Sostenibilità

Un mega parco fotovoltaico sulle rovine di Chernobyl

Chernobyl

Il Governo dell’Ucraina riabilita l’area off limits di Chernobyl, grazie ad un parco fotovoltaico

 

Nuova vita per la zona off limits di Chernobyl, quella chiusa da 30 anni a causa delle radiazioni. Sulle rovine del disastro nucleare sorgerà una vera e propria centrale fotovoltaica. Il governo dell’Ucraina ha lanciato una vera e propria corsa al fotovoltaico, a cui ha risposto la società elettrica francese Engie, per  far rinascere e rendere utile tutta l’area ad oggi inaccessibile di Chernobyl. E non solo, ridurre la dipendenza del Paese dal gas russo.

chernobyl-1970La produzione di energia pulita sembra essere l’unica soluzione (o meglio, una delle poche soluzioni) per riutilizzare il territorio: agricoltura e industria non sono attività fattibili, a causa delle radioattività. I pannelli solari, invece, non richiedono una presenza fissa di personale. C’è da dire che la zona ha anche una buona esposizione al sole, e gli impianti potrebbero usare la vecchia rete elettrica della centrale nucleare, ancora funzionante.

“Il sito di Chernobyl ha davvero delle ottime potenzialità per le energie. Ci sono già le linee di trasmissione ad alto voltaggio utilizzate in precedenza per i reattori nucleari, il terreno costa pochissimo e abbiamo molte persone che hanno ricevuto la formazione necessaria per lavorare in una centrale elettrica”, ha spiegato Ostap Semerak, ministro dell’ambiente ucraino.

Il progetto, che vale 1,10 miliardi di euro, sarebbe in parte finanziato dal governo francese. “Ci hanno contattato dopo essere venuti a conoscenza della nostra intenzione di trasformare l’area in un parco per l’energia rinnovabile”, ha sottolineato Semerak. “Abbiamo scelto loro (tra oltre 60 compagnie, ndr) per la storia nucleare della Francia”.

 

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