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Lo stallo delle rinnovabili e il paradosso del nucleare italiano. Il faccia a faccia Orsini-Urso

Dallo spettro del conflitto in Medio Oriente al paradosso dei reattori costruiti per gli stranieri, passando per il blocco delle rinnovabili. Il faccia a faccia tra il Presidente di Confindustria e il Ministro Urso a Sky TG24

La crisi energetica scatenata dalla guerra in Medio Oriente non è solo una questione di bollette, è una lotta per la sopravvivenza industriale. Dal palco di Sky TG24 Live In Roma, il grido d’allarme lanciato da Emanuele Orsini, numero uno di Confindustria, e dal Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, delinea uno scenario da “codice rosso” per l’economia italiana. Tra cifre da capogiro, veti regionali e paradossi geopolitici, ecco cosa sta succedendo davvero nelle stanze del potere.

ORSINI: IL CONTO DEL CONFLITTO E’ 21 MILIARDI

Se il conflitto in Medio Oriente dovesse trascinarsi fino alla fine dell’anno, il conto per le imprese italiane sarebbe di 21 miliardi di euro, spiega il presidente di Confindustria. Una cifra mostruosa che l’Italia non può permettersi di affrontare da sola. “Serve debito pubblico europeo per i Paesi ancora indietro,” ha incalzato Orsini, “non possiamo caricarlo sulle spalle dell’Italia”.

Il Presidente di Confindustria ha poi puntato il dito contro Bruxelles. Mentre l’Europa sbandiera una finta sicurezza con il 25% di riserve di gas, la Commissione starebbe pensando di slittare le sanzioni sul gas russo oltre il 2027. “Come si fa a dire che non c’è ancora uno stato di crisi?”, si chiede Orsini, lanciando una stoccata contro le politiche fiscali green dell’UE: la tassa ETS (Emission Trading System) sta diventando un cappio al collo non solo per le industrie pesanti, ma paradossalmente per le stesse aziende che producono rinnovabili. Orsini non chiede una “rimodulazione”, ma una sospensione totale perché non c’è tempo per ridisegnare il meccanismo prima che le aziende spostino la produzione dove l’energia costa meno.

LE RINNOVABILI FATICANO

Le rinnovabili sono un elemento centrale del mix energetico del futuro, ma l’Italia è paralizzata dalla burocrazia e dai veti locali. Ci sono 4.000 concessioni sulle rinnovabili bloccate, un tappo che impedisce la messa a terra di energia pulita e a basso costo. Sardegna e Calabria sono le prime due Regioni che “non stanno facendo i compiti a casa”.

Per risolvere lo stallo “serve uno shock di autorizzazioni, tutte e subito nei prossimi 3 mesi,” ha tuonato Urso, denunciando senza nominarla la Regione Sardegna, che ha collezionato ben 30 “no” consecutivi ai progetti rinnovabili.

URSO: IL PARADOSSO DEL NUCLEARE

Il Ministro Adolfo Urso ha rilanciato con una provocazione che sa di beffa. L’Italia, un tempo terzo produttore mondiale di nucleare civile, oggi vede le proprie eccellenze costruire reattori all’estero.

“Basti pensare ad Endesa, che produce energia nucleare per la Spagna grazie a tecnologie e imprese italiane,” ha ricordato Urso.

Mentre Stellantis minaccia di produrre in Spagna per i minori costi energetici, l’Italia aspetta un progetto di legge sul nucleare ancora in bilico in Parlamento. Una tecnologia che, Orsini avverte, anche partendo oggi non sarà pronta prima di 10 anni.

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