Il decreto bollette vale meno di 3 miliardi e sarà concentrato su famiglie e piccole e medie imprese. Il governo punta a tagliare il costo del gas. Sì al bonus sociale
Il Dl Bollette è finalmente pronto. Sul testo atteso al prossimo Consiglio dei ministri sono al lavoro da settimane i tecnici del Mase in stretto raccordo con Palazzo Chigi.
NODO ETS
I nodi ancora aperti riguardano il “cuore” del provvedimento da cui dovrebbe arrivare il grosso del taglio sulle bollette: il range è tra i 2 e i 3 miliardi. Come riporta Il Sole 24 Ore, il primo fronte riguarda l’Ets, il sistema europeo che permette di commerciare le quote di CO2 ma che, gravando sul prezzo del gas acquistato dai produttori termoelettrici, condiziona il costo pagato a valle da imprese e famiglie. Un intervento su questo fronte offrirebbe una boccata d’ossigeno. Ma la partita è nelle mani di Bruxelles.
AZZERAMENTO DEL DIFFERENZIALE
Altro intervento previsto è l’azzeramento della differenza tra il valore del gas sulla Borsa europea (Ttf) e su quella italiana (Psv), più alto per circa 3 euro al Megawattora. La misura avrebbe un impatto diretto da circa un miliardo e uno indiretto (sull’elettricità) di un altro miliardo, finendo per ripagarsi da sola dopo un limitato costo iniziale. Sul tavolo di Palazzo Chigi ci sono anche altre alternative. Una, anticipata dal Foglio, prevede di spostare “a valle”, quindi nelle bollette della luce, parte degli oneri oggi pagati dalle centrali a gas, in modo che non contribuiscano ad alzare il prezzo dell’elettricità.
GLI ONERI IN BOLLETTA
L’altro fronte aperto è relativo agli incentivi alle rinnovabili pagate con gli oneri della bolletta. Si andrebbe verso un meccanismo di adesione volontaria per gli impianti di potenza superiore ai 20 kW che beneficiano dei premi fissi garantiti dal Conto energia. Ma anche questa norma è ancora da limare. Accanto a questo dovrebbe arrivare anche un taglio degli oneri (Asos) per le imprese connesse in bassa tensione (quelle con potenza superiore a 16,5 kW) finanziato con un’operazione fiscale da 500 milioni l’anno. Mentre la vendita del gas acquistato dal Gse e da Snam per riempire gli stoccaggi nel 2022 durante la crisi energetica assicurerebbe le risorse necessarie ad abbattere anche la bolletta dei gasivori.
UNO SCONTO IRRISORIO
Si tratterebbe di uno sconto modesto però, quello proposto dal decreto bollette. Come scrive Repubblica, un punto fermo voluto dalla Meloni è il nuovo intervento a favore delle famiglie in condizioni di disagio: un bonus annuale di 55 euro che dovrebbe arrivare a una platea di 4,5 milioni di nuclei con Isee sotto i 15mila euro.
INTERVENTI SECONDARI
Tra gli interventi secondari troviamo anche le garanzie pubbliche per spingere gli accordi di lungo periodo (Ppa) tra produttori e grandi consumatori di energia, incentivi sul biometano per i settori gasivori come ceramica, carta e chimica. Un tentativo di sbloccare le estrazioni di metano nell’Adriatico indirizzando quel gas a prezzi calmierati verso l’industria.

