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Tempa Rossa continua a far discutere. La partita nelle mani del governo

tempa rossa

Il trasporto del greggio di Tempa Rossa continua ad essere al centro delle polemiche. Scontri ed incendi in Basilicata

 

Tempa Rossa è un giacimento petrolifero situato nell’alta valle del Sauro, nel cuore della regione Basilicata.  Il progetto per lo sfruttamento delll’oro nero si estende principalmente sul territorio del Comune di Corleto Perticara, in provincia di Potenza, a 4 km dal quale verrà costruito il futuro centro di trattamento.

Sono in tutto 8 i pozzi previsti dal progetto:  5 pozzi si trovano sul territorio del Comune di Corleto Perticara, il sesto pozzo si trova nel Comune di Gorgoglione  e altri due pozzi saranno perforati una volta ottenute le autorizzazioni. L’area dove verrà realizzato il centro di stoccaggio GPL si trova invece nel Comune di Guardia Perticara.

A regime l’impianto – tra i più evoluti nel settore petrolifero – avrà una capacità produttiva giornaliera di circa 50.000 barili di petrolio, 230.000 m³ di gas naturale, 240 tonnellate di GPL e 80 tonnellate di zolfo. Petrolio che dovrà arrivare a Roma e Falconara Marittima.

Come? Total E&P Italia (in joint venture con Shell e Mitsui), ha pensato all’utilizzo di autobotti per il trasporto del greggio dalla Basilicata alla volta dell’ex-Raffineria di Roma e della Raffineria di Falconara Marittima, ad Ancona. Il progetto, però, non convince tutti.

Ieri la zona del cantiere ha subito il secondo raid incendiario nel giro di due settimane. L’ultima parola spetta al governo, a cui il governatore Emiliano, da sempre contrario al progetto, porterà tutte le questioni che interessano la sua Regione (dalla Tap, alla raffineria di Taranto, all’Ilva).

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