Sostenibilità

Perché l’industria statunitense arranca sul solare

Solare

Lo scorso anno l’industria del solare americana ha perso 9.800 posti di lavoro. E in futuro potrebbe andare ancora peggio

 

Un 2017 davvero negativo per l’industria del solare americana, che nell’ultimo anno ha perso, come denuncia la National Solar Jobs della Solar Foundation, circa 10mila posti di lavoro. Si tratta del primo anno di calo dal 2010, anno in cui la Fondazione ha avviato i censimenti del comparto.

UN 2016 POSITIVO

Numeri e scenari che preoccupano e che soprattutto deludono: nel 2016, infatti, il settore sembrava essere in ottima salute. Gli occupati superavano quelli di gas e carbone e le nuove installazioni facevano tremare il mondo fossile.

UN CALO FISIOLOGICO…

Tutto, poi, sembra essere cambiato. E il settore è “crollato”, tanto da perdere ben 9.800 posti di lavoro. Un po’ c’era pure da aspettarselo: i mercati più maturi, infatti, hanno rallentato, dopo un 2016 davvero strepitoso. “Il 2016 è stato un anno davvero eccezionale per tutti i segmenti del solare, quindi oggi è più difficile mantenere quel ritmo”, ha spiegato Allison Mond, analista di GTM Research.

fotovoltaico…E NON SOLO

Ma c’è di più. A contribuire al crollo del settore anche le modifiche delle tariffe  da parte delle utility e, ovviamente, la politica di Trump, che tutti sappiamo essere propensa allo sviluppo delle fossili. “Gli Stati stanno ancora definendo i loro standard rinnovabili; li stanno aumentando o parlano di incrementarli”, spiega Ed Gilliland, senior director of programs di The Solar Foundation. “Probabilmente subiremo dei venti contrari nel prossimo anno o due, ma sicuramente gli Stati più forti andranno avanti”.

QUALI SCENARI?

La decisione della Casa Bianca di introdurre dei dazi sui pannelli fotovoltaici per proteggere l’industria casalinga avrà certamente delle ripercussioni, anche se non è possibile stabilire con certezza quali saranno. L’industria del solare rappresenta un business da 28 miliardi di dollari e importa dall’estero l’80% dei pannelli installati. “A rischio 23mila posti di lavoro”, ha denunciato la Solar Energy Industries Association. Con l’imposizione dei dazi, potrebbe nascere “una crisi in un settore dell’economia che è stato trainante”, ha continuato Solar Energy Industries Association.

Ad esser felici per l’imposizione delle tariffe, invece, sono Suniva e SolarWorld Usa, produttori di celle e moduli fotovoltaici andati in bancarotta. Convinti che la novità dovrebbe spingere la produzione locale e la creazione di 100.000 nuovi posti di lavoro.