Energie del futuro

Il cantiere Tap visto dal resto del mondo

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Solo qualche giorno fa, il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan, ha inaugurato a Eskisehir il gasdotto Trans-Anatolico (Tanap), la parte turca di Tap. La parte greco-albanese è completata al 95%, ma in Italia il cantiere è ancora blindato 

“Il Tanap è il gasdotto più lungo della Turchia, del Medio Oriente e d’Europa. Stiamo inaugurando un progetto che rappresenta la ‘Via della Seta’ dell’energia. Ora il nostro Paese è un passo più vicino al suo obiettivo di diventare un hub energetico regionale. La sua capacità iniziale è di 16 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno, 6 miliardi dei quali per la Turchia e 10 miliardi per l’Europa”. Con queste parole, solo qualche giorno fa, il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan, ha inaugurato a Eskisehir il gasdotto Trans-Anatolico (Tanap), la parte turca di Tap, che porterà il metano dell’Azerbaigian passando per la Georgia. Alla cerimonia, hanno partecipato anche i capi di stato di Ucraina e Serbia, Pedro Poroshenko e Aleksandar Vucic e l’azero Ilham Aliyev.

IL TANAP

TANAP, la parte turco-azera del Corridoio meridionale del gas che trasporterà il gas dal Caspio all’Europa meridionale, e quindi dall’Azerbaigian in Grecia e da lì in Italia, è costato circa 8 miliardi di dollari ed è il prosieguo naturale del tracciato Transcaucasico che, partendo dal campo di estrazione Shah Deniz II sul Mar Caspio, attraversa Azerbaigian e Georgia.

La capacità di TANAP ad oggi è di 16 miliardi di metri cubi annuali, di cui sei riservati alla Turchia, gli altri dieci a disposizione dei paesi Ue. “Abbiamo intenzione di portare la capacità di TANAP a 22 miliardi di metri cubi di gas ma, se ci sarà domanda, coi giusti investimenti arriveremo a 31 miliardi”, ha annunciato Erdogan.

I VANTAGGI DEL TANAP

TANAP, il cui maggiore azionista è la compagnia petrolifera statale azera SOCAR, non reca vantaggi solo ad Ankara e ai governi europei, ma anche a Baku, e infatti anche Tahir Rzayev, parlamentare azero, ha commentato positivamente il completamento del tracciato turco: “Il progetto indurrà l’Azerbaigian a rafforzare la propria economia e il nostro prestigio internazionale sarà maggiore. Senza dubbi, questo progetto migliorerà la sicurezza energetica europea e attrarrà grandi investimenti anche nel nostro paese».
Anche visto dall’Albania, Il gasdotto Tap è una manna dal cielo. Repubblica qualche giorno fa riportava le parole di Rezarta Alibebehaj, la direttrice della scuola “Ikonomi” a Grecalli, cui Tap ha donato la ristrutturazione dell’edificio scolastico insieme a quattro enormi serbatoi di acqua collegati a un’autoclave e un contributo di 324mila euro sul totale dei 40 milioni previsto come investimento sociale: «Quest’anno per la prima volta abbiamo avuto l’acqua 24 ore al giorno”.

Per la parte albanese il gasdotto attraverserà 215 chilometri. Il cantiere, che sarà concluso entro il 2019, si trova nella piana di Myzere. Il mare è distante non più di 4 km. Tre giorni fa vi è stata la posa dei primi due compressori nella stazione di Fier: alla cerimonia erano presenti il premier Edi Rama e il suo ministro delle Infrastrutture Damian Gjiknuri con i vertici di Tap, tra cui l’ad Luca Schieppati, e il country manager per l’Italia e ad interim per l’Albania, Michele Elia. Tap in Albania investe 1,5 dei 4,5 miliardi di euro dell’intero progetto. Rama ha detto: “Tap è un’opera prestigiosa che permetterà all’Albania di diventare un punto focale per l’approvvigionamento energetico dell’area balcanica. Il consenso albanese non è dettato dal suo favorire le condizioni per entrare nell’Unione europea, semmai è un progetto che aiuta l’Albania ad avvicinarsi agli standard dell’Ue. Ed è importante avere un corridoio di approvvigionamento energetico alternativo alla Russia”.

TAP, LA PARTE ALBANESE

I lavori per l’attraversamento in Albania, sia per lunghezza che per tortuosità e indice di fabbricazione delle terre attraversate, sono molto più invasivi che in Puglia, eppure nessun comitato locale vi si frappone.
Il tragitto dove sono già stati interrati 175 chilometri è visibile: una fascia di 20 metri attraverso le montagne. Poi con altri 105 chilometri attraverserà il mare, e a quel punto rimarranno solo i famosi 8 chilometri salentini.

“Io vivo in Puglia e ogni mattina quando mi sveglio il mio sguardo è verso l’Albania per vedere che il gasdotto sta spuntando”, racconta Michele Elia al premier Rama.

TAP: PRONTA COLLABORAZIONE CON NUOVO GOVERNO

Dall’Albania parla a Repubblica anche l’ad. Schieppati: “Tap continuerà a lavorare con il nuovo governo, fra qualche giorno chiederemo i primi appuntamenti. L’avanzamento del progetto è elevato: complessivamente, compresa la parte relativa all’Italia, siamo al 74 per cento. In Grecia e Albania praticamente l’apertura della pista è al 95 per cento, abbiamo una percentuale elevatissima di tubo già installato e stiamo progredendo con la centrale di compressione. In Italia abbiamo realizzato il pozzo di spinta e siamo pronti alla trivellazione. Si tratta di un’opera che, portando più gas, favorirà la competizione e alla fine andrà a ridurre la bolletta degli italiani. Noi in Italia paghiamo l’energia il 10 per cento in più rispetto al costo in Germania. È importante per le nostre industrie, per i nostri cittadini favorire questo tipo di soluzione. La Puglia è una regione importante: ha il record sulla parte delle rinnovabili, ma ha purtroppo anche un record negativo sull’emissione di co2. L’utilizzo del gas porterà benefici con riferimento all’autotrasporto rispetto al classico combustibile diesel, perché non c’è il particolato e questo aiuta le nostre città. Ricordo quando siamo passati, per il riscaldamento, dal gasolio al gas e il clima è completamente cambiato. Questo non vale solo per le automobili, ma anche per i trasporti marittimi, quando coi vincoli nel Mediterraneo, ci sarà la trasformazione dei motori a gas. E ancora, oltre alle grandi infrastrutture, si può pensare all’utilizzo del gas nel mondo del turismo, nelle masserie, negli alberghi, nelle strutture ricettive, di cui la Puglia è piena. Tap è un progetto che ha già venduto i suoi 10 miliardi di metri cubi (Tra i cinque contratti già sottoscritti da Tap ci sono quelli con le italiane Hera, Edison, Enel ) e ci sono i primi contratti di trasporto. Il primo gas, quindi, è già indirizzato. Dopodiché Tap può avere espansione fino a 20 miliardi di metri cubi. Per questo, però, dovremmo lavorare per la piena espansione su due centrali di compressione. Io ho grande fiducia nel fatto che Tap dia l’opportunità di garantire più gas non solo alla parte italiana, ma anche in Albania e in Grecia. In Albania rappresentiamo l’elemento chiave per la metanizzazione del Paese. In questo modo si porterà anche qui una fonte di energia pulita, affidabile, flessibile e a basso costo”.

E’ cosi, in 20 anni la Tap porterà all’Albania un miliardo di euro come investimento diretto, a cui si aggiungeranno 160 milioni di euro all’anno come indotto per il mercato interno, oltre che favorire finalmente la costruzione dell’impianto per far arrivare il metano nelle case. Il piano tra governo e società prevede la realizzazione di 58 chilometri di strade, il rinnovamento di altri 44, e la costruzione di 15 ponti.

C’è da arrivare in Italia dove il cantiere è blindato e gli agenti di polizia sono in assetto antisommossa: a Fier, durante la cerimonia, le uniche forze dell’ordine, erano quelle della scorta di Rama.