Territori

Tap: l’Europa dei sì, l’Italia de no

Salvini_Di-maio tap

Divisa anche l’Italia: la Lega è favorevole all’opera, ma il M5S ostenta per il no

“Conto che la costruzione del Tap, una sezione europea del Corridoio Sud per il gas, continuerà a fare progressi” in modo che “il metano del Caspio possa raggiungere l’Ue entro il 2020” come previsto”. Dice il vicepresidente della Commissione Europea, Maros Sefcovic, alla cerimonia di inaugurazione della sezione più lunga del progetto, il Tanap. “E’ un’opera inutile”, ha detto qualche giorno fa il neo ministro dell’ambiente italiano, Sergio Costa. A cui ha fatto eco il ministro per il Sud, Barbara Lezzi: “Noi lo vogliamo chiudere, anche rapidamente. Stanno rovinando un territorio bellissimo”.

Sul Tap va in scena uno dei primi scontri ai tempi del governo Lega – 5 Stelle, con i salviniani orientati al sì ed i grillini ostentatamente per il no.

Contro l’Europa dei sì, forti e argomentati, vediamo contrapporsi ed emergere un’Italia dei no, pregiudiziali ed ermetici. Che, dettaglio non trascurabile, ha oggi potenzialmente la maggioranza in consiglio dei ministri.

A chi giova bloccare la realizzazione di un’opera che aumenta l’approvvigionamento delle forniture e rende strategico il Sud Europa (in particolare Italia-Grecia-Albania) per l’autonomia energetica dell’Ue?

A chi giova bloccare investimenti che portano nuovi posti di lavoro, basso impatto ambientale e prezzi più concorrenziali in bolletta?

La verità è che non giova a nessuno, se non alla politica miope che si basa sull’infondere paure ingiustificate nelle popolazioni.

Il nostro Paese ha già conosciuto la stagione dei no. E, soprattutto al Sud, ne stiamo ancora pagando le conseguenze in termini di gap infrastrutturale e logistico.

Incoraggiare di nuovo queste posizioni, con l’avallo dei ministeri competenti, o di ministri legati ai territori interessati, segnerebbe un ulteriore passo indietro.

Che non ci possiamo permettere.