Domani, nella Giornata europea per le vittime della crisi climatica, il Patto Europeo per il Clima presenta la rete dei rifugi climatici con due eventi a Venezia e Nuoro. In Sardegna debutta anche il primo museo-rifugio
Domani l’Europa si ferma per celebrare la Giornata europea per le vittime della crisi climatica globale. Una ricorrenza istituita nel 2023 dalle massime istituzioni comunitarie (Parlamento, Consiglio e Commissione) dopo le alluvioni che nel luglio 2021 devastarono Belgio e Germania. Ma l’acqua è solo la punta dell’iceberg. I dati dell’Agenzia europea dell’ambiente dicono che l’Europa si sta riscaldando più rapidamente di qualsiasi altra area del Pianeta. Le ondate di calore sono il responsabile del 95% dei decessi legati a eventi climatici estremi negli ultimi quarant’anni. Da questa presa di coscienza, nasce la proposta del Patto Europeo per il Clima di creare rifugi climatici. Non bunker sotterranei, ma spazi pubblici di suo quotidiano che diventano un rifugio per le persone più vulnerabili durante le ondate di calore. Di questo è molto altro si parlerà nei due eventi organizzati dal Patto Europeo per il Clima in programma domani a Nuoro e Venezia.
ARRIVANO I RIFUGI CLIMATICI CONRO IL CALDO ESTREMO
Nel solo 2023, quasi 48 mila persone sono morte in Europa per cause associate al caldo eccessivo. Nel 2024, le sole tempeste e alluvioni hanno colpito 413.000 persone, lasciando dietro di sé 335 vittime. Le proiezioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità evidenziano che 3,6 miliardi di persone vivono già in aree altamente vulnerabili e, tra il 2030 e il 2050, il cambiamento climatico provocherà ben 250.000 morti aggiuntive ogni anno.
Perché allora non ne percepiamo la reale entità del caldo estremo? La risposta risiede nella nostra incapacità di vedere ciò che non è immediatamente spettacolarizzabile.
“Le vittime della crisi climatica globale sono migliaia, ma non ne percepiamo la dimensione reale perché molte di queste morti non si vedono facilmente”, spiega Gianni Tartari, Country Coordinator del Patto Europeo per il Clima per l’Italia. “Il numero maggiore si concentra in territori lontani, hotspot climatici da cui migrano milioni di persone. Ma le vittime non sono lontane da noi: negli ultimi anni anche l’Italia ha subito eventi estremi, aggravati dal surriscaldamento dell’area mediterranea, con conseguenze sulla sicurezza e sulla salute delle persone. Contenere la crisi climatica significa proteggere la salute umana oltre che l’ambiente, soprattutto per chi ha meno risorse”, aggiunge. Da questa presa di coscienza nasce l’esigenza di trasformare spazi pubblici di uso quotidiano in rifugi climatici.
VENEZIA IN PRIMA FILA CONTRO IL CALDO ESTREMO
Il Patto Europeo per il Clima passerà all’azione concreta mercoledì 15 luglio 2026, con due iniziative pubbliche. La prima si terrà a Venezia, città simbolo planetario della pressione climatica. Nel pomeriggio (dalle 14.00 alle 17.00) prenderanno il via le Panchine climatiche, momenti informali di confronto con i cittadini guidati dagli esperti di EuCliPA.IT (Luciana Favaro, Gianni Tartari, Vicky Balzano, Simone Padovani, Evelina Barbanti, Margherita Gobbo) e Francesca Vianello di Europe Direct Venezia Veneto. “Venezia deve trovare soluzioni per le ondate di calore che la colpiscono, insieme all’intera Europa”, dichiara Luciana Favaro. “Per noi un primo passo è mettere a disposizione dei cittadini una mappa in cui sono indicati i rifugi climatici che via via vengono realizzati nel territorio comunale”.
In serata (dalle 18.30 alle 20.30), presso il Chiostro della Chiesa di Sant’Elena, Bianca Nardon (Shylock C.U.T.) dialogherà con l’oceanografo del CNR Fabio Trincardi sulle cause fisiche del caldo, con il medico Paolo Regini (ISDE Medici per l’Ambiente) sugli effetti devastanti del calore sul corpo umano e con l’architetta Amanda Zaramella (IUAV) sul design dei rifugi climatici del progetto Interreg CLISHE.
IN SARDEGNA IL PRIMO MUSEO RIFUGIO CONTRO IL CALDO ESTREMO
Sempre domani, a Nuoro, dalle ore 18.00, EETRA e il Patto Europeo per il Clima presenteranno ufficialmente il primo museo-rifugio climatico della rete sarda: lo Spazio Ilisso.
“L’azione climatica si rafforza e si amplifica solo quando unisce diversi ambiti”, afferma Michela Fancello, organizzatrice e ambasciatrice del Patto Europeo per il Clima. “Con questo spirito abbiamo pensato a una proposta molto concreta: una rete regionale di rifugi climatici, a partire dagli spazi culturali”.
L’incontro nei giardini vedrà i contributi di Vanna Fois sulla rete sarda, di Antonino Soddu Pirellas sull’importanza dei parchi storici, di Isabel de Maurissens e Daniela Ermini sul progetto PAESC school (la scuola come rifugio), di Carlo Parodo sul ruolo della tecnologia nella mappatura regionale e, infine, di Alessandra Berardi Arrigoni, che ricorderà come la crisi possa essere letta e combattuta attraverso la poesia.

