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Il nuovo Governo non tocchi Tap e Tav. La relazione di Boccia di Confinustria

italia tap

Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, in un lungo report spiega perché il nuovo Governo non deve fermare la costruzione di Tap e Tav

“Bisogna avere senso di comunità e consapevolezza del momento delicato della vita del Paese. Inquadrare nella cornice giusta e non avere una visione limitata di quanto sta accadendo, sapendo ben distinguere la questione italiana, ciò che dipende da noi, dalla questione europea, senza usare quest’ultima quale alibi per non affrontare la prima. Il contesto che viviamo inizia a preoccuparci. E ci chiede d’intervenire con saggezza, buon senso e consapevolezza delle nostre responsabilità. Del senso del limite”, così il presidente Vincenzo Boccia nella sua relazione all’assemblea annuale di Confindustria, si rivolge a chi dovrà guidare l’Italia.

Boccia, nel suo report, fa esplicito riferimento anche alle infrastrutture, chiedendo al Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio e alla Lega di Matteo Salvini, impegnati nella formazione del nuovo governo, si non toccare Tap, Tav ed Ilva.

LE GRANDI INFRASTRUTTURE VALORIZZANO RUOLO ITALIA

“Un’adeguata dotazione d’infrastrutture, materiali e immateriali, può dare significato alla collocazione geo-politica dell’Italia, trasformando l’apparente posizione defilata in una favorevole centralità tra Europa e Mediterraneo, aperta ad est e ovest”, spiega Vincenzo Boccia nel suo report.

Se l’Italia fermasse Tap e Tav, dunque, rischierebbe di perdere la sua centralità. “Una centralità che però rischiamo di perdere irrimediabilmente rimettendo in discussione scelte strategiche per il nostro futuro. A partire dal Terzo Valico, dalla Tav e dal Tap, spiega Boccia. “Condannando così il nostro Paese, i suoi cittadini e le sue imprese, a una posizione di marginalità e di isolamento. ”

NON CHIUDETE L’ILVA DI TARANTO

“In America il declino della manifattura ha creato grandi squilibri sociali e ha lasciato molti territori indietro. Ma oggi si lavora per riportare le fabbriche nel Paese, creare posti di lavoro tagliando le tasse alle imprese, attrarre investimenti esteri, mettere dazi a chi importa e incentivare chi produce all’interno dei confini nazionali. Si parla di produrre più acciaio, mentre da noi si vuole chiudere l’Ilva, la più grande acciaieria d’Europa”, ha affermato Boccia nel report annuale.

“Possiamo non condividere il loro protezionismo, e non lo condividiamo, ma l’obiettivo è chiaro: costruire un’economia forte per una politica forte, anche attraverso un riequilibrio della bilancia commerciale”.