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Tap, perchè Cataldo Motta bacchetta sindaco di Melendugno

Tap

Per Motta, le proteste del sindaco di Melendugno contro Tap sono poco rispettose della legge

 

In una lettera inviata alla stampa, l’ex procuratore Capo di Lecce Cataldo Motta bacchetta il sindaco di Melendugno, Marco Potì (che aveva precedentemente inviato una lettera al Prefetto di Lecce sul diritto a manifestare). Motta non proferisce considerazioni sull’opera del gasdotto, ma ricorda a Potì che l’infrattruttura che approderà in Italia ha già ricevuto le autorizzazioni necessarie e dunque, la sue manifestazioni d’opposizione sarebbero poco rispettose della legge.

“Innanzi tutto quello che a indicato come <<il diritto di cittadine e cittadini a manifestare il proprio dissenso rispetto a quest’opera non condivisa>> (in breve, l’attraversamento del Salento tour gasdotto net territorio di Melendugno), per un verso, trova una oggettiva limitazione nell’esito dei rimedi e dei sistemi di controllo previsti dalla normativa vigente (opposizioni, ricorsi, reclami, impugnazioni), tutti esperiti dall’Amministrazione comunale interessata nelle competenti sedi – penale, civile, amministrativa – e tutti respinti. Per altro verso, tale diritto non sembra possa essere riconosciuto al capo dell’Amministrazione comunale, chiamato a rispettare provvedimenti dei quali sia stata confermata la legittimità in modo giuridicamente definitivo e a non frapporre ostacoli alla loro esecuzione”, spiega Cataldo Motta nella sua lettera.

Non solo. L’ex Procuratore Capo di Lecce accusa Marco Potì del ricorso a sistemi ostruzionistici per impedire la realizzazione di Tap, opera deliberata con atti legittimi. “Da qui il secondo profilo di perplessità della lettera al Prefetto, rappresentato dall’avere il Sindaco censurato i comportamenti del Questore di Lecce, sollecitandone il trasferimento, <<per aver espresso opinioni censurabili sulla libertà di azione e di opinione di politici e rappresentanti istituzionali democraticamente eletti, per avere ordinato azioni di protezione dei lavori di TAP>> in forma dal Sindaco ritenuta eccessiva (e in merito alle quali lo stesso Sindaco prospetta genericamente un immotivato dubbio di illegittimità), <<per aver fatto notificare centinaia di sanzioni a cittadine e cittadini che manifestavano quelle sere il proprio dissenso rispetto all’opera in questione, non condivisa>>. In estrema sintesi per avere fatto il proprio dovere di Questore, tenuto a far rispettare la legge nonché sentenze e provvedimenti amministrativi che abbiano superato il vaglio dei relativi controlli. Dovere che accomuna tutti i rappresentati delle Istituzioni, da esigere nei comportamenti concreti e non solo nelle ricorrenti espressioni di condivisione del principio di legalità”.