Territori

Total aspetta i cinesi sul South Pars

La compagnia francese è stata la prima azienda petrolifera occientale a firmare importanti accordi energetici con l’Iran. Teheran aveva concesso 60 giorni per ottenere una deroga delle sanzioni dagli Usa La compagnia francese Total aspetta notizie dalla cinese China National Petroleum Corp (CNPC) per conoscere il destino della sua partecipazione nello sviluppo del gigantesco giacimento iraniano di gas di South Pars. TOTAL È ANCORA TITOLARE DEL PROGETTO DI SOUTH PARS La potenziale uscita dal progetto da parte della società francese

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Iran e Russia cercano l’accordo per sfruttare le risorse del Caspio

Un accordo sullo sfruttamento delle risorse del Mar Caspio. L’hanno siglato nei giorni scorsi Russia, Iran, Azerbaijan, Kazakistan e Turkmenistan. I dettagli verranno definiti in un secondo momento, ma per il momento si registra un compattamento delle potenze dell’Asia centrale, che molti leggono come una risposta all’offensiva di Donald Trump contro l’Iran. L’accordo prevede per ora essenzialmente la suddivisione delle acque Caspio, una zona ricca di risorse naturali, soprattutto petrolio e gas naturale, e strategica dal punto di vista energetico. Da decenni

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Scenari

Se le sanzioni all’Iran salvano il Corridoio meridionale del gas

La deroga concessa da Trump è motivata da ragioni di sicurezza e indipendenza energetica dalla Russia di Turchia ed Europa

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Scenari

La Turchia pronta a snobbare Usa e a rifornirsi da Iran

La Turchia non intende recedere unilateralmente dal contratto per le forniture garantite dall’Iran fino al 2026

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Fact checking e fake news

Tornano le sanzioni all’Iran. Petrolio salvo fino a novembre

E’ partita la prima trance di sanzioni contro l’Iran, escluso fino a novembre il settore energetico

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Fact checking e fake news

Perchè Ue, Francia, Germania e Gran Bretagna criticano Trump su Iran

Cosa dicono Ue, Francia, Germania e Gran Bretagna su Trump e le sanzioni all’Iran

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Scenari

Dai Sauditi più petrolio (su richiesta di Trump). Ma era necessario?

Sotto la pressione del Presidente degli Stati Uniti l’Arabia Saudita si è affrettata ad aumentare la produzione di petrolio per scoprire poi che i mercati globali potrebbero non averne ancora bisogno La produzione di greggio proveniente dall’Arabia Saudita è aumentata lo scorso mese più che negli ultimi tre anni, a sostegno delle richieste del presidente Usa Donald Trump desideroso di raffreddare i prezzi della benzina e colmare il vuoto di approvvigionamento creato dalle sue sanzioni contro l’Iran. Eppure i sauditi

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