Scenari

Tanap sarà un nuovo ponte energetico tra Europa e Medio Oriente

Il 96% dei lavori per consentire il trasporto del gas azero in Turchia è stato realizzato. Per quanto riguarda il collegamento con l’Europa i lavori sono terminati per il 73%

 

Il 2018 sarà un anno decisivo per il Tanap, il Trans-Anatolian Natural Gas Pipeline che porterà il gas dell’Azerbaigian in Turchia e in Europa, il cui completamento realizzerà la creazione di un vero e proprio ponte energetico tra i due continenti. Si tratta senza dubbio di un’infrastruttura importante, perché consentirà anche di diversificare le forniture per i numerosi paesi che incontra lungo il suo cammino, legati a filo stretto con la Russia. Le risorse naturali, infatti, sono spesso causa di conflitti tra paesi o utilizzati come strumenti di pressione politica. L’Azerbaigian, invece, dopo aver conquistato l’indipendenza, grazie a una politica estera e a una strategia energetica lungimirante, si è trasformato in uno degli Stati più dinamici del Caucaso meridionale non incontrando particolari ostacoli alla realizzazione dei progetti nel settore dell’energia.

L’Azerbaigian si candida a trasformarsi in un polo energetico regionale

Grazie al Tanap l’Azerbaigian si candida a trasformarsi in un vero e proprio polo energetico regionale. Il gasdotto si estende, infatti, attraverso tutta la Turchia e in paesi come l’Iran e l’Iraq: e nel caso in cui questi due Stati volessero esportare gas naturale in Europa dovrebbero passare proprio per il Tanap. Non solo. Per capire l’importanza del progetto basti pensare che la realizzazione dell’infrastruttura ha anche contribuito allo sviluppo delle province della Turchia, attraverso il cui territorio passa questo gasdotto. Come è noto, la costruzione della sezione offshore del Tanap è già stata completata nella provincia turca di Canakkale e, come ha detto il ministro turco dell’Energia e delle Risorse Naturali Berat Albayrak, il progetto sarà pronto nella prima metà del 2018. I primi test del Tanap sul confine tra Turchia e Georgia inizieranno a gennaio 2018. Insomma, il progetto procede a una velocità elevata a testimonianza dell’importanza che l’infrastruttura ha per la Turchia che non solo contribuirà a ridurre la dipendenza energetica da Russia, Iran, Algeria e Nigeria da cui i turchi dipende massicciamente per circa il 90% delle forniture. Ma anche per le comunicazioni visto che parallelamente alla posa del gasdotto sono stati collocati anche i cavi in fibra ottica da parte di Socar Fiber nell’ambito del programma governativo “Hedef 2023” che intende cablare tutto il paese.

 Il 96% di Tanap in Turchia è stato realizzato

Il fatto che i lavori procedano spediti è stato confermato anche dal direttore generale di Tanap Saltuk Düzyol, in un’intervista con Azertac, una delle maggiori agenzie di stampa azere: “Il 96% dei lavori per consentire il trasporto del gas azero in Turchia attraverso il Tanap è stato realizzato”. Questo significa che la data di completamento del collegamento con Ankara entro la metà dell’anno dovrebbe essere rispettata. Per quanto riguarda il collegamento con l’Europa i lavori sono terminati per il 73% sul territorio turco e le previsioni sono per il completamento entro la fine del 2019. Düzyol ha anche sottolineato come al momento siano impiegate 9.200 persone nel progetto tra team di gestione e appaltatori e che il costo complessivo è stimato in 7,99 miliardi di dollari, ben 3,8 miliardi di dollari in meno di quanto originariamente previsto (11,7 miliardi). Con una lunghezza totale di 1.810 km (di cui 19 km sotto il Mar di Marmara), Tanap collegherà la città di Posof nella provincia turca di Ardahan al confine con la Georgia, alla città di Ipsala nella provincia di Edirne al confine con la Grecia, passando per 21 province. Il gasdotto, che trasporterà il gas dal giacimento di Shah Deniz-2 in Europa, dovrebbe fornire 10 miliardi di metri cubi di gas azero in Europa e 6 miliardi di metri cubi in Turchia. Gli azionisti del progetto TANAP sono SAF Corridor gazier Sud (58%), BOTAS (30%) e Bp (12%).gas

Accordo tra Azerbaigian e Banca asiatica di sviluppo per sostenere progetto Tanap e sviluppo Shah Deniz

Nel frattempo, il governo dell’Azerbaigian e la Banca asiatica di sviluppo (Adb) hanno siglato un accordo di prestito e fornito le garanzie necessarie per erogare 524,5 milioni di dollari alla società di gestione del Corridoio meridionale del gas (Cjsc) e per sostenere la seconda fase di sviluppo del giacimento di gas di Shah Deniz. Le garanzie sono state siglate dal ministro delle Finanze, Samir Sharifov, mentre l’accordo sul prestito è stato firmato dal direttore generale di Cjsc, Afgan Isayev. Quest’ultimo ha sottolineato che altre istituzioni finanziarie internazionali sono interessate a investire nell’opera.

Un futuro “a tutto gas” per l’Azerbaigian

L’Azerbaigian vedrà un tasso di crescita annuale delle esportazioni di gas del 9,1%, aumentando i suoi volumi annuali di esportazione di 48 miliardi di metri cubi entro il 2040, secondo le previsioni contenute nel Global gas Outlook realizzato dal Gas Exporting Countries Forum (GECF). Secondo il rapporto i paesi del Csi saranno i maggiori esportatori di gas nel 2040 con Russia, Turkmenistan, Azerbaigian e Uzbekistan in prima fila nel dare il contributo maggiore a questa espansione. I gasdotti, inoltre, rimarranno il principale veicolo per gli scambi di gas naturale nel periodo di previsione. “Attualmente, la quota detenuta dal Cis sul totale delle esportazioni di gasdotti è pari al 50%. In altre parole, la metà del gas ricevuto attraverso gasdotti e consumato in un paese diverso da quello in cui è stato prodotto proviene dalla Csi. Questa quota salirà al 69% entro il 2040. “Lo sviluppo dell’infrastruttura dei gasdotti dalla Csi verso due importanti nodi di domanda (Europa e Cina/India) è la ragione principale di questo aumento”, si legge nel rapporto. Gli analisti del Gecf hanno osservato inoltre che, per quanto riguarda il medio termine, tra circa quattro anni saranno operativi alcuni importanti gasdotti: il Corridoio meridionale del gas (SCPX, TANAP e TAP), il Nord Stream 2, la quarta linea del gasdotto Asia-Cina D, il Turkish Stream e Power of Siberia. Secondo la relazione, la riduzione dei costi di produzione e l’aumento della domanda proveniente da queste regioni determineranno a lungo termine l’espansione degli scambi commerciali proprio attraverso gasdotti.

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