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Diesel, ecco dove il pieno può costare meno

Partono le prime misure di contenimento dei prezzi di benzina e diesel. Ecco quanti e quali distributori applicano tetti o sconti sui prezzi dei carburanti in Italia

I tetti e gli sconti su benzina e diesel iniziano a diffondersi a macchia d’olio sulla rete di distribuzione. Secondo le stime, dopo gli annunci quasi due distributori su tre stanno effettivamente applicando le misure di contenimento dei prezzi. Il price cap di Eni è attivo su quasi tutto il territorio nazionale, mentre le misure di contenimento annunciate da Ip e Q8 sono partite in circa un terzo degli impianti. Esso, Q8 e Tamoil, invece, sono ancora alla fase iniziale. Quanti e quali sono i distributori che applicano tetti o sconti sui prezzi di diesel e benzina?

CHI APPLICA SCONTI SUI PREZZI DI DIESEL E BENZINA

​Sullo sfondo di un parco distributori nazionale che conta oggi tra le 22.000 e le 24.000 stazioni di servizio complessive, si sta consumando una spaccatura strutturale. Da un lato ci sono le grandi compagnie integrate verticalmente, dall’altro una galassia indipendente che prova a sfruttare la flessibilità logistica per scalzare i listini ufficiali. Sono oltre 10.000 gli impianti sulle nostre strade (più del 50% della rete) che oggi sono ingaggiati in una battaglia al centesimo tra tetti massimi di garanzia e sconti aggressivi.

Un’operazione commerciale, certo, ma con evidenti risvolti di contenimento calmierato di fronte alle pressioni inflazionistiche. Una mossa supportata da un vantaggio di modello di business. I grandi gruppi godono dei vantaggi di un modello di business verticalmente integrato. Infatti, controllano l’intera catena del valore, dall’estrazione alla raffinazione, fino al piazzale della stazione di servizio. Di conseguenza, una contrazione del margine nel canale retail può essere compensata dai profitti generati nel segmento upstream e nell’importazione.

DOVE TROVARE TETTI E SCONTI SU BENZINA E DIESEL

​Ad aprire le danze è stata Eni (Enilive), seguita a stretto giro da Italiana Petroli (IP). I due pesi massimi del mercato tricolore hanno formalizzato una misura d’impatto: un price cap fisso a 1,999 €/litro sulla benzina e a 2,199 €/litro sul diesel per la modalità self-service in circa 8.500 distributori della loro rete.

Successivamente, Esso (con circa 1.100 distributori), Q8 Italia (2.888 impianti gestiti) e Tamoil Italia (con circa 1.400 impianti) hanno iniziato ad adottare misure – chi dichiaratamente, chi no – per mitigare i listini di benzina e diesel alla pompa lungo la propria rete di distribuzione, invece di un tetto ai prezzi fisso. L’ingresso della società a controllo libico ha fatto compiere un balzo decisivo all’iniziativa di contenimento promossa dall’esecutivo: il perimetro complessivo dei distributori coinvolti supera gli 11.500 impianti secondo le stime dei consumatori e può arrivare a sfiorare quota 12.900 considerando l’intero bacino potenziale dei marchi aderenti, più della metà rispetto alle circa 21.750 stazioni attive.

Un’operazione commerciale, certo, ma con evidenti risvolti di contenimento calmierato di fronte alle pressioni inflazionistiche. Una mossa supportata da un vantaggio di modello di business. I grandi gruppi controllano l’intera catena del valore, dall’estrazione alla raffinazione, fino al piazzale della stazione di servizio. Di conseguenza, una contrazione del margine nel canale retail può essere compensata dai profitti generati nel segmento upstream e nell’importazione.

LA RISPOSTA DELLE POMPE BIANCHE

La rete delle pompe bianche non è rimasta a guardare, anche se gli impianti più piccoli stanno pagando l’impossibilità di vendere sotto i costi dell’ingrosso extra-rete. Recentemente si è aggiunto alla corsa anche Costantin, uno dei grandi operatori indipendenti che gestisce 150 impianti. Lo stesso vale per Staroil, marchio controllato dal Gruppo Ludoil, la cui rete conta 179 punti vendita distribuiti lungo la penisola.

Sfruttando un’infrastruttura logistica proprietaria – che spazia dall’importazione diretta allo stoccaggio strategico nell’hub della più grande raffineria italiana – Staroil è riuscita ad azionare la leva del prezzo senza passare dal price cap, facendo scendere i listini al self-service a 1,979 €/litro per la benzina e 2,179 €/litro per il diesel. Una mossa che permette un risparmio netto di 2 centesimi al litro (pari a circa 1 euro a pieno standard di 50 litri).

LA MAPPA DEGLI SCONTI SU BENZINA E DIESEL

La distribuzione geografica delle misure di calmieramento e sconti riflette direttamente la presenza capillare dei marchi lungo la penisola e la concentrazione delle reti di distribuzione regionali. Il Nord Italia (Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna) è l’area a maggiore densità di offerta e dove la concorrenza tra grandi marche e distributori indipendenti è più accesa. Qui si registra la percentuale più alta di distributori aderenti (circa il 65-70% degli impianti sul territorio). L’adesione al price cap di Eni (capillare in tutte le province) sfiora il 90%, mentre Q8, Tamoil e IP coprono sia le grandi arterie extraurbane sia i centri urbani principali. Inoltre, la forte presenza di pompe bianche come Costantin (molto radicata nel Nord-Est) e Staroil impone listini aggressivi sotto i tetti nazionali in Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna.

In Centro Italia (Toscana, Lazio, Umbria, Marche), invece, la copertura degli sconti e del price cap raggiunge circa il 55-60% della rete stradale. Eni e IP fanno da padrone con una capillarità quasi totale sulle strade statali e consolari (come la SS1 Aurelia e la Flaminia). A queste si affiancano gli impianti Esso e Q8 nei nodi di traffico metropolitano di Roma e Firenze, e i punti vendita Staroil (grazie all’infrastruttura del Gruppo Ludoil) con sconti diretti al self-service in Lazio e Umbria. Infine, nei territori meridionali e insulari la percentuale di impianti in price cap o sconto si attesta attorno al 40-50%. L’iniziativa è sostenuta principalmente dai grandi colossi integrati come Eni e IP, fondamentali lungo le dorsali autostradali (A30, A2, A14) e sui nodi portuali della Sicilia e della Campania. Gli operatori Q8 e Tamoil coprono in misura minore le aree interne, mentre le pompe bianche e indipendenti locali offrono sconti a macchia di leopardo nelle province a maggior presenza di depositi di stoccaggio costieri.

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