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L’Iraq punta a espandere la flotta di superpetroliere

La Al-Iraqia dell’Irak’s Al-Iraqia Shipping Services & Oil Trading attualmente consegna circa 6 milioni di barili di greggio al mese ma punta a raggiungere i 20 milioni di barili nei prossimi anni

L’Iraq punta tutto sull’aumento delle esportazioni petrolifere. Anche la sua compagnia di trasporto greggio, la Al-Iraqia dell’Irak’s Al-Iraqia Shipping Services & Oil Trading (Aissot un joint venture tra la Iraqi Oil Tankers Company e la Arab Maritime Petroleum Transport Company), ha intenzione di espandere la flotta proprio in virtù delle aspettative legate a un aumento delle forniture globali.

OBIETTIVO CONSEGNARE 20 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO AL MESE

“L’Iraq è pronto ad aumentare le forniture di petrolio e Aissot è pronta a consegnare fino a 20 milioni di barili di greggio al mese ai clienti – ha detto il direttore Bunkering della compagnia Praveen Jaiswal -. Da quando l’azienda ha aperto i battenti ha già trasportato più di 26 milioni di barili di petrolio greggio da Basrah Oil Terminal all’Egitto, nel Golfo degli Stati Uniti e nell’Europa settentrionale e altri 6 milioni di barili dal Golfo degli Stati Uniti e dall’Europa settentrionale alla Cina e alla Corea del Sud”.

L’AZIENDA CONSEGNA ATTUALMENTE 6 MLN DI BARILI AL MESE E DISPONE DI SETTE SUPERPETROLIERE

L’azienda attualmente consegna circa 6 milioni di barili di petrolio greggio al mese. Aissot gestisce sette moderne VLCC (Very Large Crude Carrier, una superpetroliera la cui portata lorda è compresa tra le 150.000 e le 320.000 tonnellate) e due unità di stoccaggio galleggianti. Ha già formalizzato l’ordine per altre 20 nuove imbarcazioni entro il 2019 e altre 10 entro il 2020 e 2021 dai cantieri giapponesi e sudcoreani.

AISSOT PRONTA A RISPETTARE I LIMITI DI ZOLFO STABILITI DALL’OMI

Aissot sarà inoltre rispettosa dell’ambiente avendo pianificato di installare degli scrubbers, cioè delle apparecchiatura che consentono di abbattere la concentrazione di sostanze presenti in una corrente gassosa, solitamente polveri e microinquinanti acidi, sulle sue nuove unità per rispettare il limite globale di zolfo stabilito dall’Organizzazione Marittima Internazionale (Omi) e operativo a partire dal 2020. L’Omi ha infatti stabilito il limite dello 0,5% di zolfo nei combustibili usati dalle navi dal 1 gennaio 2020 rispetto al 3,5% attuale.