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Usa: ripartono le raffinerie, e il prezzo del petrolio risale

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Passato l’uragano Harvey, le raffinerie statunitensi riprendono a lavorare. La notizia fa risalire il prezzo del petrolio 

 

Con la riapertura delle raffinerie negli Stati Uniti d’America il prezzo del petrolio sta ricominciando a salire. La domanda è in ripresa e questo è il primo segnale che il passaggio devastante dell’uragano Harvey è stato messo alle spalle. I future della benzina continuano a scendere, segno che le paure di rimanere senza rifornimenti si stanno pian piano ridimensionando. L’uragano Harvey, che ha colpito il cuore del settore energetico del paese, con piogge torrenziali e inondazioni lungo la costa del Golfo degli stati Uniti, ha messo in ginocchio quasi un terzo delle raffinerie petrolifere, chiudendo gli impianti più importanti del Paese e riducendo i flussi lungo i principali condotti di combustibile.

petrolioL’impatto devastante, che ha causato anche la morte di 5 persone e danni economici per decine di miliardi di dollari, non ha però abbattuto la volontà di ripresa. Porti, oleodotti, raffinerie sono tornate a regime con un ritmo superiore alle aspettative. Sicuramente la strada è ancora lunga come ha spiegato il reparto energetico statunitense, sottolineando che per iniziare a produrre il prodotto il processo può richiedere diversi giorni o settimane. Anche gli analisti avvertono che anche se i prezzi della benzina si stanno stabilizzando, questi dati non devono trarre in inganno. Per ritornare alla normalità ci vorranno settimane se non mesi. Intanto però l’allarme è cessato, e sui mercati le quotazioni della benzina si aggirano intorno a 1,674 dollari al gallone, registrando ribassi superiori al 15%, gli stessi numeri che si registravano il 25 agosto, giorno in cui Harvey si abbatteva sulla Costa del Golfo Statunitense. La scorsa settimana, quando mancava un quinto della produttività statunitense e la paura di carenza scorte la faceva da padrona, il prezzo era schizzato a 2,139 dollari numeri che non si vedevano da oltre due anni.

Tra i diversi impianti che si stanno riavviando alla normalità c’è anche EXXONMobil, seconda raffineria del Paese che vanta numeri come 560.500 barili al giorno.

Ma anche la Colonial Pipeline, e la Explorer Pipeline, raffinerie chiave del Texas che pesano sulla capacità di raffinazione degli Stati Uniti, considerando che metà delle sue risorse provengono da queste regioni. Anche i porti hanno riaperto i battenti, 25 su 28, e anche le estrazioni di greggio hanno ricominciato a funzionare.