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Tap/3. Con il nuovo anno cresce l’interesse delle frange anarchiche

no tap

A febbraio annunciata una vera e propria “chiamata alle armi” che ha indotto Snam e TAP a disporre specifiche misure di protezione. L’amaro sfogo del Questore di Lecce dopo gli ennesimi scontri: Agli agenti si dimentica spesso di dire grazie

Non solo proteste contro il progetto Tap che porterà gas azero fino in Puglia. Accanto agli episodi di dissenso messi in atto dai Comitati, negli ultimi mesi si è registrata anche una crescita costante di interesse delle frange anarchiche nei confronti dell’opposizione ai progetti di TAP e Snam. E con essa il livello dello scontro con le forze dell’ordine che alla fine ha portato anche allo sfogo da parte di chi costantemente opera sul territorio per salvaguardare la sicurezza del cantiere Tap. È il questore di Lecce, Leopoldo Laricchia a parlare dalle pagine dei giornali il 12 aprile, dopo gli ultimi scontri verificatisi con i No Tap e le critiche mosse dai manifestanti all’operato degli agenti: “Uomini spesso fatti oggetto di insulti, bersaglio di lanci di cose di ogni tipo, vittime di aggressioni fisiche e verbali. Uomini, padri di famiglia, a cui è richiesto di mantenere comunque in ogni circostanza i nervi saldi, dai quali si pretende la capacità di saper usare la forza solo in casi estremi e con la misura richiesta al farmacista. Uomini ai quali spesso ci si dimentica di dire grazie”.

LA CHIAMATA ALLE ARMI DEGLI ANARCHICI

Tra gli episodi maggiormente significativi, il contenuto del link apparso sul sito web di matrice anarchica finimondo.org, attraverso il quale è stata annunciata una campagna d’attacco contro “tutte le sedi, tutti gli uffici, tutti i domicili, tutti i cantieri, tutti i depositi, tutte le strutture, tutte le ramificazioni di tutti coloro che partecipano al progetto TAP”. Una vera e propria “chiamata alle armi” che ha indotto Snam e TAP a disporre specifiche misure di protezione per il proprio management e per le sedi principali delle società. Tanto che il Dipartimento di Pubblica Sicurezza ha allertato Prefetti e Questori di tutta Italia.

OPUSCOLO ANARCHICO INNEGGIA ALLA LOTTA CONTRO TAP E AZIENDE COINVOLTE

Il 2 febbraio è stato condiviso un opuscolo riguardante “TAP – Le aziende coinvolte. Appalti, azionisti e altre complicità” attraverso un sito anarchico. L’elenco delle aziende, completo di incarichi svolti all’interno del progetto e degli indirizzi fisici delle varie sedi, non è nuovo nell’ambito della contro-informazione anarchica, ma presenta un nuovo incipit introduttivo sulle finalità della lotta: “Opporsi al Tap non è solo difendere un pezzo di territorio dall’aggressione di un’opera che serve unicamente a chi la progetta e realizza, ma può diventare l’opposizione al sistema globale dello sfruttamento, per metterne in dubbio la pretesa di imporre dall’alto i propri progetti mortali considerati indiscutibili, contrastare le sue guerre di conquista, nonché la devastazione e il saccheggio dell’intero pianeta. Un’opposizione da portare avanti senza compromessi e mediazioni, senza deleghe, autonomamente da istituzioni e partiti politici, autorganizzando la propria lotta”.

APRE A FEBBRAIO NUOVO SPAZIO INFORMATIVO E DI LOTTA CONTRO IL TAP

Il 5 febbraio è stato pubblicato su alcuni siti anarchici l’annuncio dell’apertura di un nuovo spazio informativo e di lotta contro il TAP a Lecce, TILT, che riprende l’iniziativa avviata quest’estate presso lo Spazio Occupato La Caura. Tilt sarà uno spazio per “riprendere l’opposizione a Tap senza mediazioni né compromessi”, uno spazio in cui discutere ed incontrarsi, un foglio per iniziare a criticare, ed entrambi finalizzati a “far detonare la protesta. Perché per bloccare TAP occorrono azioni dirette, non ricorsi al Tar o petizioni”. Si aggiunge che sono invitati tutti i nemici di Tap e che invece tra queste mura non troveranno ospitalità né partiti né sindacati né comitati (grandi, medi o piccoli che siano), né sindaci, né giornalisti. Il fine ultimo è mandare in TILT, “un irreversibile tilt istituzionale”.

A GENNAIO PROTESTE PER BLOCCARE I LAVORI DEL CANTIERE

L’anno era cominciato, invece, con i consueti tentativi di bloccare i lavori del cantiere. Il 4 gennaio, circa 100-120 attivisti No Tap hanno interrotto per diverse ore 2 betoniere cariche sulla SP145 nei pressi di Melendugno, impedendone l’arrivo al cantiere. Immediato l’intervento delle forze dell’ordine. Il 13 gennaio, circa 30 attivisti No Tap hanno raggiunto il cantiere per cercare di interrompere i lavori in corso. Alcuni di loro hanno iniziato ad insultare il personale di Almaroma e a scuotere con forza i cancelli 4 e 5, provocando la caduta di una barra di metallo a terra e la rottura del basamento di cemento del chiavistello. In seguito sono stati presi a calci i cancelli e lanciate alcune pietre. Durante la notte, 2 attivisti incappucciati hanno spento una torre faro con un bastone dalla recinzione. Il 18 gennaio, le operazioni sono state interrotte per diverse ore a causa dei blocchi davanti ai cancelli messi in atto da parte degli attivisti. Inizialmente in 40-50 circa, poi diventati più di 80, i No Tap hanno insultato il personale al cantiere e lanciato oltre le recinzioni molte pietre e petardi. Alcuni dei mezzi parcheggiati dentro l’area sono stati colpiti e danneggiati dalla sassaiola. Nessuno è rimasto ferito. E Tap ha presentato denuncia. Il 24 gennaio circa 15-20 attivisti hanno cercato di fermare i sondaggi geofisici sulla spiaggia svolti da Tap e in seguito hanno manifestato di fronte alla sede di Almaroma, con striscioni contro chi lavora per l’azienda. Il 25 gennaio circa 30 attivisti hanno organizzato un pranzo di condivisione al Presidio No Tap e nel pomeriggio, diventati circa 70-80 persone, hanno cercato di interrompere le operazioni al cantiere lanciando pietre all’interno delle recinzioni. All’interno del gruppo erano presenti, secondo le ricostruzioni, anche molti anarchici non della zona. Nella notte tra il 29 ed il 30 gennaio gli attivisti hanno insultato il personale all’interno del cantiere e lanciato sporadiche pietre, cercando di disturbare le attività in corso.

FEBBRAIO ALL’INSEGNA DELLE PROTESTE CONTRO L’OK AL FINANZIAMENTO DELLA BEI

Febbraio si è aperto all’insegna dell’approvazione del finanziamento dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI), contro cui gli attivisti No Tap si sono ritrovati al Presidio ed hanno bloccato uomini e mezzi, utilizzando chiodi e sassi lungo la strada che porta al cantiere e imponendo, indirettamente, il blocco dei lavori. Portando TAP a presentare una denuncia per danneggiamento e interruzione dei lavori.  Il 16 febbraio, l’ingresso della sede di Confindustria Lecce è stato imbrattato con scritte No Tap. Nei mesi precedenti, a seguito di alcuni attacchi ai danni della multinazionale, il presidente di Confindustria Lecce aveva rivendicato il diritto alla libera impresa e al lavoro, esprimendo la propria solidarietà ai lavoratori del gasdotto.

SCOPPI DI ORDIGNI E FUMOGENI, ESCALATION DI TENSIONE A MARZO

A marzo escalation di tensione: la notte del 15, l’esplosione di un ordigno artigianale ha danneggiato l’ingresso della filiale Adecco di Lecce. Sul muro dell’agenzia interinale è comparsa anche la scritta No Tap. Secondo gli investigatori, Adecco potrebbe essere stata colpita per il suo rapporto di collaborazione con Tap nella fornitura di manodopera nel cantiere. Il 16 marzo, invece, durante la manifestazione No Tap organizzata a Lecce, alcuni attivisti hanno lanciato bombe carta contro le forze dell’ordine e hanno imbrattato diversi palazzi e monumenti della città, tra cui il teatro Apollo, restaurato nel 2017.  Il 20 marzo, ignoti hanno danneggiato con chiodi e silicone tre parcometri in una delle arterie principali di Lecce. Sulle colonnine sono apparse scritte No Tap, tra cui “Contro Tap, blocchiamo tutto”.  La notte tra il 29 e il 30 marzo, un gruppo di circa 40 attivisti No Tap (tra cui alcuni anarchici) ha interrotto le operazioni nell’area del cantiere lanciando pietre e fumogeni contro le forze dell’ordine. Nessuno è stato ferito.

tapDUE AGRONOMI DI TAP AGGREDITI NELLE CAMPAGNE DI MELENDUGNO AD APRILE

Il 4 aprile, due agronomi di TAP sono stati aggrediti nelle campagne di Melendugno mentre erano impegnati in una ricognizione degli ulivi lungo il tracciato del gasdotto. Bloccata con una pietra l’auto a bordo della quale erano i due tecnici, i malintenzionati hanno danneggiato carrozzeria e pneumatici. All’arrivo delle forze dell’ordine il gruppetto si è dileguato. Sull’accaduto i due lavoratori hanno provveduto a sporgere denuncia presso gli uffici della Questura di Lecce. TAP ha espresso preoccupazione per quest’aggressione e ha manifestano vicinanza e solidarietà ai due tecnici. La notte del 9 aprile, un gruppo di attivisti No Tap ha ostruito la strada di accesso al cantiere distruggendo i muretti a secco e disseminando chiodi a quattro punte per impedire alle maestranze di raggiungere il luogo di lavoro. Alle prime luci dell’alba, gli attivisti hanno provato a rallentare i lavori bloccando la provinciale Melendugno-San Foca.  Come dichiarato dalla Questura, la reiterata resistenza dei dimostranti ha determinato un’azione di contenimento da parte delle forze dell’ordine per permettere il transito dei veicoli, che hanno potuto finalmente accedere al cantiere. Feriti due manifestanti e un brigadiere dei carabinieri. Le varie fasi sono state integralmente riprese da personale della polizia scientifica. L’11 aprile, due agenti della polizia sono rimasti lievemente feriti nel corso dell’ennesimo tentativo di blocco messo in atto dagli attivisti No Tap sulla strada provinciale 145 che collega Lecce a Melendugno, la via che i mezzi Tap percorrono per arrivare al cantiere del gasdotto. Un gruppo di circa una ventina di attivisti ha tentato prima di fermare il transito dei camion erigendo un muretto sulla strada con dei blocchi di tufo, poi bruciando un cassonetto dell’immondizia. Subito dopo c’è stata una sassaiola contro agenti dei reparti mobili intervenuti per far sfollare i manifestanti.  Uno dei manifestanti presenti, colto in flagranza mentre incendiava un cassonetto, è stato arrestato dagli agenti di polizia. La strada è stata sgomberata e i camion sono tutti passati per scaricare il materiale trasportato al cantiere di San Basilio.