Skip to content
Hormuz

Hormuz e l’incognita GNL preoccupano il Governo. Tutte le misure contro il caro prezzi

Il Governo prepara un pacchetto di misure per imprese e famiglie. Intanto, pensa a una strategia per arginare l’incognita forniture GNL. Tutte le misure

Taglia bollette per le aziende, bonus carburanti per i nuclei familiari con Isee fino a 15mila euro e un credito d’imposta per i conducenti dei tir. Sono queste le misure allo studio del Governo che potrebbero rientrare nel decreto Aiuti che vedrà la luce a fine mese, secondo la Repubblica. Intanto, il prolungamento del blocco nello Stretto di Hormuz e dello stop alla produzione di gas qatariota minaccia le forniture di GNL. Ad aprile la situazione rischia di diventare esclusiva e Roma sta studiando le possibili contromisure.

IL TAGLIA BOLLETTE PER LE IMPRESE

Sono giorni febbrili per Mase e Mimit. I tecnici dei due ministeri stanno lavorando a un pacchetto di misure aggiuntive “taglia bollette” per le imprese, secondo La Repubblica. Tra le opzioni sul tavolo figurerebbero diverse forme di sgravi fiscali, secondo il giornale, tra cui il ritorno della sterilizzazione dell’aumento del gettito fiscale derivante dall’incremento dei prezzi, attuata in occasione della guerra in Ucraina, esteso a tutte le materie prime che risentono in modo diretto o indiretto della crisi, come chiede l’Ance.

LE MISURE CONTRO IL CARO CARBURANTI

Intanto, nelle prossime ore il Mimit potrebbe sciogliere le riserve sulle misure in sostegno alle famiglie con redditi bassi e autotrasportatori contro il caro carburanti. Il primo intervento allo studio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy è un bonus carburanti per i nuclei familiari con un Isee fino a 15.000 euro e un credito d’imposta per i conducenti dei tir. Una misura che dipende però dalle risorse a disposizione, che potrebbero anche arrivare dalla manovra da 1,3 miliardi per coprire le restanti domande di Transizione 4.0, secondo quanto riferiscono fonti di Governo a La Repubblica. Un intervento che non convince però tutta la maggioranza, secondo il giornale.
Un capitolo a parte merita l’ormai celebre accisa mobile.

Ieri il vice premier Antonio Tajani ha rilanciato la misura, sottolineando che “ci può essere un taglio delle accise compensato dall’aumento dell’Iva perché aumentano i prezzi, potrebbe essere un’idea sulla quale ragionare”. Tuttavia, anche questo nodo non si scioglierà prima di una decina di giorni, quando sarà più chiaro se l’extragettito Iva da carburanti basterà per tagliare i prezzi alla pompa nell’ordine di qualche decina di centesimi.

LA NUOVA STRATEGIA SUL GAS

Sono in arrivo novità anche sul fronte del gas. Ad oggi il vuoto dei flussi russi è stato colmato dai carichi di gas naturale liquefatto. Tuttavia, la maggior parte delle volte le metaniere salpano dagli Stati Uniti o dei Paesi del Golfo Arabico, attraversando lo stretto di Hormuz. Ad oggi il Qatar ha confermato i cinque carichi di gas acquistati da Edison. I veri problemi potrebbero sorgere ad aprile, poiché Qatar Energy ha fatto appello alla forza maggiore, cancellando le consegne di GNL. Il Governo sta pensando a soluzioni diverse per ridurre il rischio di approvvigionamento in caso di blocco prolungato dello Stretto di Hormuz.

Una delle possibilità, sebbene costosa, è acquistare gas liquido sui mercati spot, pagandolo a prezzo elevato a causa dell’elevata concorrenza asiatica, secondo la Repubblica. Le cifre si aggirano intorno ai 50 euro al megawattora. Il Governo potrebbe decidere di temporeggiare contando sul fatto che i consumi dovrebbero calare con l’arrivo della primavera e che gli operatori hanno ancora qualche settimana di tempo a disposizione prima dell’inizio ufficiale della stagione di riempimento degli stoccaggi in vista dell’inverno. Tuttavia, se i prezzi non dovessero scendere, Roma potrebbe decidere di intervenire – come successo in passato – per accelerare l’accumulo di scorte.

LE ARMI DELL’ITALIA

C’è però una buona notizia: l’Italia può far leva sui margini inutilizzati dell’infrastruttura gas nazionale, gestita da Snam. Nel 2024 i dieci punti di entrata della rete tricolore totalizzavano una capacità di tra sporto di quasi 140 miliardi di metri cubi, più del doppio dell’attuale domanda di metano. Anche i cinque terminali di rigassificazione italiani rappresentano un salvagente per l’Italia. Nigeria, Venezuela, Argentina e Congo rappresentano un potenziale tesoro di GNL. Tuttavia, aumentare i flussi di navi richiede contratti di lungo periodo e tempo per essere negoziati ed entrare in esercizio.

IL GAS DAL TUBO

Il Governo italiano valuta anche di aumentare i flussi di gas via tubo. In particolare, si guarda alla rotta algerina che sbuca a Marzara del Vallo, in Sicilia, dove nel 2024 il livello di saturazione era poco sopra all’80%. L’Italia potrebbe anche decidere di aumentare i flussi di gas nel Tap, soprattutto a Passo Gries, dove arriva il gas dei rigassificatori francesi e quello estratto nel Mare del Nord. Tuttavia, per aumentare i flussi è necessario prima aprire un confronto con gli altri Paesi europei che precedono l’Italia nel percorso del tubo.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Rispettiamo la tua privacy, non ti invieremo SPAM e non passiamo la tua email a Terzi

Torna su