evidenzia un nuovo rapporto della IHS Markit, società attiva nel campo della business information, dal titolo “The Shale Gale Turns 10: A Powerful Wind at America’s Back”

A dieci anni dall’inizio della rivoluzione dello “shale gas” che ha sbloccato nuove forniture e ha portato a una “svolta” nella produzione di combustibile da parte degli Stati Uniti, la dimensione complessiva delle riserve di gas recuperabili continua ad aumentare e il ritmo di crescita della produzione sta accelerando. Sembra, insomma, che la rivoluzione dello “shale gas” a distanza di tutto questo tempo, non solo non si stia affievolendo ma sia appena cominciata. È quanto evidenzia un nuovo rapporto della IHS Markit, società attiva nel campo della business information, dal titolo “The Shale Gale Turns 10: A Powerful Wind at America’s Back”.

PRODUZIONE SHALE GAS IN AUMENTO DEL 60% NEI PROSSIMI 20 ANNI

usaIl rapporto della IHS Markit evidenzia non solo il notevole aumento di forniture di gas che si è verificato negli ultimi dieci anni ma prevede, addirittura, che la produzione di gas naturale aumenti di quasi 8 miliardi di piedi cubi al giorno (Bcf/d), ovvero di oltre il 10% nel solo 2018 e di un ulteriore 60% nei prossimi 20 anni.

YERGIN (IHS): RIVOLUZIONE SHALE HA CAMBIATO RADICALMENTE SIA I MERCATI CHE IL MODO DI PENSARE A LUNGO TERMINE DELL’ENERGIA

“Dire che la ‘shale gale’ (la ‘bufera dello shale’, ndr) sia stata tutt’altro che una vera rivoluzione sarebbe sottovalutare la questione – ha ammesso Daniel Yergin, vice presidente, IHS Markit e co-autore del rapporto -. Rappresenta un’inversione di tendenza drammatica e in gran parte imprevista che ha cambiato radicalmente sia i mercati che il modo di pensare a lungo termine dell’energia”, ha sottolineato.

CRESCONO LE STIME DELLE RISERVE. NEL 2023 EXPORT USA DI GNL A 10 MLD DI PIEDI CUBI

Lo shale gas, sottolinea il rapporto, ha modificato radicalmente il panorama energetico nazionale americano. Il nord-est ha sostituito la Costa del Golfo come la più grande regione di produzione di gas negli Stati Uniti. La Pennsylvania e New York, che tradizionalmente importavano la maggior parte dell’energia, stanno diventando esportatori. Il rapporto dell’IHS considera le implicazioni che l’attuale boom dello shale gas potrebbe avere per l’economia statunitense e per i mercati energetici globali. La produzione di gas naturale negli Stati Uniti è aumentata di oltre il 40% tra il 2007 e il 2017, facendo scendere i prezzi del gas di oltre due terzi nello stesso periodo. A dieci anni dall’inizio della rivoluzione, le riserve complessive di gas naturale recuperabili sembrano aumentare di anno in anno. Contrariamente a quanto ipotizzato dieci anni fa, quindi, osserva il rapporto, gli Stati Uniti sono sulla buona strada per diventare uno dei maggiori esportatori mondiali di Gnl. IHS Markit prevede che la capacità di esportazione di Gas liquefatto da parte degli Stati Uniti possa raddoppiare nei prossimi cinque anni e salire ad almeno 10 miliardi di piedi cubi al giorno entro il 2023. Attualmente inoltre, IHS Markit stima riserve di circa 1.250 trilioni di piedi cubi per il gas naturale negli Stati Uniti a un costo economico che si colloca al di sotto dei 4 dollari per MMBtu del prezzo odierno all’Henry Hub rispetto a una stima precedente di 900 trilioni di piedi cubi realizzata nel 2010.

CAMBIA ANCHE LO SCENARIO DI PRODUZIONE DELL’ENERGIA ELETTRICA

Lo shale gas ha portato a cambiamenti particolarmente importanti nel settore dell’energia elettrica negli Stati Uniti. L’economia del carbone e della produzione di energia nucleare è stata inferiore a quella del gas naturale, che ormai è abbondante ed economico ed è diventato la “spina dorsale della produzione elettrica” in competizione costante con il carbone per la maggior parte della produzione elettrica totale. Dalla metà degli anni ’90, la domanda di gas da parte dei produttori di energia elettrica è in aumento a causa soprattutto delle normative ambientali e dei prezzi elevati dell’elettricità hanno incoraggiato lo sviluppo di nuove capacità di produzione di energia elettrica alimentate a gas naturale. La quantità di gas utilizzata per generare elettricità è aumentata dell’82% tra il 1997 e il 2010, quando il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti hanno iniziato a tracciare questa statistica, ovvero un tasso di crescita annuo del 4,7%. Entro il 2040, IHS Markit prevede che il gas naturale passerà da quasi un terzo a quasi la metà di tutta l’elettricità prodotta negli Stati Uniti.

ANDRUS (IHS): LO ‘SHALE GALE’ HA MESSO UN NUOVO POTENTE VENTO ALLE SPALLE DELL’AMERICA

“I mercati energetici degli Stati Uniti e l’economia nel suo complesso sarebbero stati significativamente diversi se la rivoluzione dello shale non avesse avuto luogo – ha detto Sam Andrus, direttore esecutivo, IHS Markit e co-autore del rapporto -. Le nuove prospettive in materia di costi e disponibilità del gas naturale hanno creato nuove possibilità per progredire verso gli obiettivi nazionali di efficienza energetica, efficienza dei costi, protezione dell’ambiente e sicurezza energetica. In breve, lo ‘Shale Gale’ ha messo un nuovo potente vento alle spalle dell’America”.