Scenari

Ecco i numeri della trimestrale di Snam e i piani per il futuro

La domanda di gas, le forniture, i conti e le mosse dell’azienda guidata da Marco Alverà

Snam chiude il primo trimestre del 2018 con ricavi totali in crescita a 616 milioni di euro, in aumento di 15 milioni di euro (+2,5%) rispetto al primo trimestre 2017, grazie ai maggiori ricavi regolati (+23 milioni di euro; +4%) e grazie ai continui investimenti, in parte compensati dai minori ricavi non regolati (-8 milioni di euro; -33,3%) a seguito essenzialmente della conclusione, nel 2017, di alcuni contratti per servizi. L’utile operativo è di 355 milioni di euro (+0,6%) e l’utile netto è invariato a 254 mln. L’indebitamento finanziario netto scende a 11.440 milioni di euro dai 11.550 milioni di euro a fine 2017.

GLI HIGHLIGHT FINANZIARI E OPERATIVI: DOMANDA GAS SUPERA I 26 MLD DI MC

snamTra gli altri highlight finanziari, Snam evidenzia un ammontare per investimenti tecnici pari a 156 milioni di euro (erano 183 nel primo trimestre del 2017) essenzialmente riguardanti i settori trasporto (139 milioni di euro) e stoccaggio (14 milioni di euro) e un Free cash flow a 535 milioni di euro. Da un punto di vista operativo la domanda di gas naturale ha raggiunto i 26,05 miliardi di metri cubi (+1,3% rispetto al primo trimestre 2017, grazie anche alla continua ripresa della produzione industriale). Nel corso del primo trimestre 2018 presso il terminale Gnl di Panigaglia (SP) sono stati rigassificati 0,04 miliardi di metri cubi di Gnl ed è stata effettuata una discarica da nave metaniera (nessuna discarica nel primo trimestre 2017). Il gas immesso nella rete di trasporto è stato pari a 18,76 miliardi di metri cubi (-1,1% rispetto al primo trimestre 2017, a seguito delle maggiori erogazioni dagli stoccaggi) mentre la capacità disponibile di stoccaggio ha raggiunto i 12,2 miliardi di metri cubi (+0,2 miliardi di metri cubi rispetto al 31 marzo 2017), pressoché interamente conferita per l’anno termico 2017-2018 (99,9%).

ALVERÀ: RISULTATI POSITIVI IN LINEA CON PIANO

“I positivi risultati ottenuti nel primo trimestre sono in linea con gli obiettivi del piano e confermano il nostro impegno a garantire agli azionisti ritorni in crescita e sostenibili. L’incremento dei ricavi, in particolare, riflette l’aumento di valore delle nostre attività – ha sottolineato il Ceo di Snam Marco Alverà –. Particolarmente significativa è stata la generazione di cassa, che ci ha permesso di ridurre l’indebitamento finanziario netto di 110 milioni di euro nonostante il pagamento dell’acconto del dividendo e la continua attività di share buy back. Abbiamo proseguito la nostra attività di investimento in tutta Italia ed esteso la nostra presenza nelle aree strategiche per lo sviluppo dei flussi di gas naturale con l’aggiudicazione al nostro consorzio della gara per la privatizzazione dell’operatore greco delle infrastrutture gas DESFA. Il nostro obiettivo strategico è rafforzare la presenza di Snam in Europa e nel Mediterraneo e sostenere il ruolo centrale del gas naturale per la sicurezza e la competitività degli approvvigionamenti e la decarbonizzazione”.

L’EVOLUZIONE PREVEDIBILE DELLA GESTIONE: DOMANDA GAS ITALIANA IN CALO NEL 2018

Snam, sottolinea l’azienda “prosegue il proprio impegno per lo sviluppo delle infrastrutture del gas naturale in Italia, attraverso un programma di investimenti tecnici che per il 2018 ammonta a circa 0,9 miliardi di euro. Snam conferma anche per il 2018 la propria attenzione all’efficienza operativa e l’obiettivo di proseguire il percorso di ottimizzazione della struttura finanziaria di gruppo. Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, la domanda di gas naturale sul mercato italiano a fine 2018, in termini normalizzati per la temperatura, è prevista in riduzione rispetto ai livelli del 2017 (75,2 miliardi di metri cubi), in linea con lo scenario di progressivo miglioramento dell’efficienza energetica nel settore tracciato dal Piano d’Azione Nazionale per l’Efficienza Energetica, per il ritorno alla normalità idrica dopo la scarsità del 2017 e per la ripresa a pieno regime degli impianti nucleari francesi con il conseguente ritorno delle importazioni a livelli storici”.