Italia e Algeria stringono i rapporti per aumentare la produzione e le importazioni italiane di gas. Tutti gli accordi sul tavolo
Italia ed Algeria portano la cooperazione a un nuovo livello e il puzzle del Piano Mattei si arricchisce di un nuovo tassello. La novità sostanziale emersa dall’incontro tra Giorgia Meloni e il Presidente Tebboune è l’allargamento del perimetro operativo tra i due “campioni nazionali”, Eni e Sonatrach. Tutti gli accordi sul tavolo.
I NUOVI FRONTI DELLA COLLABORAZIONE TRA ROMA E ALGERI
Meloni ha assicurato che la nuova collaborazione tra Italia e Algeria consentirà di aumentare la fornitura di gas al nostro Paese. Lo shale gas è uno dei due pilastri della strategia congiunta per aumentare strutturalmente la produzione dei due campioni nazionali e al tempo stesso, mettere al sicuro le forniture italiane. Un compito non di poco conto, poiché attualmente l’Italia è la nazione europea che importa più gas dal Qatar, con quasi 5 milioni di tonnellate nel 2025, il 10 per cento delle nostre importazioni gasifere totali.
Un aumento dei flussi rappresenterebbe una boccata d’aria per i consumatori e le industrie italiane. Infatti, il Paese africano siede su alcune delle riserve di gas non convenzionale più vaste al mondo. Secondo le stime, si potrebbero recuperare risorse oer circa 707 trilioni di piedi cubi (Tcf), pari a oltre 20.000 miliardi di metri cubi. Una cifra che equivale a circa 300 anni dell’attuale consumo annuale italiano di gas. Il potenziale estrattivo maggiore è concentrato nel Sahara algerino, in particolare nei bacini di Ahnet e Mouydir; Berkine e Illizi e Timimoun.
ENI E SONATRACH INSIEME NELL’ESPLORAZIONE OFFSHORE
La seconda chiave della rinnovata partnership tra Roma e Algeri è l’esplorazione offshore congiunta. Un vero e proprio tesoretto perché, fino ad oggi, l’Algeria ha esplorato pochissimo le proprie acque territoriali. Una scoperta offshore “world-class” cambierebbe definitivamente i volumi di export attraverso il gasdotto Transmed (Enrico Mattei).
UN’INTESA PER RIPORTARE IL MEDITERRANEO AL CENTRO DELL’UE
L’obiettivo del governo italiano è far tornare il Mar Mediterraneo protagonista, un tassello fondamentale per l’ambizione di Roma di diventare l’hub energetico d’Europa. Più gas dall’Algeria significa infatti più peso politico a Bruxelles e una maggiore capacità di ridistribuzione verso i partner del Nord Europa. In quest’ottica, il potenziamento delle attività di ricerca in mare punta a garantire forniture di lungo periodo, riducendo l’esposizione alla volatilità dei mercati internazionali. Non c’è però solo il gas al centro dell’intesa tra Italia e Algeria, presto potrebbero aggiungersi anche rinnovabili e altre infrastrutture energetiche.
“La nostra cooperazione non si esaurisce su questo aspetto ma ne sta esplorando altre, mi riferisco allo sviluppo delle rinnovabili, alle realizzazioni di infrastrutture strategiche che sono sempre più in grado di unire le sue sponde del Mediterraneo aumentando le interconnessioni, quindi anche ovviamente la sicurezza energetica”, ha detto Meloni riferendosi al Transmed, “il famoso gasdotto Mattei che dagli anni ’80 collega Italia e Algeria. Siamo stati pionieri e l’idea e che lo si possa essere ancora”.
Il gasdotto ha una capacità di 30 miliardi di metri cubi, quindi esiste un margine per aumentare le esportazioni verso l’Italia, considerando che il consumo interno di gas dell’Algeria è pari a circa la metà della sua produzione.
NESSUN RISCHIO PER LE FORNITURE DI GAS CONTRATTUALIZZATE
Al tempo stesso, Meloni tornerà dal viaggio ad Algeri con importanti rassicurazioni sul fronte delle forniture di gas algerino già contrattualizzate. Buone notizie per Eni, che nel 2023 si era aggiudicata una fornitura di 1,5 miliardi di metri cubi all’anno di gas liquefatto qatariota, dalla durata di ventisette anni e con consegne a partire dal 2026. Inoltre, lo scorso luglio il cane a sei zampe ha firmato un protocollo d’intesa con la compagnia statale algerina Sonatrach sulla sicurezza energetica e sulla cooperazione nel campo degli idrocarburi e delle fonti rinnovabili.
“Il nostro impegno è quello di approfondire e allargare l’impegno per la ricerca scientifica, le rinnovabili, l’idrogeno verde, e nella sicurezza alimentare con l’Italia e nell’alveo del Piano Mattei che viene svolto per lo sviluppo del continente africano”, ha detto il presidente algerino, Abdelmadjid Tebboune nel corso della conferenza stampa al termine dell’incontro, sottolineando che la crisi in Medio Oriente non ha intaccato la storica amicizia tra Roma e Algeri.
“Il rapporto tra le nostre nazioni non è mai stato così solido e proficuo. La cooperazione tra Italia e Algeria può rappresentare sempre di più un modello da seguire”, ha confermato la stessa Meloni, aggiungendo che in un’epoca di “incertezze crescenti”, l’Algeria si conferma l’ancora di salvezza per la sicurezza energetica italiana. Una partnership che si fonda sulla mutua necessità. Infatti, l’Algeria ha bisogno di tecnologie e investimenti per valorizzare le proprie risorse. L’Italia, invece, punta a un flusso costante e incrementale di gas per completare l’affrancamento definitivo dalle vecchie dipendenze.


