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Turchia: Aziende (anche energetiche) in fuga. Ecco perché

Turchia

Il fornitore di gas naturale tedesco Ewe è l’ultimo in ordine di tempo a decidere di ritirarsi.

Si allunga l’elenco delle aziende straniere che hanno deciso di chiudere le loro attività in Turchia. L’ultima in ordine di tempo è il fornitore di gas naturale tedesco Ewe AG una delle maggiori aziende teutoniche del settore che ha annunciato la vendita delle azioni di Bursagaz e Kayserigaz attive nel settore energetico locale. L’azienda ha raggiunto un accordo con la Barclay’s per fungere da consulente nell’incontro con i potenziali investitori, secondo quanto ha riferito Bloomberg, rilevando che l’impresa tedesca ha avviato una serie di riunioni all’inizio di marzo e finora ha incontrato Aygaz Inc., Kolin Group e Aksa Doğazgaz Inc.

LA EWE HA L’80% DELLE QUOTE DI BURSAGAZ E KAYSERIGAZ

EWE AG, detiene una quota dell’80% delle azioni dei due distributori di gas naturale Bursagaz e Kayserigaz. Inoltre è partner della Çalık Energy Inc., che a sua volta detiene il 10% delle azioni delle due compagnie. Le rimanenti quote sono detenute dai comuni. Secondo Reuters, EWE ha assunto inoltre Goldman Sachs come consulente per vendere il 26% delle azioni della sua principale società in Germania.

ANCHE ALTRI MARCHI IN FUGA

L’azienda energetica tedesca si unisce ad altri marchi stranieri che hanno chiuso le loro attività in Turchia. Nel 2015, l’azienda canadese di biancheria intima La Senza ha annunciato il suo ritiro dalla Turchia, seguita dal marchio britannico Top Shop nel 2016, dal marchio olandese C&A nel giugno 2016 e dalla catena tedesca di cosmetici Douglas nell’agosto 2016. Stesso discorso per il rivenditore di mobili statunitense  Crate and Barrel che  ha annunciato la scorsa settimana che si ritirerà  dal mercato turco. A preoccupare sono soprattutto gli sviluppi politici turchi che stanno minando la fiducia nell’economia.