I sindacati lanciano l’allarme su lavoro, ambiente e sicurezza
Sull’Ex Ilva “abbiamo affrontato fin dall’inizio una grande responsabilità, questo difficilissimo dossier se pensiamo all’eredità che ci hanno lasciato orami accertata nella causa di risarcimento intentata dai commissari nei confronti del precedente gestore e che ammonta a 7 miliardi di euro di danni”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine della consegna del Made in Italy Sostenibile a chi gli chiedeva di un rischio di bomba sociale. “Quindi era ed è una sfida estremamente difficile recuperare, ben consapevoli di quello che ci hanno lasciato in eredità Un dossier fin dall’inizio gestito giustamente da Palazzo Chigi dove abbiamo insediato due anni fa un tavolo con la partecipazione dei ministri competenti e la partecipazione dei sindacati”, ha concluso il ministro.
ILVA, L’ALLARME DELL’UGL
L’Ilva rappresenta una delle principali emergenze ambientali, economiche e sanitarie del territorio. Una crisi che continua a colpire l’acciaieria ma le aziende dell’indotto e l’intero tessuto economico di Taranto. La situazione dura da anni, ma oggi è vicina ad esplodere. Per questa ragione, le federazioni di UGL Metalmeccanici e UGL Chimici di Taranto hanno inviato una lettera a tutte le istituzioni locali (Regione Puglia, Comune di Taranto e Parlamentari ionici) per chiedere un incontro sulla questione ex ILVA.
“Oggi è necessario fare il punto della situazione per comprendere cosa si intenda fare dello stabilimento ex ILVA di Taranto e quali siano le misure da mettere in campo IMMEDIATAMENTE, per arginare il problema sociale del lavoro, dell’ambiente e della sicurezza sui luoghi di lavoro che oramai registra”, scrivono i sindacati, elencando i temi cari ai lavoratori.
COSA CHIEDONO I SINDACATI
I sindacati chiedono chiarezza alle istituzioni locali per porre fine alla decennale crisi economica, ambientale ed industriale dell’Ilva. Il primo punto di discussione saranno le strategie che si intendono attuare per la riconversione industriale e il sostegno alle aziende dell’indotto in crisi, con atti concreti ed un cronoprogramma condiviso.
I sindacati chiedono certezze anche riguardo le procedure per evitare licenziamenti e sostenere i lavoratori, nonché le prospettive per la creazione di nuovi posti di lavoro che dovranno assorbire gli esuberi e lo sviluppo di forme incentivanti volte allo snellimento della forza lavoro (es incentivi all’esodo, ampliamento esposizione ai rischi dell’amianto, lavoro usurante, etc.). Inoltre, UGL chiede di conoscere le misure che verranno messe in campo per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente.


