Ecco chi paga davvero il conto del caldo caraibico. Il report di Greenpeace e CGIL e le richieste al Governo
Una tassa permanente sugli extraprofitti dei petrolieri e l’addio al gas entro il 2035. Sono le richieste avanzate al Governo da Greenpeace Italia e CGIL per finanziare la transizione energetica verso le fonti rinnovabili e nuove misure per proteggere i cittadini dagli impatti della crisi climatica. Un appello che nasce dall’emergenza caldo che mette a rischio sempre più italiani, secondo quanto emerge dai dati dell’ultimo rapporto di Greenpeace Italia, “Lavoratori a rischio per le ondate di calore”.
I NUMERI DEL RAPPORTO
Il rapporto presentato oggi da Greenpeace Italia dipinge un quadro preoccupante. Infatti, negli ultimi cinque anni le giornate a rischio caldo alto sono aumentate del 60%, passando da una media di 22 a ben 35 giorni a stagione. Tradotto: quasi una giornata estiva su due a Roma o Milano si trascorre sotto una cappa di calore potenzialmente letale.
Ogni giorno d’estate, in media 670.000 lavoratori (quasi uno su dieci nelle province analizzate) sono esposti a rischi gravi per la salute. Ma il numero può superare l’1,5 milioni di persone nei giorni di ondate di calore estremo. Dati che dimostrano che il caldo non è una fatalità, ma una minaccia che altera la sicurezza, secondo il rapporto. La disidratazione e lo stress termico portano a cali di concentrazione, aumentando infortuni, cadute e scivolamenti. In Europa, l’ultima ondata di calore ha causato circa 20.000 morti. Una strage che per la scienza – secondo il rapporto – sarebbe stata da 2°C a 3,5°C più fresca senza le emissioni dell’industria fossile. Roma guida la classifica delle città a rischio con oltre 213 mila lavoratori esposti (il 16% degli occupati), seguita da Milano (165 mila) e dai territori di Napoli, Torino e Bologna, ma il caldo estremo colpisce duramente anche Palermo e Cagliari.
LA RICHIESTA DI GREENPEACE E CGIL
La richiesta: tassare i giganti per salvare i cittadini Di fronte a questa “emergenza silenziosa”, Greenpeace Italia e la Cgil hanno chiesto al Governo di imprimere una svolta radicale verso le energie green, abbandonando le fonti fossili con un piano di uscita dal gas entro il 2035. Al tempo stesso, hanno proposto di introdurre una tassazione permanente sui profitti extra delle industrie del gas e del petrolio. Richieste che le associazioni motivano con il principio “chi inquina paga”.

