Il ministro delle Imprese attacca Bruxelles: troppe regole, poca strategia e tempi incompatibili con la crisi industriale europea. Nel mirino Green Deal, ETS e lentezza dell’Industrial Accelerator Act
L’Ue deve liberare gli Stati dalle catene della super-regolamentazione e concentrarsi sulle priorità per il Continente. I Governi, invece, devono avere più mano libera per definire politiche industriali nazionali. Ma bisogna accelerare sulla revisione di norme e regolamenti comunitari. In particolare, tre anni per l’Industrial Accelerator Act sono un’eternità. È il messaggio lanciato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel corso della Sesta riunione dell’Alleanza delle industrie energivore e dei lavori del Consiglio Competitività.
URSO: SERVE PIU’ FLESSIBILITA’ SULLE POLITICHE INDUSTRIALI NAZIONALI
L’Ue è la principale vittima industriale della guerra in Medio Oriente. Questa vulnerabilità affonda le radici in un errore dell’Europa: l’Ue ha sbagliato politica industriale, energetica ed economica, secondo il ministro delle imprese e del Made in Italy. Oggi, Bruxelles dovrebbe accelerare sulla revisione del Green Deal, secondo il ministro, perché il mondo oggi è completamente diverso rispetto a quando il piano è stato concepito.
“Chiediamo all’Ue che non impedisca ai singoli Stati di realizzare una politica industriale, di concentrarci su quello che serve davvero al Continente e di lasciare libere le imprese e i cittadini di operare come ritengono meglio per raggiungere gli stessi obiettivi. Il mondo è diverso rispetto a quando è stata fondata l’Unione Europea del Green Deal. Le guerre sono raddoppiate, si sono spezzate le catene di approvvigionamento, la prima potenza industriale è diventata la Cina. Il nostro Governo garantisce una presenza continua ed assidua in Europa”, ha sottolineato Adolfo Urso a margine della sessione pubblica del Consiglio Competitività in corso a Bruxelles.
L’ITALIA E’ CONTRO UNA POLITICA INDUSTRIALE UE?
Il Governo italiano è dunque contrario a una politica industriale europea? “In alcuni argomenti è prioritario il ruolo dell’Ue, in altri diventa prioritario il ruolo dello Stato”, ha risposto Urso visibilmente piccato, sottolineando che Bruxelles deve “rimuovere le regole opprimenti che privilegiano la concorrenza rispetto all’aggregazione e impediscono che nascano campioni europei per fronteggiare i competitor esterni”.
C’E’ ANCORA SPERANZA PER LE PROPOSTE ITALIANE?
La Commissione Europea non sarà sorda alle richieste italiane di estendere anche all’energia le clausole di salvaguardia previste per la difesa, secondo Urso.
“Ci aspettiamo una soluzione sostenibile che ci consenta di usare le risorse per fronteggiare una grande emergenza: la guerra, che ha un impatto sull’energia e sui costi produttivi delle nostre imprese che devono già fronteggiare un’invasione di prodotti asiatici sul mercato interno. Siamo fiduciosi che la Commissione Ue comprenda.
Al tempo stesso, il ministro ha rilanciato la proposta di sospendere l’efficacia degli Ets per evitare la deindustrializzazione dell’UE per rincorrere la sostenibilità. Una richiesta ancora più urgente dopo lo scoppio del conflitto in Iran.


